Vacanza rovinata? Dal 1° luglio scatta il risarcimento se si tratta un ‘pacchetto turistico’

Vacanza rovinata? Scatta il risarcimento se il viaggiatore aveva acquistato un pacchetto turistico. Dal 1° luglio le novità introdotte dal d.lgs. n. 62/2018

di Barbara De Lorenzis*

“I giorni di vacanza valgono più degli altri”, recita uno spot pubblicitario. Come dar torto a chi lo ha inventato, dal momento che, se c’è qualcosa di cui non riusciamo proprio a fare a meno, quella è certamente la vacanza. Però non sempre possiamo parlare di vacanza perfetta. Forti ritardi del volo, perdita dei bagagli, servizio in loco che non corrisponde allo standard indicato nella brochure informativa del tour operator ecc.. Prima della partenza oppure al ritorno. Tutta questa casistica non sfugge alla maggioranza di noi viaggiatori che acquistiamo un pacchetto turistico presso un’agenzia di viaggi, la quale si avvale della collaborazione del tour operator, sovente però succede che riceviamo un danno da disservizio.

La prima regolamentazione legislativa del danno da “vacanza rovinata” è stata fornita dalla Convenzione di Bruxelles, recepita in Italia dalla legge 27 dicembre 1977 n. 1082 cui ha fatto seguito la direttiva 90/314, concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso, recepita dal d.lgs. n. 111/1995, confluito poi nel c.d. Codice del consumo.
In particolare la Convenzione di Bruxelles statuisce che “il venditore o organizzatore di un pacchetto turistico è responsabile del danno patito dal viaggiatore per fatto illecito commesso da un terzo, salvo la possibilità di rivalersi nei confronti di quest’ultimo”.

La novità. Dal 1° luglio 2018 il consumatore-viaggiatore che acquista un pacchetto turistico, ossia quel prodotto commerciale comprensivo di viaggio con mezzo di trasporto quale aereo, bus etc, soggiorno e pernottamento, visite guidate nei luoghi di villeggiatura con spostamenti interni o meno, avrà maggiori diritti e tutele per quanto il contratto stipulato nonché circa il risarcimento del c.d. danno da vacanza rovinata.

Il merito è del d.lgs. n. 62/2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 06/06/2018 il quale attua la direttiva UE 2015/2302 riguardante i pacchetti turistici e i servizi turistici collegati.

Il decreto sostituisce in toto il Capo I del Titolo VI dell’Allegato 1 al d.lgs. n. 79/2011 (Codice del Turismo). Il viaggiatore, infatti, avrà diritto di ricevere dall’organizzatore, senza ingiustificato ritardo, il risarcimento adeguato per qualunque danno che può aver subito in conseguenza di un difetto di conformità.

Il risarcimento, tuttavia, non gli sarà riconosciuto ove l’organizzatore dimostri che il difetto di conformità è imputabile al viaggiatore o a un terzo estraneo alla fornitura dei servizi turistici inclusi nel contratto di pacchetto turistico ed è imprevedibile o inevitabile oppure è dovuto a circostanze inevitabili e straordinarie.

Il diritto alla riduzione del prezzo o al risarcimento dei danni si prescrive in due anni, a decorrere dalla data del rientro del viaggiatore nel luogo di partenza. Sempre a partire dalla data di rientro, si prescriverà in tre anni il diritto al risarcimento dei danni alla persona.

Invero, si dovrà parlare di risarcimento del danno da vacanza rovinata laddove l’inadempimento delle prestazioni che formano oggetto del contratto sia di non scarsa importanza ex art. 1455 Cod. Civ.

In tal caso, il viaggiatore potrà chiedere all’organizzatore o al venditore, secondo la responsabilità derivante dalla violazione dei rispettivi obblighi assunti con i rispettivi contratti, oltre e indipendentemente dalla risoluzione del contratto, anche un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta.

La vicenda per tutte. Il Giudice di pace di Bologna accoglieva parzialmente la domanda attorea con la quale due turisti chiedevano il risarcimento dei danni conseguenti alla perdita del bagaglio e alla forzata anticipazione della partenza per colpa di un’agenzia di viaggi con la quale avevano acquistato un pacchetto vacanze.
Il Tribunale, adito dai danneggiati, respingeva l’appello principale, accogliendo, invece, l’appello incidentale del tour operator per la restituzione delle somme corrisposte in esecuzione della sentenza di prime cure.
La decisione di merito è impugnata per cassazione dai danneggiati, i quali lamentano l’inosservanza dei doveri di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto di viaggio e rivendicano il diritto al risarcimento per gli effetti negativi sulla vacanza a causa del mancato recupero del bagaglio.

Le prestazioni oggetto del contratto devono dunque essere conformi alla proposta contrattuale visionata dal consumatore (opuscolo informativo) e in base alla quale ha effettuato la scelta (artt. 36-38 Codice del Turismo). A titolo meramente esemplificativo: la sistemazione presso una data struttura alberghiera con determinate caratteristiche, il volo di andata e ritorno con una determinata compagnia e un piano voli predeterminato, guida turistica e/o autoveicoli o natanti per le escursioni in loco e così via.

L’operatore turistico ne risponde anche se la responsabilità è da attribuirsi ad uno dei soggetti prestatori dei singoli servizi compresi nel pacchetto. A nulla rileva il fatto che la struttura alberghiera non sia di proprietà dell’organizzatore (come in alcuni casi può verificarsi). Parimenti irrilevante il fatto che il viaggio si effettui con le compagnie aeree; ovvero ancora la circostanza che le escursioni sul posto non siano eseguite con mezzi di proprietà dell’organizzatore. In ogni caso, infatti, il tour operator è responsabile dei terzi prestatori dei servizi compresi nel programma di viaggio (art. 43 Cod. Tur.).

La Cassazione, per risolvere la controversia, precisa che il venditore del pacchetto turistico risponde dei danni subiti dal viaggiatore per fatto illecito di un terzo in virtù della sola assunzione legale del rischio e non a titolo di colpa in eligendo o in vigilando, ossia per il solo fatto di essersi assunto il rischio di qualunque cosa possa andare storto dalla stipulazione del contratto fino al rientro del viaggiatore.

*rubrica legale a cura dell’avvocata

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