Cellamare, tsunami politico anche in minoranza: Salvemini e Pizzi abbandonano il gruppo: “Prendiamo le distanze dal capogruppo”. Digioia: “Visioni diverse da tempo”

Un altro tsunami politico ha sommerso la cittadina di Cellamare. Nella minoranza le consigliere Margherita Salvemini e Valentina Pizzi abbandonano il capogruppo: “Prendiamo le distanze da lui”. Nicola Digioia risponde: “Visioni diverse da tempo”.

di Marilena Rodi

Un altro colpo di scena nella politica locale di Cellamare. Le consigliere comunali di minoranza, Margherita Salvemini e Valentina Pizzi, hanno abbandonato il loro capogruppo Nicola Digioia e hanno costituito il gruppo consiliare ‘LiberaMente’. “La volontà del nuovo gruppo consiliare – hanno riferito ieri in consiglio comunale – è pertanto quella di prendere le distanze dal nostro ex capogruppo, Nicola Digioia, in quanto non ne condividiamo più la linea politica”.

“Il nostro lavoro – hanno spiegato – sarà svolto in continuità con quello che fino a oggi abbiamo svolto all’interno di questo consiglio comunale, spesso anche scontrandoci contro logiche che non ci appartengono e puntando i piedi contro indicazioni fornite all’ultimo momento senza motivazione alcuna o senza un incontro preventivo del gruppo. Voteremo – hanno proseguito – con il massimo senso di responsabilità e impegno nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, certamente non per mantenere la poltrona o per interessi personali”. Poi la stangata diretta: “I recenti avvenimenti politici, la scelta del consigliere Digioia di allinearsi ad altre correnti senza preventivamente confrontarsi con il proprio gruppo (il riferimento è alla richiesta inoltrata sulla scelta degli scrutatori, ndr), hanno determinato una totale mancanza di fiducia nei confronti del nostro capogruppo e sulle sue capacità decisionali”. Poi chiariscono la loro posizione politica in consiglio: “Oggi più che mai – stigmatizzano – faremo un’opposizione attiva e costruttiva a tutto ciò che potrebbe danneggiare o non salvaguardare il bene della nostra collettività”.

“La nostra visione di gruppo consiliare – ha riferito ai nostri microfoni Nicola Digioia – ha subito una contaminazione circa un anno fa, e ora vi spiego. Allora, Cellamare ha rischiato di cadere nella trappola del commissariamento perché la maggioranza era in crisi (diciamo spaccata) e l’opposizione da me guidata, in quella occasione ha preferito non regalare un trauma alla città, ma tentare di costruire insieme alla guida amministrativa della città un salvataggio per le tasche dei cittadini. Mia fu, infatti, la soluzione per evitare l’aumento della tassa dei rifiuti, e pertanto ci parve responsabile non bocciare il bilancio preventivo”. “Poi – ha continuato Digioia – noi dovevamo continuare a fare l’opposizione, l’organo di controllo, ma via via mi è parso che il nostro gruppo fosse più vicino al sindaco che non al suo mandato elettorale. Anche sulla questione della scelta degli scrutatori, per esempio, ci confrontammo dopo la riunione di commissione elettorale, non prima. E ritenevo che la scelta politica sarebbe stata reiterata anche quest’anno, e non mi sbagliavo: la richiesta inoltrata per l’avviso pubblico (la stessa di Vurchio, Laporta e Zammataro, ndr) è stata bocciata proprio stamattina”.

Chiariamo. Stamani, infatti, si è riunita la commissione elettorale per stabilire la scelta degli scrutatori per le prossime elezioni politiche del 4 marzo. Della commissione fanno parte Davide Di Gioia, Fiorenza Carbonara e Margherita Salvemini convocata dal sindaco Michele De Santis. Gianluca Vurchio, Michele Laporta, Eliana Zammataro e Nicola Digioia avevano chiesto che si procedesse con le nomine tramite avviso pubblico, mentre in commissione è stato optato per la segnalazione dei Servizi sociali, in continuità con quanto fatto lo scorso anno.

“I lavori della commissione elettorale – ha fatto sapere il sindaco – si sono conclusi con la nomina dei 16 scrutatori e 16 supplenti, scelti da quelli segnalati dai servizi sociali e dalle parti sociali della nostra comunità (Parrocchia, sindacati ecc.). La commissione ha tenuto conto dei criteri già in precedenza adottati (Disagiati, disoccupati e studenti) e confermati dalla legge. Nessuna presenza di parenti dei dipendenti comunali e amministratori e coloro che hanno già effettuato nelle precedenti due tornate elettotali”. “Il presidente e il segretario di seggio – ha ricordato De Santis – non sono di nostra nomina”.

“La riunione di commissione – ha commentato ai nostri microfoni Margherita Salvemini – è stata videoripresa integralmente. I nominativi delle persone indigenti iscritte nell’albo li abbiamo ricevuti dai Servizi sociali, dalla parrocchia e dai patronati. I restanti sono tutti giovani studenti a partire dall’anno di nascita 1999, con il desiderio di aiutare chi studia e incentivare la cultura”. “In più – ha aggiunto Salvemini – a tutti coloro che sono stati nominati verrà richiesta autocertificazione di disoccupazione o studente, da farsi rilasciare negli uffici comunali competenti”. “Ora, alla luce della trasparenza adottata, e in ossequio delle leggi, credo che l’attività politica del nostro gruppo sia sempre stata in linea con il mandato elettorale di opposizione ma costruttiva. Oggi come ieri”.

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