Casamassima, ieri il primo consiglio comunale dell’era Nitti. Opposizione spaccata e maggioranza arruolata

A Casamassima è andato in scena il primo consiglio comunale della sindacatura Nitti. L’opposizione è spaccata mentre la maggioranza viaggia allineata e compatta

di Danilo Nesta*

Il consiglio comunale, il primo, obbligatorio: annunciato e segnato dall’ovvietà. Qualcuno ha tentato di stupirsi anche sulla elezione della presidenza del consiglio e della vice presidenza mostrando una grave debolezza strutturale e di contenuti: da una parte si pretendeva un dialogo con la maggioranza sulla scelta del candidato, tecnicamente dedicabile alla minoranza, dall’altra parte la minoranza votava un nome della maggioranza.

Ma una cosa, una cosa sola è stata espressa intelligentemente dal neo sindaco Nitti: non bisogno parlare di minoranza bensì di minoranze, apparse slegate e disperse nonché divise profondamente al loro interno, dove la corrente Udc, vestita, per l’occasione elettorale dei panni di Forza Italia, ne rivendica, in aula, l’origine prendendo immediatamente le distanze, da quello che era il loro candidato sindaco, fino a qualche giorno fa, ora consigliere.

Un inizio esaltante per forze che sono all’opposizione che hanno messo la firma sul loro percorso destrutturato, confermato dal voto anche sulla vice presidenza agognata dal M5s, che ha visto solo autovotarsi e stupirsi di non aver ricevuto consensi dalla maggioranza, forse avrebbero dovuto stupirsi del fatto che i loro colleghi ‘minoritari’, non hanno espresso un voto in tale direzione.

Immaginare che questa possa essere la rappresentazione di una opposizione matura, lì dove necessiterebbe, non lascia sperare che si possa minimamente scalfire la detenzione rilassata di un potere organizzato. Infatti, in M5s, a conferma di vivere su un altro pianeta, volutamente inconsapevole di tutto ciò che è avvenuto durante la ‘campagna elettorale’, vota favorevolmente le linee programmatiche. Sia ben chiaro, la dialettica e l’integrità politica, non dovrebbe assoggettarsi a scelte che possono essere condivisibili per il bene comunitario, ma un politico o sta all’opposizione o sta con la maggioranza, non è un problema di coscienza ma di chiarezza della propria appartenenza, ma si sa, sono parecchio confusi a livello nazionale, per cui, tutto è possibile.

Il sindaco, poi si stupisce e si mortifica. Si stupisce di far finta di non conoscere il manuale Cencelli applicato nella scelta della sua giunta, l’ex portaborse democristiano aveva inventato, apparentemente, il sistema di spartire equamente gli incarichi di governo in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente o candidato al suo interno, infatti: è indiscutibile che sia stato applicato proprio in questo modo, modello classifica calcistica, pur nelle casuali competenze dei prescelti che coincidono con la classifica: Gino Petroni 223 voti, Anna Maria Latrofa 221 voti, Azzurra Acciani 273 voti, Maria Santa Montanaro 187 voti, Michele Loiudice 203 voti, Giuseppe Valenzano 159 voti, Salvatore Nacarlo 193 voti (compreso il diritto di Franco Pastore, probabilmente rinunciatario di una carica).

Si mortifica di non notare, se non gli addetti ai lavori, cittadini della comunità presenti nell’aula consiliare, dimenticando che la modalità adoperata nella campagna elettorale, ha conclamato ancor di più la distanza tra politica e cittadino, fallendo proprio il progetto di istigazione al civismo promosso, dato che ben 11mila cittadini su 17mila, aventi diritto, non sono andati a votare nel turno di ballottaggio, di cui si è detto poco o niente nel primo fatidico consiglio comunale se non questa espressione di umiliazione dell’amor proprio con un senso accentuato di confusione e vergogna, mortificante appunto.

Naturale poi, la goffaggine giustificata della neo presidenza del consiglio, eletta a scrutinio segreto nella seduta, che aveva già pronto il discorso, letto, di insediamento e di ringraziamento che ha già offerto dei passaggi di indubbia trasparenza e apertura al dialogo consiliare, prima non permettendo la replica, quasi naturale, al consigliere Palmieri, adducendo la formula irrituale del: “Avrà tanti consigli comunali per poter replicare” e poi, simpaticamente, nel giallo delle dichiarazioni di voto sì o no, sulle linee programmatiche, zittire l’assessore Loiudice con la frase sportiva “la prossm volt statt citt” (la prossima volta statti zitto).

Che dire, riavvicinare la politica al cittadino o istigare alla crescita di coscienze con questi presupposti, appare utopistico e sconsiderato, ma tanto ci si rivedrà al prossimo consiglio comunale.. diciam fra 3-4 mesi, forse.

*contibuto volontario di opinione politica

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