La macchina apprende dai propri errori ed è in grado di imparare un’azione. Come funziona l’intelligenza artificiale?

Come funziona l’intelligenza artificiale? La macchina apprende dai propri errori ed è in grado di imparare un’azione, anche se la stessa non è stata mai programmata

di Pino Gadaleta

Il tema dell’“Intelligenza artificiale” è spettacolare. È un argomento che la Politica trascura, anzi ignora, spieghiamo in parole comprensibili cosa è. Dobbiamo riferirci innanzi tutto al concetto di autopoiesi approfondito nella neurofenomologia da due scienziati cileni Maturana e Varela (rif. Le scienze della mente e la sfida dell’esperienza cosciente, a cura di M. Cappuccio, Mondadori, 1 gen. 2006).

Il termine autopoiesi deriva dal greco “pòiesis” che si significa “auto prodursi”. Si fa riferimento a ogni tipo di relazioni che legano tra loro le componenti che a loro volta producono altre relazioni. Costituisce una capacità nuova di apprendimento e quindi di crescita e di adattamento al mutare delle situazioni del sistema. Un concetto preso dalla biologia dove le cellule hanno capacità di riprodursi e di adattarsi a situazioni nuove. Tesi che hanno costituito per chi scrive inesauribili fonti di didattica nel campo della formazione.

Una delle prime applicazioni di questo concetto autopoietico fu l’esperimento (controverso) del Deep blue, un computer realizzato da Ibm che sfidò al gioco degli scacchi il campione russo Kasparov. Il computer perse le prime partite, ma ben presto “apprese” le tecniche di gioco e si assicurò le vittorie, e Kasparov fu messo alle strette dalla creatività di Deep blue che andavano oltre le conoscenze dello stesso campione russo.

Tecnicamente l’Intelligenza artificiale è un ramo dell’informatica che programma le macchine con caratteristiche tipicamente umane, come le percezioni visive e tattili, spazio-temporali, e “decisionali” e tutte quelle forme differenti d’intelligenza, compresa quella sociale, introspettiva e cinestetica (rif. La teoria delle intelligenze multiple. Aspetti concettuali e buone pratiche. Gardner. Ediz. Junior 2011).

L’Intelligenza artificiale trova già applicazione nelle auto senza pilota, molto utilizzate le applicazioni basate sulla logica Fuzzy che consentono il cambio velocità delle auto a guida semiautonoma, nel riconoscimento vocale degli smartphone, nella programmazione di giochi al pc, che ha contribuito a realizzare algoritmi di apprendimento. Anche il mercato azionario, la medicina e la robotica utilizzano sistemi di Intelligenza artificiale.

Si può affermare che l’Intelligenza artificiale è una realtà con uno sviluppo dovuto all’apporto delle neuroscienze che consente uno sviluppo di sistemi asserviti alle necessità umane. Ci sono effetti collaterali se si pensa che un’isola robotizzata possa sostituire il lavoro di 25/50 persone, e resta nella memoria il fenomeno della seconda rivoluzione industriale (1870/1914), periodo in cui avvenne una forte espulsione di mano d’opera dalle fabbriche per l’avvento di nuove macchine nei processi produttivi.

È probabile che anche oggi si perderanno ulteriori posti di lavoro, ma è anche vero che si apriranno sempre più strade per la realizzazione di nuove tipologie di figure professionali (da questa analisi il M5s fa discendere la necessità del reddito di cittadinanza).

L’Intelligenza artificiale è alla ricerca della rappresentazione della conoscenza che studia tutte le possibilità di ragionamento ed esperienze umane per renderla comprensibile al linguaggio delle macchine facendo appello alle teorie dei linguaggi formali e decisionali.

Si sono elaborati nuovi algoritmi in grado di migliorare il funzionamento della macchina come capacità di agire e decidere grazie alla loro capacità di imparare dai propri errori. Siamo di fronte al machine learning cioè la macchina apprende dai propri errori ed è in grado di imparare un’azione, anche se la stessa non è stata mai programmata.
Il contrasto tra uomo e macchina è un settore molto più ampio che non è solo relativo all’evoluzione dell’Intelligenza artificiale e dei sistemi intelligenti, ma anche e soprattutto relativo alla morale e all’etica lavorativa e al corretto utilizzo delle macchine nel rispetto dell’uomo. Probabilmente la direzione che si prenderà non è ancora ben tracciata, ma potrà portare a una nuova rivoluzione culturale e industriale.

Su questa rivoluzione registriamo che la Politica tace, e non è in grado di organizzare e programmare gli esiti di questa rivoluzione.

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