Libero scambio Canada/Ue, si allarga il fronte dei no. Tocca a questo Parlamento dirimere la questione. In pericolo il Made in Italy agroalimentare

Accordo Ceta di libero scambio tra Ue e Canada, il fronte dei contrari si allarga dopo l’allarme di Sinistra italiana sulle misure sanitarie e fito-sanitarie. Tocca a questo Parlamento dirimere la questione.

Sarà questo Parlamento, con buona probabilità, a dirimere la questione sull’accordo Ceta di libero scambio tra la Ue e il Canada, avviato nello scorso anno all’approvazione.

“Sinistra Italiana – ha fatto sapere in una nota stampa Cosimo Borraccino, consigliere regionale pugliese di Sinistra italiana – con la mozione presentata nel giugno scorso, gettò per prima l’allarme: il nostro Made in Italy agro-alimentare verrebbe seriamente compromesso da un accordo siffatto, con grave danno in particolare per i prodotti agricoli pugliesi”.

“Oggi (ieri per chi legge) – spiega Borraccino – finalmente il Consiglio (regionale, ndr) ha approvato all’unanimità quella mozione, con la quale si chiede al Governo di sospendere il procedimento parlamentare di ratifica dell’Accordo Ceta, per avviare una fase di studio e verifica approfondita dell’impatto economico e sociale conseguente, evitando in tal modo che l’Italia adotti un Trattato lesivo delle prerogative economiche del nostro paese, oltre che pericoloso per la salute umana, animale e dell’ambiente”.

“Infatti – prosegue – con l’applicazione del principio di equivalenza delle misure sanitarie e fito-sanitarie si consentirebbe ai prodotti canadesi di non sottostare ai controlli nei Paesi in cui vengono venduti. Dunque anche in Italia potrebbero arrivare prodotti contaminati da sostanze attive consentite in Canada, ma vietate nella Ue. Un altro aspetto negativo, e non secondario, della vicenda è che il Canada non ha ratificato diverse fondamentali Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro, fra cui quella sul diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, quella sull’età minima per lavorare e quella in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, andando così ad alimentare il triste fenomeno della concorrenza sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Gli accordi di libero scambio non possono, e non devono, essere utilizzati per mettere in discussione diritti fondamentali attinenti al lavoro, all’ambiente, al principio di precauzione e alla salute”.
“Ma la battaglia – dice – è appena agli inizi. In Italia il Disegno di legge di ratifica del Ceta ha incassato il sì in commissione Esteri del Senato il 27 giugno 2017 con il sostegno di una larga maggioranza che va dal Pd, ai Centristi a Forza Italia. Contrari invece, fra gli altri, M5S e Sinistra italiana. In un primo momento il Disegno di legge era atteso in aula il 26 settembre, ma la ratifica dell’accordo di libero scambio tra Ue e Canada è diventata gradualmente terreno di scontro. Il fronte dei contrari si è allargato lentamente anche dentro i partiti a favore, e in particolare dentro lo stesso Pd e nelle fila di Forza Italia che avevano dato il loro sostegno in commissione.
Per concludere, sarà il Parlamento attuale a occuparsene e quindi sarà compito di tutte le forze politiche pugliesi vigilare sul suo iter e impedirne definitivamente l’approvazione”.

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