Casamassima, Mdp e Uniti per Casamassima di Gengo verso l’accordo col Pd. Guardano a Nitti. Intanto il centrodestra cade nel sonno

Casamassima. Il sindaco in pectore assume sempre più le sembianze di Giuseppe Nitti. Mdp e uniti per Casamassima di Gengo viaggiano verso l’accordo con il Pd, mentre il centrodestra resta a guardare.

di Marilena Rodi

Il centrodestra casamassimese sembra caduto in un sonno profondo. Dopo la debacle amministrativa dell’esperienza Birardi, fatica a trovare la quadra intorno a un unico candidato sindaco e persino le buone intenzioni di Agostino Mirizio sembrano passare in soffitta. Forza Italia sarebbe silente; il gruppo di Maria Montanaro si vocifera appoggi Nitti (anche se non ci sono conferme); Gino Petroni parrebbe fuori dai giochi; Fratelli d’Italia avrebbe individuato un candidato giovane, ma sarebbe l’unica forza politica ad avere idee chiare. Forse.

Intanto, come al solito da circa 20 anni, la partita si gioca tutta a centrosinistra. Il progetto Leu – con buone probabilità – sta per tramontare anche a Casamassima, e lascia Articolo 1-Mdp provare a immaginare un accordo con la lista Uniti per Casamassima di Pino Gengo &C., mentre proprio stasera incontra a un tavolo intelocutorio il Pd. Articolo 1-Mdp siederà, dunque, stasera, con il Pd per tentare di sancire il patto in vista dell’accordo da firmare con Gengo (gira da settimane già pronto e solo da firmare). In buona sostanza si tratta di una riesumazione del Pd che fu, visto che Articolo 1-Mdp è composto da tesserati storici del Pd. Sicché non è difficile immaginare un Pd che viaggi nella direzione auspicata, e cioè quella di fare alleanza con Uniti per Casamassima di Gengo per poi guardare alla candidatura di Nitti. Ora come ora, Pd, Articolo 1-Mdp e Insieme per Casamassima potrebbero esprimere circa 2000 voti tutti insieme, un po’ pochi per sperare di vincere o di guadagnare un posto in prima fila per il ballottaggio. Questo risultato, però, metterebbe l’alleanza nelle condizioni di scegliere chi sostenere al secondo turno. Un ragionamento, si sa, che viene dalle recenti esperienze elettorali (lo scenario è mutato a livello nazionale, ma è rimasto piuttosto conservatore a livello locale dove si votano ancora le persone). Il progetto del Pd potrebbe essere quello di puntare su un nome di garanzia come quello di Antonietta Spinelli oppure sul nome ‘istituzionale’ del segretario Rocco Bagalà.

Al tavolo serale, tuttavia, sarebbe stata invitata anche la lista di Nica Ferri, che però, non ha ancora sciolto le riserve. Dunque non è scontata la sua partecipazione, così come l’astensione.

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