Polignano, ciak si gira il film dell’esordiente Leonardo Ginefra. Nel cast anche la casamassimese Piera Montanaro

Leonardo Ginefra, regista esordiente, firma ‘L’invisibile essenza dell’anima’, con la partecipazione della casamassimese Piera Montanaro

di Marilena Rodi

Amore e sentimenti profondi ai tempi di whatsapp, facebook e gli altri social: che di social hanno sempre più spesso le urla e sempre meno la densità delle relazioni tra le persone. Amore e sentimenti profondi sono i temi che percorrono il sottofondo della sceneggiatura di Leonardo Ginefra, giovane regista esordiente, che firma L’invisibile essenza dell’anima, girato interamente in questo Sud che un tempo era particolarmente noto proprio per le relazioni tra le persone e ‘l’accoglienza’, l’ospitalità tipica della gente meridionale. Quella “pugliesità” che narrava l’humus di queste latitudini prima ancora di visitarle.

Si stanno girando a Polignano a mare, dunque, le ultime battute del film al quale prenderà parte anche la casamassimese Piera Montanaro. Direttrice di produzione, Josefina Ruospo Correa.

L’invisibile essenza dell’anima è un film scritto in una notte, quasi fosse un sogno, come racconta il regista – che del film è anche autore e compositore della colonna sonora – e parla di sentimenti, “ma non come quelli odierni – spiega Ginefra – che si consumano dopo poco tempo”. “Oggi – prosegue – non si ha quasi più nemmeno il senso e la capacità di capire cosa sono i sentimenti, cos’è l’amore stesso, quel senso di eterno, quella promessa indelebile che oramai non esiste più. Io cerco di spiegare l’amore attraverso una rappresentazione ambientata tra gli anni ‘40 i primi anni ‘60, dove l’umanità stessa era molto lontana dalla tecnologia, dove le persone avevano un approccio molto più diretto e profondo tra di loro. Ho scritto e costruito tutto come fosse un sogno, narrando di questo amore eterno, di questo contatto pulito, puro, dove non esiste nessuna forma di sesso”.

Nostalgico, e forse un po’ rassegnato, Ginefra percepisce i ‘poeti tecnologici’ come scarichi di pathos: “Molti – dice – ormai sui social si definiscono poeti, ma credo che il concetto stesso di poesia, sia un concetto già da solo troppo alto e soltanto l’idea che ci si possa avvicinare alla stessa è utopia pura e credo che i veri poeti appartengano oramai al passato”.

Il traffico di parole (e parolacce), dichiarazioni, pensieri e storie sui social – che mettono in piazza note private e velleitarismi da divi – devono essere stati di profonda ispirazione per un artista abituato a leggere e comporre, osservare e trarre spunti per la scrittura.

I protagonisti della storia si muovono “nella nostra terra – continua il regista – che fanno capire a chi guarda il film che si sta parlando inesorabilmente della Puglia e del sud in generale”: Leandro è un ragazzo che lavora in falegnameria, e Melissa è una ragazza orfana costretta a badare a due sorelline più piccole e un fratellino; poi c’è un falegname cattivo, ‘il tutore’, padrone di Leandro che vive con lui in una casa-bottega. Poi l’antagonista Rèina che riveste il ruolo di innamorata (ma non è corrisposta da Leandro): Rèina si troverà a fare i conti con Melissa della quale Leandro si innamora perdutamente e si creeranno una serie di vicissitudini e scontri che daranno poi vita a quelli che saranno i colpi di scena del film. Poi ancora, nel film appare un’amica della protagonista che si prende cura dei fratellini quando la stessa decide di andare a una festa insieme a Leandro; un marinaio saggio che dispensa consigli; e infine varie figure come quella di chi interpreta l’amore più puro, quello che può essere tra un anziano e una bambina.

Nella colonna sonora compare un brano scritto da Ginefra per arpa violino e soprano lirico, un’Ave Maria che verrà eseguita nella chiesa del Purgatorio di Polignano dalla violinista Mirella Rex, il soprano Marzia Saba Rizzi e l’arpista Lucia Pavone.

La formazione artistica del regista si avverte anche dalla scelta di alcune scene – che oltre alla musica – girano intorno alla danza e alla pittura.

La casamassimese Piera Montanaro chiuderà il film con una scena in cui recita il ruolo di una donna accogliente, che richiama l’ospitalità di quei tempi e che invita alla condivisione, ma non sveliamo troppo in anticipo scene e copione. Piera Montanaro aveva già fatto parte di un altro cast (come comparsa) nel film di Ricky Tognazzi, nel 2014, quando girò nel centro storico di Casamassima alcune scene del film dedicato alla Freccia del Sud Mennea.

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