Agricoltura sociale, è legge. La soddisfazione di Fedagri e Federsolidarietà Puglia

Agricoltura sociale. La Regione Puglia ha approvato la nuova legge. La soddisfazione di Fedagri e Federsolidarietà Puglia.

Le federazioni di Confcooperative Puglia, Fedagri e Federsolidarietà, esprimono soddisfazione per l’approvazione, all’unanimità da parte del Consiglio regionale, del testo unificato con le disposizioni in materia di agricoltura sociale. In particolare, ringraziano l’assessore all’Agricoltura, Leo Di Gioia, ed il consigliere Damascelli, primo firmatario del testo.

“Una norma – riferisce il presidente di Fedagri, Vincenzo Patruno – che abbiamo contribuito a redigere e della quale siamo davvero soddisfatti. Una legge che può svolgere un ruolo importante dal punto di vista occupazionale. Uno strumento valido a sostegno del reddito, favorendo l’integrazione in ambito agricolo di interventi di tipo educativo, sociale, socio sanitario e di inserimento socio-lavorativo. Mi piace sottolineare anche le finalità per attività finalizzate all’educazione ambientale ed alimentare, oltre che alla salvaguardia delle biodiversità. Tema, quest’ultimo, sul quale la nostra associazione ha investito molto proprio realizzando progetti specifici e portandoli a conoscenza delle tante realtà cooperative pugliesi”.

“Una norma tanto attesa ed auspicata – ha commentato Daniele Ferrocino, presidente di FederSolidarietà – anche perché introduce anche un nuovo strumento di welfare. E’ evidente la sua utilità in termini di inclusione sociale e lavorativa. Penso a progetti di carattere innovativo che si potranno realizzare per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di persone con disabilità. Tuttavia, non meno importanti sono i risvolti a supporto di terapie mediche, psicologiche e riabilitative anche, ad esempio, con l’ausilio di animali o con la cura e la coltivazione di piante”.
Chiude il presidente di Confcooperative Puglia, Piero Rossi richiamando l’importanza di alcuni strumenti contenuti nella legge: “Trovo interessante la funzione che potrà svolgere l’Osservatorio. Non solo monitoraggio e catalogazione delle attività svolte ma anche la ricognizione di terreni pubblici che potrebbero essere messi a disposizione per iniziative riguardanti prettamente l’agricoltura sociale”.

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