Cellamare, l’Inferno di Dante nel Castello Caracciolo. “Un successo meritato”

Nel Castello Caracciolo di Cellamare è andato in scena l’Inferno di Dante su iniziativa dell’istituto Ronchi. “Un successo meritato”, ha fatto sapere la presidente del consiglio della scuola.

“Una scuola in continuo movimento o, oserei dire, movi-fermento”. Eliana Zammataro, presidente del consiglio di istituto commenta ai nostri taccuini l’iniziativa svoltasi al Castello Caracciolo di Cellamare, nel centro storico.

“Letteralmente un bagno di folla – ha fatto sapere – e travolta dalle emozioni, non ero ancora riuscita a esprimere la mia più totale ammirazione per il fantastico ed eccezionale lavoro svolto dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “N. Ronchi”, diretto in modo encomiabile dalla prof.ssa Isabella Miccolis, e dal corpo docente con la collaborazione di tutti i genitori che rappresento con orgoglio quale presidente del Consiglio di istituto”.
Il borgo antico e lo storico Castello Caracciolo, sono stati trasformati, per l’occasione, nella gigantesca voragine infernale lunedì scorso, 28 maggio, ed è andato in scena l’Inferno, di Dante Alighieri.
“Avvolti in un alone di mistero e calamitati in affascinanti e suggestive atmosfere intrise di misticismo e soprannaturalità – ha commentato ancora Zammataro – in un clima ammaliante come la sirena che simboleggia la nostra comunità, abbiamo assistito a uno spettacolo itinerante, unico, innovativo”.

“Fortemente – ha continuato – voluto dalla instancabile professoressa Chiara Robles, insegnante dalle mille risorse e fucina inesauribile di idee, è stato un viaggio attraverso le ataviche miserie umane tra vizi, passioni e peccati, tra passato e presente, tra la storia della letteratura italiana e le nefandezze odierne attraverso l’esame di tematiche di scottante attualità. I monologhi da brivido, per le emozioni che hanno suscitato, recitati magistralmente dai ragazzi hanno, infatti, spaziato dal femminicidio al bullismo e al fenomeno dei migranti. Ne è venuto fuori davvero un capolavoro per la bravura di tutti i ragazzi che hanno condiviso questo momento di scambio osmotico di emozioni. Questo accade quando la scuola lascia un’impronta indelebile nei suoi fanciulli. Ciò che colpisce, infatti, è il carattere della trasversalità e della continuità in senso orizzontale e verticale che contraddistinguono tutte le manifestazioni scolastiche, dal momento che protagonisti delle stesse sono anche i ragazzi degli altri indirizzi scolastici, ovvero il musicale e il corso delle trenta ore, e gli studenti degli scorsi anni che mantengono un legame inscindibile con l’istituzione scolastica facendo da tutor ai loro compagni più piccoli. Un legame che travalica i limiti temporali e prettamente istituzional-scolastici”.
“Il lavoro stimolante degli insegnanti – ha aggiunto – è continuo e per questo i ragazzi mostrano di essere entusiasti e davvero straodinari. Lo sono stati anche nello spettacolo del 25 maggio ideato dal prof. Vergine con i suoi “Promessi sposi”. Attraverso le pagine e le vicende narrate da Alessandro Manzoni, ha tradotto in musica i passi più noti e importanti dello storico romanzo, rivisitati in chiave moderna. Ne è venuto fuori uno spettacolo eccezionale ed esilarante, assolutamente godibile che ha lasciato un forte messaggio di speranza concludendo con gli sposi Renzo e Lucia che amabilmente cantano ‘Anema e core’. Bravi, dunque tutti i ragazzi, i docenti Chiara Robles, Matteucci, Lucia De Orsi, Annunziata Tagarelli, Rosa Tagarelli, Stefano, Giovanna Ciavarella, Rossella Cervino, Antonio Tao Cirillo, Vergine, Leonardo Savino, Maria Maringelli, Tommaso Sarro, Domenico Mezzina, i collaboratori scolastici, e i genitori tutti che con il loro contributo supportano tutte queste manifestazioni che vanno ben oltre la semplice rappresentazione teatrale e l’insegnamento prettamente scolastico, divenendo così prezioso insegnamento di vita”.

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