Cellamare, Eliana Zammataro replica al sindaco: “Modo di fare arbitrario e autoritario”

Cellamare, l’ex assessora Eliana Zammataro replica al sindaco Michele De Santis: “Modo di fare arbitrario e autoritario. Spirito di squadra venuto a mancare”.

Eliana Zammataro, ex assessora della giunta De Santis, e attualmente capogruppo in consiglio comunale di Iniziativa democratica (che vede anche un altro ex assessore, nonché ex sindaco Michele Laporta, nello stesso gruppo) non ci sta alle dichiarazioni del sindaco e replica.

“Sicuramente – fa sapere alla nostra redazione – l’ex sindaco Michele Laporta non ha necessità alcuna di avere difensori ma sento di dover eplicitare ciò che penso e, per questo motivo, non posso che essere solidale con la sua persona che mi insegna quotidianamente come smussare determinati comportamenti, anche politici. Ha tutta la mia stima e lo sa”. Il riferimento di Zammataro è alle dichiarazioni dell’attuale sindaco: “Trovo davvero sconcertante ed ultroneo, nel senso giuridico del termine, l’utilizzo di affermazioni ed argomentazioni cucite ad arte ed elargite a proprio uso e consumo che vanno oltre ogni principio di logica da chi si dà, come si suol dire, la zappa sui piedi, dal momento che per rabbia, va contro il suo stesso operato e contro chi gli ha fornito la possibilità di ricoprire il posto che attualmente occupa”.

“Certo -prosegue – io non posso parlare per gli anni di condivisione esperenziale amministrativa e personale che li ha visti protagonisti ma se ho deciso di propormi e di candidarmi con la squadra che Michele Laporta aveva scelto come continuum del suo operato è perché ho potuto apprezzare gli sforzi realizzati dalla sua amministrazione per far crescere Cellamare. Ho creduto di ritrovare lo stesso modus operandi nelle persone nelle quali aveva riposto la sua fiducia e, per un breve momento, ho pensato che davvero fosse così. Nella mia breve, ma molto intensa, esperienza politico-amministrativa, ho attraversato varie fasi e, purtroppo, ho potuto constatare taluni atteggiamenti che mi hanno condotto, ahimè, ad adottare comportamenti consequenziali di rottura con quella che pensavo fosse una squadra”. “Ho restituito le deleghe che mi erano state assegnate – spiega poi – a seguito della ingiusta revoca delle deleghe a Laporta, operata in maniera del tutto arbitraria, non condivisibile, ingiustificata ed ingiustificabile. Ad un certo punto non ho potuto che constatare, con infinito rammarico, che lo spirito di squadra, non esisteva più. É stato allora che, insieme a lui e poi a chi si è unito, ho/abbiamo preso formalmente le distanze da un fare autoritario assolutamente non condivisibile. Tra le altre cose, personalmente ho perso il conto di quante volte sia stato utilizzato lo strumento della revoca in questi quasi 4 anni nei confronti di assessori, consiglieri e vicesindaco con azzeramenti di giunta e ritorni di amorosi sensi, reintegri, rimpasti e concessioni in sordina di deleghe a consiglieri che non sono mai state dichiarate nelle opportune sedi. Ora, leggere talune affermazioni più o meno velate secondo le quali in questo momento non si può dire tutto o che esiste una maggioranza silenziosa è veramente preoccupante quanto esilarante. Quale trasparenza, quale immagine positiva si vuol dare se si scredita gli altri e non ci si fa un esame di coscienza? Questo – conclude – è uno dei comportamenti non condivisibili a cui facevo cenno sopra. Occorre davvero un po’ di onestà intellettuale che dipani la matassa confusionale”.

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