L’opinione. Caro Pd ti scrivo. La destra miete consensi sulla povertà. E la sinistra dovrebbe offrire opportunità (tempi che cambiano)

L’opinione. Grazie alla “minaccia” dei flussi migratori, la destra miete consensi e cresce nei sondaggi. Mentre la sinistra dovrebbe puntare alle opportunità. Tempi che cambiano..

di Pino Gadaleta*

In vista della prossima assemblea generale del Pd del 7 luglio, spiccano “annunci” di probabili candidati alla segreteria, che sono in parte corresponsabili della sconfitta elettorale.

Una sconfitta che non è solo ascrivibile alla “narrazione renzista”, percepita disastrosamente dagli elettori, ma anche per un governo che ha gestito il quotidiano senza incidere profondamente sui problemi del paese.

Responsabilità da condividere con tutti i Gurdulù’ (lo scudiero faceto del “cavaliere inesistente” nel racconto di Calvino) dispersi nella periferia del Pd che si rifiutano di assumersi in prima persona l’onere delle sconfitte sul territorio.

Quali sono le risposte disattese: il tema “sicurezza”, relativa ai flussi migratori; ripristinare un dignitoso ed efficace “welfare”; attuare una politica dei redditi che corregga alla radice la disuguaglianza; risolvere risolutamente la questione del lavoro. Non è da trascurare il divario economico e strutturale tra Nord e Sud. Tutto questo ha reso facile e comprensibile il successo del popolarsovranismo.

Il Pd è ingabbiato in una retropia (contrario di utopia) ritenendo recuperabili i successi del passato ulivista e delle precedenti consultazioni europee con il 41% dei consensi.

Qualcuno potrà rispolverare i dati Istat che segnano crescita di un punto o virgola del Pil, ma l’Italia segna l’ultimo dei risultati di questo positivo trend europeo, ma, è bene rammentare, che è un risultato superato dalla Grecia e distante da quello della Spagna che viaggia sul 3%.

E con queste premesse chi poteva pensare di vincere le elezioni?

Forse si può addebitare tutto questo al fallimento di utopie futuriste e all’incrudelità del “mito” del progresso, o alla mancanza di idee per rifugiarsi, con nostalgia, alle grandiose idee del Socialismo riformista, della dottrina sociale della Chiesa, che non riescono più a “magnetizzare” un consenso politico degli elettori.

Il Pd è prigioniero del passato, peggio dagli attori del suo passato che rivendicano ora ruoli di “nuovi” traghettatori verso un futuro che non c’è, per il semplice motivo che a questi quesiti al momento non ci sono risposte.

Si finisce per proporre uno schema di rinnovamento, di rifondazione, di nuove alleanze, senza fare di conto con un ragionamento sulle cause che hanno provocato le debacles elettorali. Il rischio è di presentar le stesse facce per un “rinnovamento” costruito sulle parole.

Le primarie? E a che serve farle se non cambia il paradigma e la vision di un partito che offra uno schema organizzativo più aderente alla partecipazione effettiva e concreta dei cittadini, ponendo fine a quello che oggi rappresentano il “banco dei pegni” (le tessere) di camarille e consorterie di “potentati” che “animano” il consenso in periferia, un consenso drogato e che, come hanno dimostrato i risultati elettorali, non funziona più.

IL Pd ha l’obbligo di rappresentare una Sinistra capace di contrastare lì avventurismo del “popolarsovranismo” che presto dovrà fare i conti con l’Economia, con l’Ue e dei suoi diktat, come dimostra l’ultimo accordo tra i e governi europei in tema di migrazione e di economia.

Grazie alla “distrazione di massa” messa in piedi dai media sulla “minaccia” dei flussi migratori, la destra miete consensi e cresce nei sondaggi. Le minacce alla sicurezza sociale, come è noto, sono il lievito della destra.

La Sinistra deve proporre una politica seria dell’accoglienza che richiede soldi, e offrire nuove opportunità, non solo solidarietà. Tutti i paesi del nord dell’Europa hanno chiuso le frontiere senza preoccuparsi della disperazione altrui. I flussi migratori rappresentano una minaccia e questi paesi, compresa l’ex colonialista Francia che dovrebbe, invece, risarcire gli africani.

Il Pd cosa vuole rappresentare? Su chi e cosa deve concentrare la sua funzione storica? Come intende rinunciare all’imposizione di politiche neo-liberiste di un’Ue sempre più egoista?

Il primato della nostra Costituzione rispetto ai principi prevalenti nei Trattati europei, può essere la bussola per navigare in un mare tempestoso dove il ceto medio è stato spiaggiato? Come si deve contrastare una crescita della povertà che coinvolge e supera i 5milioni di cittadini italiani?

Un governo che non crea benessere, ma incrementa fattori negativi come la povertà e la decrescita demografica, cosa rappresenta? Cosa e chi hanno provocato questa declinazione che il paese vive dal 2008?

Attendiamo risposte.

*contributo volontario di opinione politica

[Datum San Raffaele Ceglie Messapica 30 giugno 2018]

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