Missioni segrete, ieri alla Lum di Casamassima il comandante Alfa del nucleo speciale Gis

Casamassima, ieri all’università Lum, il comandante Alfa del nucleo speciale dei Carabinieri, ha parlato di ‘Missioni segrete’ con gli studenti, ospite del generale Nicolò Pollari.

Il Comandante Alfa, uno dei cinque «soci fondatori» del Gruppo di intervento speciale dei carabinieri, meglio noto come Gis ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “Missioni segrete” nel corso di un incontro organizzato a Casamassima presso l’Università Lum Jean Monnet.
«In una società dove spesso le apparenze prevalgono – ha affermato Emanuele Degennaro, rettore della Lum Jean Monnet, è importante conoscere uomini che lavorano nell’ombra per difendere la nostra democrazia e la nostra libertà, a rischio della propria vita. Sono questi gli esempi positivi che i giovani devono seguire. Oggi alla Lum gli studenti hanno incontrato un uomo che tenacemente ha difeso questi valori. Il suo percorso professionale rappresenta una storia di impegno, costruita nel tempo con grandi eroismi e quotidiani sacrifici. Tutto questo ci deve far riflettere sui veri valori cui dobbiamo dare importanza. Per questo ritengo – ha concluso Degennaro – che il comandante Alfa sia un modello a cui tutti i giovani dovrebbero ispirarsi».
«L’esigenza di dotarsi di forze speciali nasce dopo gli attentati terroristici delle Olimpiadi di Monaco del 1972 – ha spiegato il Generale Nicolò Pollari, ex Direttore del Sismi e docente di Diritto tributario dell’Università Lum Jean Monnet – prima di allora non si sapeva come e con quale tipo di uomini affrontare situazioni simili. Caratteristiche fisiche e morali uniche sono le chiavi per risolvere situazioni in cui in pochi secondi bisogna irrompere, operare e neutralizzare l’obiettivo».
Riuscire a trasformare la paura in coraggio. Sapere che da una rapida scelta e da una semplice mossa dipendono la vita o la morte di più persone, ma anche la tua stessa sopravvivenza – si legge nella presentazione del libro – questo e molto altro si richiede a un uomo del Gis, il Gruppo di intervento speciale dei carabinieri di cui il Comandante Alfa è uno dei fondatori. Nel suo ultimo libro, il Comandante ripercorre non solo gli anni della fondazione del corpo speciale ma soprattutto le missioni coperte dalla più assoluta segretezza, sia in Italia sia all’estero, e mai raccontate prima d’ora.
«Il nostro più grande risultato – ha aggiunto il Comandante Alfa – è risolvere situazioni difficili senza dover sparare un colpo. Non sempre è possibile, come ad esempio in occasione della liberazione di Cesare Casella, tenuto in ostaggio dall’Anonima sequestri calabrese dall’88 al 90». Operazioni simili fanno capire come «non sia facile vivere una vita come membro del Gis. Dai 20 ai 40 anni, per chi ce la fa, si tratta di rinunciare del tutto alla vita privata, alla prospettiva di costruirsi una famiglia o di veder crescere i propri figli».
Crescere in Sicilia negli anni cinquanta e sessanta significava vivere in una realtà in cui la “proposta” mafiosa era un fattore al quale molti coetanei del Comandante Alfa hanno ceduto. «Sono nato in Sicilia a Castelvetrano, lo stesso paese dov’è nato il boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. A quei tempi fare la scelta sbagliata era facilissimo. Cedere alla fascinazione del male, pensando che denaro, potere e comando potessero rendere migliore la vita – ha concluso il Comandante del GIS – significava nella maggior parte dei casi condannarsi a un’esistenza da topo. Nel corso della mia carriera abbiamo stanato tantissimi esponenti di primo piano delle cosche che pur possedendo ricchezze sconfinate hanno sempre vissuto in buchi di due metri quadri».

Al termine dell’incontro il Comandante Alfa si è fermato a lungo con gli studenti per
rispondere alle loro domande e autografare le copie del volume.

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