Casamassima, buona la prima per Food life, la nuova associazione che si occuperà di educazione alimentare

Buona la prima. La presentazione della nuova associazione di Casamassima, Food life, è stata un successo. Il pubblico eterogeo e curioso e soprattutto molto attento all’educazione alimentare.

di Marilena Rodi

Mangiare bene – sano – significa vivere in salute prima di tutto e poi limitare di gran lunga i costi di sanità pubblica. Attorno a questo principio si snocciola tutta l’attività della nuova associazione di Casamassima, Food life, che sabato scorso all’Auditorium dell’Addolorata, ha presentato le sue attività e la sua mission. “Spesso non ci rendiamo conto – ha esordito il presidente dell’associazione Piero Loprieno – che alimentarsi è questione di cultura e di conoscenza. Spesso si approfitta dei prodotti low cost al supermercato senza sapere esattamente cosa contengano quei prodotti. Non siamo in grado di leggere l’etichetta e tantomeno di riconoscere ingredienti genuini. Negli ultimi anni, non a caso, sono aumentati i casi di intolleranze alimentari”. “Per questo motivo – ha sottolineato – abbiamo deciso di prenderci un tempo per la conoscenza e la formazione. Ci avvarremo della collaborazione di esperti e medici che ci accompagneranno in questo percorso”.

“Doveroso è puntare sulla consapevolezza”, ha stigmatizzato Nico Catalano, agronomo e componente della segreteria regionale di Aiab, Associazione italiana per l’agricoltura biologica, associazione di promozione sociale che promuove e qualifica il territorio tramite il metodo dell’agricoltura biologica come modello di sviluppo sostenibile e multifunzionale e che da oltre 30 anni racchiude al suo interno agricoltori biologici, cittadini e consumatori attenti, nonchè tecnici del bio. “Consapevolezza – ha proseguito Catalano – significa essere in grado di riconoscere gli alimenti, il loro ciclo di vita, i principi nutritivi, la terra che li produce e le braccia che li lavorano. Quello che mettiamo nel piatto non è indifferente. Con il cibo possiamo portare benessere o malattie, rispetto dell’ambiente o devastazione e inquinamento, sviluppo del territorio o abbandono delle aree rurali, sovrasfruttamento o legalità. Sta a noi scegliere – ha concluso – ma per farlo dobbiamo conoscere le differenze”.

Una giovane realtà che spiccando il volo a Casamassima è diventata un caso nazionale, è ‘Semi di vita’, il progetto nato da un’idea di Angelo Santoro e che poi è diventata una cooperativa che si occupa di agricoltura biologica e sociale. “All’inizio mi hanno preso per pazzo. Chi oserebbe pensare – ha detto Santoro – di far lavorare come agricoltori i diversamente abili? Quando abbiamo cominciato ci hanno guardato strano, ma i ragazzi portatori di handicap hanno dimostrato di farcela. Siamo partiti da un piccolo terreno su Casamassima, oggi abbiamo una terra nel cuore di Japigia a Bari che produce 3500 bottiglie di salsa biologica e destinata a produrne di più. Ciascuna bottiglia viene venduta a 2,50 euro e il ‘guadagno’ è di appena 30 centesimi, ma sappiamo bene cosa mangiamo. La salute non ha prezzo”.

“La consapevolezza – ha aggiunto Francesco Mininni, responsabile del Settore Agricoltura della Camera di commercio – è fondamentale per orientarsi. La nostra terra è in grado di produrre alimenti straordinari, il top della dieta mediterranea, ma molto spesso girano nei supermercati anche cloni – soprattutto dell’olio – che hanno una composizione organolettica scadente. E perché un olio venga riconosciuto davvero ‘buono’ nella sua composizione e nel gusto, occorre che sia sottoposto a un iter di qualificazione. Di certificazione”.

Il ‘faidate’ tipicamente nostrano, insomma, non è sempre garanzia di bontà. “Proprio ultimamente – ha spiegato Mininni – un’indagine di Striscia la notizia ha portato alla ribalta un dato impressionante: su 11 oli analizzati, solo 5 erano davvero buoni. Gli altri lo erano meno e addirittura qualcuno scadente. Questo perché evidentemente non sono stati certificati”.

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Per consentire di avviare un primo percorso degustativo, l’associazione ha preparato una piccola degustazione con i prodotti offerti dalle aziende partner: Masseria Terra d’incontro ha preparato rape biologiche condite con olio, tutto rigorosamente preparato in proprio; varie tipologie di pane – preparati con farine pregiate biologiche – sono stati offerti dalla Panetteria del corso; il vino è stato offerto dalla Cantina Lattavino; e la degustazione dell’olio ‘a crudo’ è stata offerta da Oliveti Terra di Bari, società cooperativa agricola di Bari e da Eurocoop, società cooperativa agricola di Ruvo di Puglia.

Sulla pagina facebook di Food life sarà possibile seguire gli aggiornamenti, chiedere informazioni e partecipare ai corsi di formazione e ai corsi di cucina consapevole.

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