Casamassima, rifiuti: il Tar dà ragione ai cittadini e annulla le tariffe Tari applicate dal Comune. Sentenza storica

Tari 2017. Il Tar della Puglia dà ragione ai cittadini e condanna il Comune di Casamassima e annulla tutti i provvedimenti collegati all’approvazione delle tariffe

di Marilena Rodi

La sentenza è storica. Il Tar della Puglia (Seconda sezione) annulla i provvedimenti relativi all’approvazione del Piano economico-finanziario Tari 2017, all’Imposta unica comunale (Iuc), all’approvazione delle tariffe per l’applicazione della tassa sui rifiuti per l’anno 2017, e relativo al Regolamento comunale per l’applicazione della tassa sui rifiuti adottato per il 2017 (tutti provvedimenti approvati in consiglio comunale). Infine, il Tar ha annullato anche il provvedimento del responsabile del Servizio gestione economico-finanziaria del Comune di Casamassima relativo all’approvazione del carico Tari 2017. E “ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, pur se ignoto e in quanto lesivo”. Questo significherebbe che il Comune di Casamassima dovrà rimettere mani al bilancio.

Il Comune di Casamassima, difeso dall’avvocato Aurelio Pappalepore, soccombe dunque, nel procedimento portato avanti dai cittadini difesi dall’avvocato Rocco Paccione. “Violazione dei principi generali di buon andamento, efficienza, efficacia, trasparenza, adeguatezza e proporzionalità dell’azione amministrativa. Violazione dei principi generali in materia di bilancio, applicabili in materia. Eccesso di potere per carenza assoluta di istruttoria, carenza assoluta di motivazione, perplessità”, uno dei motivi del ricorso.

“I ricorrenti – recita la sentenza – residenti nel Comune di Casamassima e iscritti nel ruolo Tari, impugnano il Piano economico finanziario Tari (Pef) per l’anno 2017 approvato con delibera consiliare n. 24/2017 – unitamente agli atti connessi – nella parte in cui sono quantificati i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per una somma pari a € 3.879.234,04, maggiore rispetto all’anno precedente che ha determinato il conseguente aumento delle tariffe”.

In parole povere, la sentenza storica potrebbe mettere in subbuglio non solo il Comune di Casamassima, ma pure l’Ambito di raccolta Aro 5, il Comune di Gioia del colle (capofila), il Comune di Acquaviva delle fonti, il Comune di Adelfia, il Comune di Sammichele di Bari, il Comune di Turi e i componenti non costituiti in giudizio.

Insomma, la prima gatta da pelare per il nuovo sindaco, che si troverà a gestire un’emergenza storica.

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