Assegno di divorzio, una sentenza rivoluzionaria cancella il mantenimento

Assegno di divorzio, una sentenza rivoluzionaria della Corte di Cassazione cancella il mantenimento. Non vale più il criterio del mantenimento dello stile di vita goduto in costanza di matrimonio.

di Barbara De Lorenzis*

Recentemente, in materia di diritto di famiglia e in particolare in tema di assegno divorzile, si è aperto un acceso dibattito contraddistinto da una pronuncia “rivoluzionaria” della Corte di Cassazione che, con sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017, ha rivoluzionato la materia del mantenimento, ieri basata sul criterio coriaceo del “mantenimento dello stile di vita goduto in costanza di matrimonio”. Tale criterio cardine traeva spunto dalla visione larga in materia di divorzio secondo la quale il coniuge economicamente più debole, che in costanza di separazione aveva goduto dell’assegno a tutela e salvaguardia del tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio, con il vecchio regime, in sede di divorzio, poteva conservare lo stesso stile di vita. Con questa nuova pronuncia si è passati invece alla applicazione del criterio della “autosufficienza economica”.

Per comprendere come il tribunale si è regolato a seguito della detta pronuncia, si fa riferimento a una vicenda tipo. Il fatto. Lei estetista, lui impiegato: si sposano e coronano il loro sogno d’amore con due bellissimi bambini. Lei, diventata mamma, non riesce più a conciliare lavoro e famiglia e, come tante donne, appende il camice bianco da estetista al chiodo per dedicarsi solo ai figli. Ben presto però il matrimonio entra in crisi: marito e moglie si lasciano, lui si crea una nuova famiglia e, quella che doveva essere una bella favola, approda davanti al giudice. I due coniugi scelgono il divorzio e l’ex moglie, che ha sacrificato la carriera per l’amore, chiede l’assegno divorzile: un mantenimento garantito fino a poco tempo fa, «per consentire al divorziato di mantenere lo stesso tenore di vita matrimoniale». La giovane, però, non aveva fatto i conti con la Cassazione che, con la “rivoluzionaria” sentenza ha rivoluzionato il diritto di famiglia in tema di riconoscimento dell’assegno divorzile e dei criteri per la sua quantificazione. Così, dopo aver ottenuto un primo no dal tribunale civile, che le ha riconosciuto solo l’assegno di mantenimento per i figli e non quello divorzile, è arrivata la nuova pronuncia che rigetta il ricorso presentato dalla signora: la Corte d’appello del Tribunale di Salerno, accogliendo la tesi rappresentata dal legale dell’ex marito, ha negato alla 38enne l’assegno, stabilendo che «la sua condizione di disoccupata non è di per sé sufficiente in relazione alla sua capacità di lavoro anche in relazione all’età».

Nella ridetta sentenza, i giudici fanno esplicito richiamo alla pronuncia degli ermellini affermando che «anche alla luce del più recente orientamento della Suprema Corte, deve ribadirsi che il rapporto matrimoniale, con il divorzio, si estingue definitivamente sul piano dello status personale dei coniugi, che tornano “persone singole”, sicché vengono a cessare anche tutti i rapporti patrimoniali tra di loro basati sul principio di solidarietà che, pur non venendo meno nella fase della separazione, si interrompono completamente in quello di divorzio.

Il matrimonio, dunque, non può essere considerato più la strada per una sistemazione definitiva, ed è soltanto un’unione di affetti, per cui ove cessano questi ultimi, si interrompono anche i legami patrimoniali. In quest’ottica, chi richiede l’assegno divorzile, dovrà dimostrare di non essere in grado di potersi procurare, per ragioni che non dipendono dalla sua volontà, mezzi adeguati al raggiungimento dell’autonomia economica.

A prescindere dalla valutazione della rispettiva situazione economico-patrimoniale, e a prescindere dalla considerazione di quale sia stato il tenore di vita durante il matrimonio, all’ex coniuge non potrà essere attribuito alcun sostegno economico, ove questi sia economicamente autosufficiente da un punto di vista finanziario. Conseguentemente, ai fini della decisione se concedere l’assegno, dovranno essere valutati altri parametri quali l’entità dei rispettivi patrimoni, le ragioni della decisione, la durata del matrimonio stesso, che – afferma la Corte – deve essere contratto comunque nella consapevolezza della dissolubilità dello stesso.

Questa pronuncia che, in ogni caso, è bene precisarlo, che non è stata presa a sezioni unite, rappresenta sicuramente un importante cambiamento con riferimento al criterio oggi da adoperarsi per la determinazione dell’assegno divorzile, ma a cui però non tutti i giudici necessariamente si uniformano, considerato che vi sono varie situazioni nelle quali il coniuge economicamente più debole, spesso la ex moglie, versa in situazioni economiche e personali tali da non poter essere abbandonata economicamente. Difatti, vi sono alcune coppie all’interno delle quali molto spesso la moglie, si è curata totalmente della famiglia e dei figli, per cui i coniugi hanno coscientemente operato una distribuzione dei compiti. Alla moglie che, pertanto, ha rinunciato ad una vita alla ricerca di un posto di lavoro perchè il marito era d’accordo sulla sua scelta, al sopraggiungere della rottura coniugale, ben può spettare un assegno divorzile. Infatti, in taluni non si può sottovalutare il contributo personale dato dalla moglie alla conduzione familiare, essendosi lei dedicata alla crescita dei figli e alla famiglia e stante la significativa durata del matrimonio tra i due ex coniugi (così la sent. Tribunale di Milano, n. 9868/2017) .

Il criterio delineato dalla nuova pronuncia della Corte di Cassazione, che oggi viene adottato da buona parte dei giudici, si appalesa, pertanto, come determinante ma non assoluto.

*rubrica legale a cura dell’avvocata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.