I Cavalieri di Malta, in principio, furono i Cavalieri Ospitalieri. Puglia terra prolifera per gli Ordini

Ordini. I Cavalieri di Malta, in principio, furono i Cavalieri Ospitalieri, e la Puglia fu territorio eletto con cospicue rendite derivanti dalle produzioni agricole e dall’allevamento di cavalli.

di Pino Gadaleta

I Cavalieri Ospitalieri, noti anche come Giovanniti o Gerosolimitani, in principio erano un ordine di assistenza ai pellegrini che si recavano a Gerusalemme. Successivamente, dopo la caduta di Acri nel 1291, ultimo avamposto della cristianità in Terrasanta, divennero Cavalieri di Cipro, poi sino al 1523 di Rodi, e dal 1530 Cavalieri di Malta.

L’Ordine fu fondato dal Beato Gerardo de Saxo, in seguito alla prima crociata, e riconosciuto il15 febbraio 1113 da papa Pasquale II.

Le origini del suo fondatore sono incerte, per alcuni proveniva da Asti, per altri era un monaco benedettino di Amalfi che dirigeva la foresteria di S. Maria Latina in Gerusalemme, ricostruita nel 1070 dai ricchi mercanti italiani, guidati dal mercante amalfitano “de Comite Maurone”, a sud del Santo Sepolcro.

Il suo successore, il Gran Maestro Raimondo de Puy, introdusse quale segno distintivo, la croce bianca a otto punte, emblema, appunto, di Amalfi, rappresentante le otto beatitudini del “Discorso della montagna” (Mt,5,3-10) ed effigiate su una tonaca nera. L’Ordine fu organizzato seguendo la regola degli Agostiniani e fu suddiviso in fratelli religiosi, militari e affiliati.

Il Gran Maestro partecipò nel 1153 alla presa di Ascalona, vicino a Gaza, dove si contarono numerose vittime tra i Crociati, specialmente nelle fila dei Templari, a causa del loro protagonismo militare.

Se l’ordine dei Templari era di provenienza provenzale, quello teutonico germanica, gli Ospitalieri furono, con buona probabilità, di ispirazione italica.

La Puglia rappresentò tra il XII e il XIII secolo il territorio eletto per gli approdi costieri con destinazione Gerusalemme, per cui gli Ordini monastici-militari qui si insediarono creando dei presidi territoriali con cospicue rendite derivanti dalle produzioni agricole e dall’allevamento di cavalli. Sempre a Barletta sono attestate le principali domus degli Ordini tra i quali il Priorato del Santo Sepolcro dei Giovanniti.

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L’importanza degli approdi pugliesi è testimoniata da una cronaca del XII sec. di un benedettino islandese, Nicola Saemundarson, che descrive come passando dalla grotta di San Michele a Monte Sant’Angelo si proseguiva per i porti di Siponto, Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Bari, Monopoli, Brindisi ed Otranto, che offrivano la possibilità di imbarcarsi per la Terrasanta. È raccontato il curioso episodio di un pellegrino di soprannome Seawolf che, imbarcatosi a Monopoli, naufragò per una violenta tempesta.

Per comprendere meglio la ratio degli insediamenti Ospitalieri è sufficiente seguire il percorso delle grandi strade di comunicazione consolari, cioè le vie Appia e Traiana e i loro collegamenti interni. È questo un percorso che, riproposto, può avere interessanti ricadute turistico culturali.

La via Appia è segnata, infatti, da notevoli insediamenti giovanniti, tra cui la basilica della Trinità (1297) a Venosa, il castello del Garagnone, poco distante da Castel del Monte, a loro assegnato da Costanza di Altavilla, e dal 1268 il sacro colle ove risiede il santuario di santa Maria di Picciano a Matera.

Lungo la Via Traiana, invece, troviamo la chiesetta di san Vito a Corato, il casale di Sovereto a Terlizzi, dove è possibile vedere una lastra tombale di un cavaliere giovannita. Ancora, nel territorio a ridosso di Bari, in contrada santa Caterina, era attestata un’importante commenda da cui dipendevano terre e benefici di Andria, Bitetto, Modugno, Palo e Molfetta, dove sorgeva un ospizio di accoglienza presso la chiesa della Madonna dei Martiri.

Sempre sulla direttrice costiera, Monopoli assume un rilievo non indifferente grazie alla presenza della chiesetta di San Giovanni con annesso ospedale, fondato dal patrizio Erberto Mirelli, e, distante solo qualche km, del castello di Santo Stefano, acquisito dai Gerosolimitani nel 1317, dopo aver risolto una controversia tra i frati benedettini, a cui sottrassero poi il possesso.

Nell’entroterra barese, Fasano, in quanto sede di commenda, quasi sicuramente ha risentito di un’impronta urbanistica voluta dai Gerosolimitani, similmente a Putignano dove fu edificata una sontuosa residenza del baglivo, oggi nota come casa del principe Calò-Carducci.

A Brindisi, nel 1310, i Giovanniti subentrarono al disciolto Ordine templare, acquisendone l’arsenale per gestire una nutrita flottiglia di galee con relativo cantiere di manutenzione.

L’ordine giovannita è sopravvissuto sino ai nostri tempi trasformato nel Sovrano Ordine di Malta, che ha sede a Roma.

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