Bari, confronto Decaro-Laforgia, l’anno prossimo si vota. Il “campo largo” della sinistra resta un’utopia

Il 28 aprile presso l’agenzia giornalistica Corsivo 2.0 si è svolto un confronto tra il sindaco di Bari Antonio Decaro e Michele Laforgia candidato per LeU nel collegio di Bari città alle ultime consultazioni politiche.

di Pino Gadaleta

Incontro-scontro Decaro-Laforgia. Tema dell’incontro “Il Paese e l’intelligenza degli avvenimenti”. Un riferimento a Mino Martinazzoli (1931-2011), moroteo e ultimo segretario della Dc, che utilizzò come titolo a un suo contributo per la rivista Democrazia e Diritto (De Angeli 2011).

Nell’introdurre l’incontro, l’on. Giusi Servodio ha sostenuto che il risultato elettorale del 4 marzo pone interrogativi e richiede progetti nuovi in grado di dare continuità all’esperienza politica della sinistra nel Paese. L’organizzazione dell’incontro era finalizzato ad aprire un confronto che superasse gli attriti all’interno della sinistra e altresì la sua frammentazione e il conseguente smarrimento dei suoi elettori, iniziando dalla città di Bari e dell’area metropolitana. Invito raccolto dai presenti che hanno contribuito al successo dell’iniziativa con molti e qualificati interventi.

Il sindaco Antonio Decaro ha riconosciuto l’errore di una campagna elettorale del Pd fondato più sulle cose fatte dai governi Renzi e Gentiloni invece di narrare e proporre prospettive per il futuro. Dopo aver accennato alla vicenda della mancata elezione di Prodi a presidente della Repubblica, causa franchi tiratori nel Pd, ha sostenuto che con il rientro di Napolitano al suo secondo mandato di capo dello stato si apriva una fase nuova che imponeva una seria riforma tale da rinnovare alcuni aspetti della Carta Costituzionale.

Il governo Renzi ci ha provato ma ha perso il referendum. Le riforme non sono passate perché, secondo Decaro, il Paese non era pronto.

Altro tema affrontato dal sindaco di Bari è stato il lavoro, una forte disoccupazione presente nel Sud che ha pesato nelle scelte elettorali a favore dei 5s, diversamente dal Nord del paese dove la situazione è meno avvertita. Ha poi riconosciuto che la campagna elettorale del Pd era priva di prospettive per cui sono mancate adeguate risposte per contrastare alcuni temi come la Flat tax, il Reddito di Cittadinanza, l’Immigrazione (il grande lavoro di Minniti, a suo dire, non è stato riconosciuto dall’elettorato) e la sicurezza. Il sindaco ha inoltre enumerato alcuni suoi provvedimenti in tema di sicurezza e sviluppo del territorio che dimostrano l’efficacia di un’azione politica in un’ottica di consenso.

Michele Laforgia, nel suo intervento ha invece espresso dissenso sull’analisi di Decaro che ha addebitato la sconfitta del centrosinistra a un’errata comunicazione elettorale. “È una questione più ampia che riguarda la crisi del Socialismo dell’ultimo secolo poiché privo di prospettive”, era il suo ragionamento. I governi Renzi-Gentiloni avrebbero aumentato il livello di disuguaglianza, non solo economica, ma anche culturale, sociale, geografiche, e di formazione. L’Italia ha il peggior risultato europeo per numero di laureati.

Sulla questione immigrazione l’avvocato ha denunciato i provvedimenti italiani che, di fatto, hanno prodotto la costituzione di veri lager in Libia dove sarebbero rinchiusi migranti in attesa di imbarchi.

Laforgia è stato molto critico sulla legge elettorale Rosatellum, che “ha svilito la rappresentanza e la governabilità, su cui è stata posta la fiducia, diversamente dal provvedimento sullo Jus soli”. Per lui, Renzi e il renzismo hanno aperto una questione politica nella sinistra abdicando a dare prospettive concrete alla Scuola, al Lavoro, alla Solidarietà e producendo impoverimento generale della classe media che ha causato infelicità poiché i penultimi se la prendono con gli ultimi. L’avvocato barese non ha tralasciato una denuncia di esempi di politiche trasformiste in atto come in Puglia, dove Emiliano pur di cercare consensi ha nominato Di Cagno Abbrescia, suo ex avversario politico, alla presidenza dell’Aqp.

La Sinistra – è il senso del discorso di Laforgia – ha una prospettiva se si rifà alla politica del leader laburista Jeremy Corbyn sostenitore di una politica economica in cui il quantitative easing invece che girato alle banche, deve essere destinato a risolvere i bisogni della gente.

Un confronto quello tra Laforgia e Decaro dialettico, ma, al di là di attestati di reciproca stima, la domanda principale sulla possibilità di costruire un “campo largo” della sinistra, almeno a Bari è rimasta inevasa.

L’anno prossimo si vota per il nuovo consiglio comunale, Decaro si ricandiderà certamente, troverà alleati nelle liste civiche, e non sappiamo a quali condizioni, ma al momento sembra difficile la costruzione di una ritrovata unità a sinistra.

Ora una possibilità è offerta dal ritorno alle urne per le politiche, ma se dovesse prevalere ancora un Pd che non prende atto della storica sconfitta, ponendo fine alla stagione del renzismo, il “campo largo” della sinistra resta un’utopia.

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