Casamassima, elezioni comunali. Una campagna elettorale sciapita, interroghiamo i candidati

A meno di una settimana dal voto la nostra redazione ha inviato stamattina 10 domande ai candidati alla carica di sindaco della città di Casamassima. Attendiamo risposte.

di Marilena Rodi

Di quelle campagne elettorali sciapite e senza condimento.

Una politica senza volto. Ovvero il volto dei soliti noti, di quelli che si mescolano nel mare magnum delle folle elettorali e con le sacche piene di voti. Nel 2018 il voto si ottiene (ancora) a priori con ticket di favori, ‘piccole’ riffe e grandi promesse. Personali.

Questi 11 mesi di propaganda sono stati ridondanti e nauseanti.

Cosa spicca? L’indifferenza delle persone con il volto di chi lavora (o cerca lavoro) ogni giorno. Il volto delle persone che soffrono per famigliari da accudire e che non godono dell’accompagnamento. Il volto delle persone non indipendenti affette da patologie psicologiche e che necessitano della famiglia per sopravvivere. E il volto delle persone che non possono scegliere liberamente.

Il resto solita solfa. Eventi, parole, relazioni, cronache, opinioni ininfluenti.

Casamassima ha cinque candidati alla carica di sindaco. Succede dal 2011 che in tanti tentino l’assalto al Comune. Chi più chi meno si è fatto un giro ‘lassù’ in questi anni ma senza grandi risultati politici (vedi i 3 commissariamenti in 10 anni). C’è chi, addirittura, grida nelle piazze che è stato di presidio: ma su cosa esattamente? Quali sarebbero i frutti di questo ‘presidio’? Urla, si dice, qualcuno ascolterà. Chi urla nel deserto (alias semina nel vento), però, raccoglierà qualche tempesta, prima o poi.

Cinque candidati alla carica di sindaco, dicevamo. Chi sono? Un buon 80% è rappresentato da giovani intorno ai 40 anni, la nuova classe dirigente in sostanza. Quelli che – a prescindere da chi vincerà le elezioni, dato irrilevante – sono ‘destinati’ a orientare il futuro della città. Bene che vada a tutti, Antonello Caravella, Agostino Mirizio, Giuseppe Nitti, Lorenzo Ronghi e Antonietta Spinelli avranno uno scranno su cui sedere. Tre su cinque sono anche appartenenti a forze di governo (attuale o passato); uno solo è proprio fuori dai partiti; uno si è cucito addosso un vestito civico (ma il corpo sul quale il vestito ricade è ibrido).

Cinque candidati. Fino a 10 anni fa era difficile pensare per Casamassima una flotta così cospicua di aspiranti sindaco: fino al 2008 le proposte erano massimo 3. Questo è un dato che invita alla riflessione. Piano piano Casamassima si interessa della cosa pubblica o è la cosa pubblica che si smaterializza su più fronti per nascondersi? Ovvero, in parole facili facili: l’oligarchia del passato che viaggiava compatta e rappresentativa oggi si è democratizzata? Cioè sviluppata su più fronti per diluirsi? Com’era quella logica di Arthur Bloch? Se non li puoi convincere allora confondili..

Interroghiamoci, accidenti. Proviamo a farci e a fare domande. Interroghiamoli questi aspiranti candidati. Di cosa ha bisogno questo paese? Lo sanno che i rancori della città sono molti? Lo sanno che non possono fare molte promesse prima di arrivare al governo della città? Lo sanno che sarebbe utile certificare il bilancio del Comune?

Interroghiamoli. Ok. Lo facciamo noi per primi. Dopo aver ascoltato i comizi di piazza, stamattina – a meno di una settimana dal voto – abbiamo inviato 10 domande ai candidati. Attendiamo le risposte. Vi terremo aggiornati anche su chi risponderà.

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