Casamassima, Tar annulla Tari 2017. Il Partito comunista diffida il Comune: “No ad azioni di appello in Consiglio di stato senza aver ascoltato i cittadini”, che hanno chiesto incontro formale

Diffida al Comune di Casamassima. “Non intraprendere azioni di Appello al Consiglio di stato, ancora contro i propri cittadini, senza aver ascoltato e relazionato l’incontro con i ricorrenti”

di Marilena Rodi

La diffida sarebbe di questa mattina – probabilmente dopo le dichiarazioni politiche di ieri ai comizi – e sarebbe arrivata al Comune dal Partito comunista di Casamassima. “Si intende – sarebbe riportato nella corrispondenza inviata all’ente – diffidare il Comune di Casamassima dall’intraprendere azioni di Appello al Consiglio di stato relative alla sentenza in oggetto (Sentenza n. 869 del Tar Puglia Sez. II del 13/06/2018, ndr), ancora contro i propri cittadini, senza aver ascoltato e relazionato l’incontro con i ricorrenti, almeno”.

Nella stessa corrispondenza il Partito comunista, rappresentato a Casamassima da Danilo Nesta,

Danilo Nesta

avrebbe sollecitato la riflessione del Comune focalizzando l’attenzione su due punti. In particolare, che: “L’art. 16 del contratto di igiene urbana stipulato con L’Ati Cns-Cogeir-Impresa Del Fiume, per quanto concerne il Piano economico finanziario per la gestione del servizio cita: ‘Il gestore provvederà ad elaborare il Piano economico finanziario per la gestione integrata del servizio secondo i criteri individuati dall’A.C., in conformità a quanto previsto dalle disposizioni normative vigenti. Il gestore dovrà trasmettere al Comune di Casamassima il Piano entro il 30 novembre di ogni anno e, comunque, entro i termini prescritti da disposizioni normative che disciplinino l’argomento ai fini della determinazione e relativa approvazione da parte dei Comuni della tariffa per l’anno successivo’”.

L’altra riflessione che Nesta ribadirebbe (peraltro già fatta presente in altre note inviate all’ente) è che “Il Comune di Casamassima ha aggiudicato definitivamente in data 18/01/2017, Gestione servizi spa per la gestione dei tributi comunali”. “Il capitolato speciale d’appalto che si deve intendere integrato e corrispondente al contratto che dicesi sottoscritto con Gestione servizi spa, dato il rifiuto di rilascio copia dello stesso, cita: ‘la ditta aggiudicataria dovrà, quindi, consentire, con proprie risorse tecniche e competenze, il raggiungimento degli obiettivi delle attività descritte, fra cui, la predisposizione del Piano economico-finanziario Tari (Pef), predisposizione delle tariffe e conseguente relativa formazione del ruolo/lista di carico’”.

“Inoltre – incalzerebbe Nesta – si chiede di sapere chi realmente ha predisposto il Pef Tari 2017 e se mai fosse esistito già un terzo soggetto come avvenuto per il Pef Tari 2018?”.

Pierfrancesco Fais

Intanto la diffida a conferire mandato all’avvocato da parte del Comune per resistere in giudizio dinnanzi al Consiglio di stato dopo la sentenza del Tar a sfavore, sarebbe giunta anche dai cittadini ricorrenti. Pierfrancesco Fais, primo ricorrente, avrebbe trasmesso anch’egli al Comune di Casamassima, una comunicazione con la quale “diffida il Comune di Casamassima dal conferire eventuale mandato per l’impugnazione della sentenza prima del chiesto confronto con i ricorrenti e comunque prima dell’imminente insediamento dell’amministrazione comunale eletta dalla comunità”, “meritevole del più ampio confronto politico-istituzionale”. Fais, d’altronde, oltre alla diffida avrebbe trasmesso al Comune la richiesta di incontro/confronto con i cittadini “in ossequio ai principi di sussidiarietà orizzontale e partecipazione, per la valutazione in contraddittorio con la Pubblica amministrazione di termini e modalità per la corretta applicazione della sentenza”.

“Il Tar Puglia – avrebbe ricordato Fais – con la sentenza in oggetto, ha rilevato in generale la violazione della normativa in materia, con riferimento alla tassativa metodologia da applicare per la quantificazione delle tariffe per l’anno corrente con riferimento ai costi sostenuti nell’anno precedente, e in particolare ha confermato che alcune voci di costo del gettito Tari (Ccr e riduzioni) sono totalmente prive di titolo, circostanze oggettive che non si capisce come possano essere superate in una eventuale fase di appello”.

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