Cellamare, l’ex assessore Vurchio abbandona De Santis: “Manca il confronto”. Il sindaco: “Lui spesso assente”

Scontro durissimo, ieri sera in consiglio comunale a Cellamare. L’ex assessore Vurchio abbandona la maggioranza: “Manca il confronto”. Il sindaco De Santis non la manda a dire: “Lui spesso assente”.

di Marilena Rodi

Me ne vado. No-tu-no. E invece sì. Ieri sera in consiglio comunale la stabilità di governo potrebbe essere andata persa. L’ex assessore Gianluca Vurchio – per anni assessore alle Politiche sociali e giovanili del Comune di Cellamare, nonché segretario del Pd cittadino – nelle vesti di ‘semplice’ consigliere comunale, ha abbandonato la maggioranza. “È venuta meno la capacità di confronto tra idee differenti ed anche la capacità di dialogo”, ha riferito Vurchio. “Nel corso di questi ultimi tempi – ha detto – ho assistito a un susseguirsi di dimissioni e defenestrazioni. Ho assistito ad atteggiamenti del tutto incomprensibili, avendo la chiara impressione che il dialogo all’interno della maggioranza poteva essere esclusivamente univoco”. “Questo clima, per il sottoscritto – ha proseguito – era, ed è, insopportabile e infruttuoso per la comunità tutta. Sono saltati pezzi importanti rispetto alla squadra iniziale sotto la totale indifferenza di tutti i consiglieri della maggioranza. È venuto meno il concetto della “squadra”.

Vurchio si riferisce a una vicenda risalente a qualche mese fa, quando un pezzo importante del suo gruppo consiliare composto da 3 consiglieri, lo aveva isolato preferendo seguire il sindaco Michele De Santis. In quella occasione il vice sindaco Giovanni Digioia, l’assessora Mariagrazia Losurdo, e la consigliera Angela De Sario avevano scelto di stare col primo cittadino. L’episodio si era verificato il 15 novembre: “In quella data – ha spiegato Vurchio ieri in consiglio comunale – si è consumato un gesto politico di assoluta scorrettezza atteso che nessun confronto all’interno della maggioranza è avvenuto e se si considera, tra l’altro, che qualche tempo prima il sottoscritto aveva più volte “tentato”, purtroppo invano, di porre rimedio a criticità politiche emerse. Ma non sono qui a voler additare qualcuno perché, si sa, in politica le cose possono cambiare e ognuno si assume, a pieno titolo, le responsabilità di ciò che compie. L’atto politico consumatosi in Consiglio comunale il 15 novembre, alla mia assenza, è stato un chiarissimo tentativo di voler “isolare” la mia persona e la mia attività politico-locale”. “L’adesione – ha stigmatizzato durante la sua dichiarazione in apertura di consiglio – dei consiglieri Losurdo, Digioia e De Sario ad altro gruppo consiliare, compiendo “salti” da una parte all’altra, ha voluto, di fatto, annientare il gruppo consiliare di riferimento del sottoscritto per poter porre un “bavaglio”. “Sono qui – ha sottolineato infine – a rivendicare il mio ruolo di consigliere comunale eletto e per ricordare a qualcuno che dovranno essermi garantiti rappresentanza e prerogative di un gruppo consiliare”.

Il consigliere Vurchio potrebbe far cadere l’amministrazione?, verrebbe da chiedersi. Ma il rebus trova soluzione nelle sue parole finali: “Ho deciso sino all’ultimo, nella mia più totale lealtà e coerenza, di rimanere in questa maggioranza, ma le continue azioni ‘incomprensibili’ e la stasi amministrativa, oggi, mi inducono a dichiararmi indipendente. In questo modo potrò essere libero di decidere singolarmente la posizione politico-amministrativa da intraprendere, secondo mia coscienza, condividendola o meno”.

Di diverso avviso è il sindaco Michele De Santis: “Gianluca Vurchio – ha riferito ai nostri microfoni – è uscito dalla maggioranza forse per ripicca nei confronti di altri consiglieri che, liberamente, avevano scelto di stare dalla parte della coerenza politica e avevano scelto di stare con il sindaco. Vurchio dice che è mancato il confronto. Io gli ho risposto direttamente in consiglio: e lui dov’era quando venivano convocate le commissioni consiliari (organi istituzionali) o le maggioranze politiche di governo della città? Mi pare che abbia fatto sentire la sua assenza, ma la sua assenza non può paralizzare l’attività di governo. Per cui mi pare chiaro che Vurchio abbia fatto più una scelta tattica che politica, e di questo se ne assumerà tutte le responsabilità”.

Parole pesanti come pietre sono giunte dal vice sindaco Giovanni Digioia: “Ho solo chiarito – ha riferito ai nostri microfoni – a chi ancora non avesse capito il comportamento ambiguo del consigliere Vurchio, tutto teso a prendere le distanze dall’amministrazione De Santis, che bene ha operato per poter arrivare con una celata verginità politica a candidarsi tra 12 mesi a sindaco di Cellamare. Vurchio come Renzi non ha fatto nulla per tenere insieme il Pd, ma lo ha usato per scopi personali. Oltre questo, tanti sono i motivi locali e nazionali che mi allontanano definitivamente dal Pd”.

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