L’opinione. Italia al bivio? Le disuguaglianze crescono: 5milioni di cittadini in povertà assoluta

Secondo i dati Istat sono 5milioni gli italiani in condizioni di povertà assoluta. Le disuguaglianze crescono e l’Italia è sempre più al bivio

di Pino Gadaleta

Gli ultimi sondaggi danno il Pd al 17% con M5s e Lega sopra il 30%. La sinistra rischia di essere marginalizzata

La sconfitta del Pd e della sinistra non è solo dovuto a una mancanza di strategia efficace ad affrontare la questione del controllo dei flussi migratori, ma è stata causata dalla sua assenza nell’affrontare il tema delle disuguaglianze.

Come mostra il grafico, del 2013, In Italia il 10% delle famiglie ha il 50% della ricchezza, ma nel 2018 la forbice è aumentata. Infatti, l’indice Gini, un indicatore del livello della disuguaglianza, già dal 2016 segnava per l’Italia 33,1 punti su 100, risultando il ventiduesimo paese per diseguaglianza fra i 28 paesi Ue, maggiore di circa 2 punti sulla media Ue.

L’equa e corretta distribuzione del reddito, tra l’altro un principio sancito nella nostra Costituzione, è stata affrontata dal Pd con l’erogazione di bonus di 80 euro e il parziale risarcimento operato con la 14^ alle pensioni più basse. Questi provvedimenti hanno permesso di recuperare qualche decimale, ma senza incidere sulla disuguaglianza. In pratica dall’inizio della crisi dal 2008, dopo dieci anni, grazie al “Salva-Italia” di Monti, al fiscal compact e altri provvedimenti a carico dei piccoli contribuenti, il ceto medio è stato massacrato. Fenomeno che ha colpito altri Paesi europei grazie alla “globalizzazione”.

Quando nel 2000 l’Italia è entrata nell’euro, la vecchia lira di fatto è stata svalutata del 20% e il suo potere di acquisto, in alcuni casi, dimezzato; chi ci ha guadagnato è stato il marco tedesco, un vantaggio non indifferente che ha portato la Germania, con gli anni, a un surplus commerciale che ora anche Trump vorrebbe ridimensionare.

“Tutto questo ha comportato un taglio di domanda che ha favorito il processo di demoltiplicazione del reddito con buona pace della cosiddetta austerità espansiva teorizzata da alcuni noti economisti. La contraddizione consiste nel fatto che, tagliando domanda aggregata pubblica, diminuiscono investimenti e consumi, invece avremmo bisogno di un aumento di consumi e investimenti per poter aumentare il tasso di crescita in modo da raggiungere quel 3-4% di crescita annua del Pil, assolutamente necessario per uscire dalla lunga stagnazione ventennale italiana. In tali condizioni la crescita italiana oscillerà, nella migliore delle ipotesi, fra 0,5 e l’1,5% poiché il nostro prodotto potenziale è diminuito essendo caduti sia gli investimenti pubblici che privati”.

Insomma il Pd di “sinistra” ha fatto ben poco sul tema disuguaglianza, anzi con Renzi ha sposato strategie neoliberiste ritenendo che potessero curare l’economia italiana boccheggiante. Il Pil è cresciuto di un’unità virgola, ma sempre dietro a tutti i Paesi europei, e non tale da modificare la situazione per consentire al “ceto medio” un recupero di risorse reddituali.

In pratica i ricchi si sono sempre più arricchiti e i poveri si sono sempre più impoveriti, sono i 5milioni di cittadini in povertà assoluta a cui aggiungere quelli in povertà relativa che nel 2017 riguarda 3milioni171mila famiglie residenti (12,3% contro 10,6% nel 2016), e 9milioni368mila individui (15,6% contro 14,0% dell’anno precedente). Nel Mezzogiorno la situazione è drammatica e a rischio povertà o di esclusione sociale è il 46,9%, quasi un cittadino su due (Istat 2017 sugli aggiornamenti indicatori di Agenda Onu 2030). Siamo sopravissuti grazie alla flessibilità, poca, concessa dall’Ue e dalla politica di contenimento della Bce.

Domanda: ma la “sinistra” che strategia efficace e risolutiva ha messo in campo per contrastare l’impoverimento degli italiani?

Il debito pubblico è cresciuto, vere riforme strutturali non sono state avviate. Il tentativo del referendum di modificare la Costituzione è stato bocciato dagli italiani più che per i suoi contenuti, per la personalizzazione dello stesso, con un leader la cui narrazione è stata percepita dall’elettorato come falsa.

La “sinistra” è stata distratta su temi fondamentali come immigrazione, disuguaglianze, mezzogiorno, corruzione, e pare che questo ancora non sia stato compreso da Martina e soci, ci sarà un congresso di proposte “rivoluzionarie su questi temi e su una “forma Partito” che premi il merito e il lavoro dei militanti e non i “pacchettari” di tessere?

Intanto si fanno insistenti i rumors di un renzismo in libera uscita che ipotizza un partito centrista di ispirazione “macroniana”.

La domanda è: come si motivano i cittadini a iscriversi a un Partito che ha smarrito la sua vocazione di sinistra riformista e di democrazia partecipata? Le primarie hanno ancora un senso? È meglio rifondare il Pd o costruire un soggetto nuovo della sinistra?

Al momento solo risposte evasive.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.