Separazione tra coniugi: chi può trasferirsi e come? I genitori non possono cambiare residenza senza preavviso

Genitori separati, obbligo di comunicare il cambio di residenza per tutelare i figli degli ex coniugi. Il trasferimento, tuttavia, è  una decisione da assumere di comune accordo

di Barbara De Lorenzis*

Dopo una separazione, che sia consensuale o giudiziale, il giudice emette un provvedimento sull’affido dei figli, certamente statuendo in ordine alla collocazione dei figli presso uno dei due ex coniugi. Il genitore collocatario, una volta dichiarata la residenza in cui andrà a stabilirsi coi figli, successivamente ha sempre la libertà di trasferirla, ma tale libertà incontra dei limiti. Infatti, il trasferimento dei minori ricade nell’ambito di quelle decisioni che i genitori devono assumere di comune accordo nell’interesse dei figli.

Il problema è stato più volte sottoposto all’attenzione dei giudici della Cassazione, i quali hanno in modo pressoché unanime stabilito che “dovere primario di un buon genitore affidatario e/o collocatario è quello di non allontanare il figlio dall’altra figura genitoriale: quali che siano state le ragioni del fallimento del matrimonio, ogni genitore responsabile, consapevole dell’insostituibile importanza della presenza dell’altro genitore nella vita del figlio, deve saper mettere da parte le rivendicazioni e conservarne l’immagine positiva agli occhi e nel cuore del minore, garantendo il più possibile le frequentazioni del coniuge con la prole minorenne. L’attitudine del genitore a essere un buon educatore e a perseguire primariamente il corretto sviluppo psicologico del figlio, si misura alla luce della sua capacità di realizzare un siffatto risultato non a parole, ma in termini concreti”.

Da tale pronuncia si evince, ancora una volta, come è interesse primario del legislatore quello di garantire al minore una crescita sana ed equilibrata, mantenendo rapporti concreti con entrambe le figure genitoriali nel rispetto del principio di bigenitorialità.

Ne consegue che il genitore collocatario che, arbitrariamente, senza il consenso dell’altro, si trasferisca con i figli, compie un atto illegittimo e questo sia nell’ipotesi di affido condiviso, sia nell’ipotesi di affido esclusivo.

Che deve fare il genitore non collocatario che non approva il trasferimento?

Deve rivolgersi al giudice depositando un ricorso al fine di ottenere l’autorizzazione alla “rilocazione” del minore tramite la modifica delle condizioni della separazione o del divorzio. L’altro genitore può fare opposizione. Il giudice sarà, così, chiamato, ancora una volta, ad assumere la decisione nel preminente interesse del minore. Per fare ciò il giudice dovrà sentire entrambi i genitori al fine di prendere la decisione più favorevole. Se l’ascolto dei genitori non è sufficiente, il giudice potrà nominare un esperto il quale dovrà sentire il minore per, poi, redigere una relazione nella quale indicare la soluzione che a suo parere reputa più corretta.

Il genitore che si trasferisce con i figli senza autorizzazione che cosa rischia?

Sotto il profilo civile, un siffatto comportamento costituisce grave inadempimento dei provvedimenti adottati in sede di separazione o divorzio, per quanto riguarda il diritto di visita dei minori con l’altro genitore. Viene punita la condotta con la quale si ostacola all’altro genitore di svolgere il proprio ruolo e cioè quello di assistenza, di cura, di educazione e di vicinanza affettiva dei figli. L’art. 337 sexies c.c. quanto al cambio di residenza o domicilio stabilisce che “In presenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all’altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio. La mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per la difficoltà di reperire il soggetto”. In questa ipotesi il giudice potrà decidere di:

– modificare i provvedimenti in vigore, potendo anche decidere di affidare i figli al genitore ingiustamente allontanato e, nei casi più gravi, dichiarare la decadenza dalla responsabilità genitoriale;

– ammonire il genitore inadempiente;

– disporre a carico del genitore inadempiente, un risarcimento sia nei confronti del genitore leso, che della prole;

– sanzionare il genitore con un’ammenda.

Si ritiene che tale disposizione faccia riferimento ai cambi di residenza o di domicilio che si verificano nell’ambito dello stesso Comune o, in ogni caso, a distanze tali da non precludere all’altro genitore di partecipare attivamente alla vita dei figli.

Il trasferimento arbitrario può essere punito penalmente. Se vi sono figli minori, il trasferimento di residenza ad libitum da una città all’altra da parte di uno dei due genitori, e in modo particolare da parte di quello ‘collocatario’ (presso il quale, dunque, risiede il figlio minore), non solo è illecito, ma, ricorrendo determinate condizioni, costituisce addirittura reato di sottrazione di persone incapaci (art. 574 C.P.), che quello di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (art. 388 C.P.) punibile con la reclusione del genitore responsabile (cosi Cass. n. 33452/2014).

Un appunto. Un problema, non poco ricorrente, riguarda l’esito della collocazione dei fratelli collocati presso lo stesso genitore. Succede che, a seguito di provvedimento del giudice, i figli di norma vengano collocati presso uno dei genitori e spesso rimangano insieme. La Cassazione, a questo proposito, non ha mancato di salvaguardare il benessere psico-fisico e anche evolutivo dei fratelli, così preferendo prediligere solamente il benessere degli stessi, quindi favorire un principio secondo cui “i fratelli e sorelle di genitori separati, devono poter crescere insieme e mantenere il loro legame, salvo che ciò non sia contrario al loro interessi. È quanto deciso dalla Cassazione, con la recentissima ordinanza n. 12957/2018 per cui “la tutela del diritto fondamentale di sorellanza e fratellanza impone che, in caso di separazione dei genitori, i fratelli e le sorelle debbano esser collocati presso il medesimo genitore, salvo che emerga la contrarietà in concreto di tale collocamento al loro interesse”.

Gli Ermellini ricordano innanzitutto l’importanza dell’ascolto del minore e il dovere del giudice di cercare di accogliere le sue richieste, per quanto possibile. Volontà che viene accertata con apposita consulenza psicologica che, qualora rilevi il forte legame e interesse dei fratelli a rimanere insieme così conservando il loro equilibro, è tenuta a dichiarare che gli stessi debbono rimanere uniti. Ciò confermando la necessità di preservare nelle separazioni la conservazione del rapporto fra fratelli e sorelle e di non adottare provvedimenti di affidamento che comportino la loro separazione se non per ragioni ineludibili e comunque sulla base di una motivazione rigorosa che evidenzi il contrario interesse del minore alla convivenza”. Così rimarcando che la conflittualità tra i coniugi, “non può costituire, di per sé, una giustificazione idonea a far ritenere prevalente l’interesse del minore al mantenimento dello status quo”.

*rubrica legale a cura dell’avvocata

Annunci

Un pensiero su “Separazione tra coniugi: chi può trasferirsi e come? I genitori non possono cambiare residenza senza preavviso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.