Governo, si dimette la senatrice Angela D’Onghia dall’incarico di sottosegretario

Angela D’Onghia si è dimessa. La senatrice eletta nella squadra di Mario Monti nel 2013 ha rassegnato le dimissioni da sottosegretaria al Miur e continuerà a svolgere il mandato parlamentare affidatole dagli elettori fino alla naturale scadenza della legislatura.

Le ragioni di queste dimissioni sono nella presa d’atto del fallimento dell’impegno assunto oltre 3 anni fa, in forza della delega conferita dal Ministro Giannini e successivamente confermata dalla Ministra Fedeli, di completare la riforma del sistema Afam introdotta in ordinamento dalla legge n.508/99 e rimasta inattuata per 17 anni.

Nonostante il cantiere aperto nel lontano 2014 sotto la guida della sottosegretaria D’Onghia , con il titolo beneagurante di “Chiamata alle arti” e tre lunghi anni di discussione sulle proposte normative avanzate dal tavolo tecnico appositamente costituito sulle diverse aree  delegate dalla legge del ’99, nulla di concreto è stato realizzato, la montagna ha partorito il solito topolino.

L’unico risultato, infatti, è rappresentato dall’emendamento alla finanziaria, in corso di approvazione, per il finanziamento degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie non statali, che rischierebbero il collasso finanziario. “Questo – ha fatto sapere la senatrice – nel mondo da cui provengo, che è quello della società civile e produttiva del nostro Paese, significa un nulla di fatto, una ulteriore proroga per procrastinare  problemi irrisolti.”

Tre anni perduti nel rincorrere una riforma, doverosa, avvertita come necessaria dagli operatori del sistema e indispensabile per far crescere i musicisti e gli artisti di domani. Una riforma per la valorizzazione delle eccellenze italiane, che nel mondo danno voce alla nostra identità nazionale, promuovendo il sistema Paese e il made in Italy.

“Sono delusa e amareggiata – continua – non accetto la rassegnazione che prevale negli ambienti ministeriali nonostante le mie continue sollecitazioni. La mia candidatura e il mio impegno politico sono stati guidati dalla volontà di poter contribuire al cambiamento e al miglioramento di questo Paese. Sarebbe necessario un impegno comune, un lavoro di squadra costante, delle sinergie che non possono essere garantite da singole personalità, nemmeno dalle più carismatiche e volitive. Mi auguro – conclude – che le mie dimissioni possano risvegliare la politica del fare”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...