Casamassima, i primi diplomati dell’istituto Majorana sono gli ‘over’ del corso serale

A Casamassima, all’istituto Majorana, è uscita la prima classe di diplomati. Si tratta degli over del corso serale, entusiasti di questo traguardo

di Marilena Rodi

Sono adulti, motivati e adesso felici. Gli ‘over’ del corso serale dell’istituto Majorana di Casamassima, si sono diplomati. Sono i primi diplomati della scuola alberghiera, la sede distaccata di Bari che con buone probabilità l’anno prossimo potrebbe diventare scuola autonoma. L’età dei neo diplomati va dai 20 ai 50 anni e si dichiarano soddisfatti del traguardo raggiunto. In verità il traguardo lo è anche per l’istituto che sforna i suoi primi chef ufficiali. Il ciclo che si è concluso, infatti, è il corso di cucina. Si tratta, in sostanza, di una classe composta da alunni adulti che, senza aver conseguito un diploma in età scolare, hanno deciso di rimettersi in gioco sia per un miglioramento della vita lavorativa sia per un riscatto personale. Ad essi si affianca un gruppo di giovani che hanno deciso di completare il proprio percorso di studi, ritenendo estremamente necessario implementare le proprie competenze professionalizzanti con un percorso di studio specifico e metodologicamente strutturato.

“Nella nostra classe – racconta Lorenzo Guidone – di 27 studenti, cui avevamo allievi maturi, diciamo così (sorride), e allievi più giovani: due si sono diplomati con 100 centesimi: uno studente di 43 e uno di 50 anni, quindi la maturità si è avvertita in toto (ride). La maggior parte di noi, comunque, la mattina lavora, per cui è stato un sollievo e un sacrificio allo stesso tempo frequentare la scuola il pomeriggio. Ma aver affrontato l’esame di stato e sapere di aver concluso un percorso di studi e aver guadagnato un titolo di studio non ha prezzo. I sacrifici sono duri durante la strada, ma poi alla fine si dimenticano”.

La classe degli over era composta prevalentemente da studenti casamassimesi ad eccezione di qualcuno proveniente dai paesi limitrofi; tra le professioni, un funzionario di polizia penitenziaria, 2 imprenditori di B&B, 1 attrice ma anche molti camerieri, barman, operai e personale di strutture ricettive.

“Un plauso particolare – prosegue Guidone – va alla nostra prof di italiano, Filomena Montella, e credo di poter parlare a nome di tutta la classe. Questo ultimo anno trascorso con lei è stato speciale, ci ha permesso di vivere esperienze indimenticabili e ci ha profondamente segnato”. Tra le attività che la prof ha inserito nella didattica, un progetto editoriale realizzando un e-book sulla piattaforma Epubeditor dal titolo Un banchetto letterario: la letteratura italiana e cucina.

“Il progetto – si legge nella descrizione a cura proprio della Filomena Montella – è nato dall’intento di esplicitare le potenzialità formative che la letteratura offre agli studenti e di promuovere l’integrazione tra i diversi saperi che è indispensabile per la costruzione di competenze. Pensare per competenze comporta due condizioni: una didattica centrata sui discenti e uno sguardo concretamente rivolto al mondo che circonda la scuola”. Tra gli autori selezionati in letteratura, Dante, Boccaccio, Manzoni e Marinetti, giusto per citarne qualcuno. Autori che nelle loro opere avevano comunque dato risalto all’aspetto culinario.

Un altro progetto è stato quello di commemorazione della Giornata della memoria, per la quale il corso serale ha ideato ‘Gli ebrei a tavola’, per riflettere su altri aspetti della cultura ebraica, in particolare sulle regole dell’alimentazione Kasherut. Il progetto aveva l’obiettivo di favorire la comprensione degli orrori della Shoah partendo dalla comprensione delle differenze su usi e tradizioni ebraiche, ad esempio nel campo culinario. Nel progetto, la preparazione, dunque, di un menu tipicamente ebraico. Per cominciare Falafel, una pietanza mediorientale costituita da polpette di legumi speziate e fritte. Tra i legumi più utilizzati le fave, i ceci e i fagioli tritati e conditi con sommacco, cipolla, aglio, cumino e coriandolo; poi Hummus di fave, salsa a base di pasta di ceci e pasta di semi di sesamo, aromatizzata con olio di oliva, aglio, succo di limone e paprica, semi di cumino (in polvere e prezzemolo finemente tritato; poi ancora Melanzane in salsa Tahina (crema a base di semi di sesamo e olio); ancora: Cholet, tradizionale stufato della cucina ebraica; viene cotto durante tutta la notte per 12 ore e mangiato a pranzo durante lo Shabbat; e per finire Amaretti di Gabmic.

Un’altra attività didattica extra è stata la visita allo stabilimento della Divella per osservare la produzione della pasta. Ma al di là di questo.. Qual è stato – chiediamo a Lorenzo Guidone – il piatto che ti ha sorpreso di più per composizione?

“Mah – risponde – sicuramente il Fumetto di pesce la crema di latte. Un piatto che non avrei mai immaginato si potesse preparare così: con il riso venere e il pesce che cuociono nella crema di latte”.

Un’esperienza appagante, tutto sommato, oltre che formativa.

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