Casamassima, fioccano le candidature: il centro civico si allarga e la destra sparisce?

Campagna elettorale in corso. A Casamassima fioccano le candidature: dalle liste civiche il blocco politico più consistente, sarebbero almeno 4 le candidature. Il centrodestra povero di idee e persone.

di Marilena Rodi

Casamassima è in fermento. I partiti sono spenti e stanchi ma non si fermano. Apparentemente tutti a caccia di simboli, nella sostanza tutti a cercare la strada giusta per raggiungere l’elettore. Spesso ignaro.

I simboli noti in campo – almeno al momento, stando ai fiduciari incaricati – oltre il Partito democratico con Rocco Bagalà, sono Forza Italia con Rino Carelli, Fratelli d’Italia con Franco Reginella, Direzione Italia con Gino Petroni, Articolo 1-Mdp con Giacinto Rella, Partito comunista con Danilo Nesta, e Movimento 5 stelle con Antonello Caravella.

A Casamassima, tuttavia, sembra di rivivere un film già visto. Cambiano i nomi dei referenti politici, ma la storia resta più o meno la stessa. La politica locale è solo per gli amici e per gli amici degli amici. Così è da molti anni e così sarà ancora per un tempo, evidentemente.

Vi ricordate la campagna elettorale di 2 anni fa? Si cominciò con la candidatura fast di Nica Ferri, poi smentita quasi subito. Poi seguì quella di Vito Cessa da parte del Pd che invitava la stessa Ferri alle primarie del centrosinistra per non disperdere voti. L’obiettivo era quello, probabilmente, di sottrarre adesioni al blocco civico di Autonomia cittadina (con la quale Ferri avrebbe potuto essere in contatto). Primarie furono, sull’onda nazional popolare della trasparenza e della partecipazione. Cessa e Ferri si affrontarono nel ballottaggio preventivo al voto ufficiale e vinse Cessa col doppio delle preferenze.

Intanto Autonomia cittadina aspettava il richiamo delle sirene del Pd, che puntualmente arrivò. E arrivò solo per sentirsi dire dal centrosinistra “No, grazie” (quel “No, grazie” a partecipare alle primarie che si protrasse anche dopo per tutta la durata della consiliatura). Messa in un angolo, la compagine civica corse insieme a una parte del centrodestra, copia sbiadita di se stessa, con una flotta di liste che poco o nulla portarono, se non a poter esprimere 3 consiglieri. Forza Italia  e Nuovo centrodestra, ciascuno per proprio conto (dopo aver svolto primarie che servirono solo per far litigare le parti in gara) espressero 2 candidature senza, peraltro, trovare alcun accordo con Autonomia cittadina. Conclusione: 5 candidati alla carica di sindaco.

Ma dietro la cronaca c’è molto sotteso. Tutto quello, cioè, che la politica non può raccontare di sé direttamente, ma mediante un disvelamento nel tempo solo per chi avrà la cura e la pazienza di rimettere i tasselli al loro posto. Le delegazioni, gli incontri, le telefonate, le riunioni di circolo, le discussioni interne, le manovre per fare pressione, i sotterfugi, le voci di paese, le soffiate: tutti pezzi della scacchiera. Chi siede al tavolino a giocare davanti alla scacchiera?

Ricordate, 2 anni fa, quando Vito Cessa fu il candidato unico del centrosinistra? Chi decise che sarebbero diventato sindaco? E andiamo al 2011: chi decise che Mimmo Birardi sarebbe stato il candidato unico del centrodestra?

Quando la politica si accorda su un nome – con le primarie o senza, non fa differenza – vuol dire che quel nome è pronto ad accettare il mandato che i partiti gli conferiscono con la candidatura. Senza voti non si vince.

Anno 2018, si torna a votare: per la terza volta in 6 anni. Quali sono le alleanze politiche ad oggi? Stando a quanto noto, Autonomia cittadina avrebbe la sua e un candidato sindaco: Giuseppe Nitti, ex Libera Casamassima (che nel frattempo si sarebbe sciolta). Il Movimento 5 stelle – notoriamente viaggia da solo – avrebbe come candidato Antonello Caravella; della lista civica Insieme per Casamassima poco si saprebbe in termini di alleanze, ma avrebbe Lorenzo Ronghi come esponente candidato alla carica di sindaco. Per il resto il vuoto ufficiale.

A centrodestra, Forza Italia e Fratelli d’Italia dovrebbero tessere il loro connubio, vista la simpatia espressa a livello nazionale, ma al momento non pervenuti. Direzione Italia latita, mentre di Salvini non sarebbe ancora nota la presenza sul territorio casamassimese (sebbene di voti alla Lega, in passato, ve ne sia trovata traccia durante lo spoglio delle schede elettorali). Si fa il nome di Agostino Mirizio, ma non pare lui sia particolarmente propenso a tornare in politica attiva, in questo momento.

A centrosinistra resterebbero ufficialmente il Pd, Articolo 1-Mpd, Partito comunista e quel che resta di Sel. L’immediato post-Cessa aveva portato un vento che faceva risuonare l’eco di Fabio Nanna come possibile rappresentante della possibile coalizione. Così come il nome di Mimmo Orofino, in altre occasioni fatto e poi svanito. C’era una volta anche il nome di Andrea Azzone (tirato in ballo in diverse occasioni in passato), oggi in Articolo 1 ai livelli provinciali. Altri nomi? Se la fantapolitica potesse valere, si potrebbe fare il nome di un ex sindaco spesso ritratto nelle cronache politiche locali e volto familiare dei casamassimesi. Se tornasse a impegnarsi in politica probabilmente intercetterebbe adesioni trasversali.

E poi ci sono molti altri ex di cui non si parla ancora. I cugini Montanaro, per esempio. Da sempre in Forza Italia: oggi chi sceglieranno? E Nicola Valenzano? Accontenterà l’amico Franco Pignataro entrando in Fratelli d’Italia? E Pino Gengo, Pietro Cristantielli, Antonio Lucio Episcopo, Donato Dalfino, Pinuccio Valenzano, Massimo Tripoli? Un tempo appartenenti alla stessa area politica, oggi silenti per opportunità. Quanti voti silenti, dunque? Se sommassimo tutti questi nomi, a occhio, viaggeremmo intorno a 1100 preferenze (stando alle ultime consultazioni). Voti che il Pd, da solo, in questo momento – come pure Forza Italia – si potrebbero sognare (fatta salva la variabile Berlusconi che nel 2013 uno scossone lo portò eccome).

Ma il dubbio resta fisso: quando si vota? Election day per tentare un risultato storico o due turni e rischiare un flop annunciato? Certo è che dal voto nazionale dipenderanno molte logiche.

[nella foto i candidati del 2015]

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