Casamassima, congresso Fratelli d’Italia: ritorno di fiamma per 21 tesserati. Assente illustre Cassano

Ritorno di fiamma per 21 tesserati a Casamassima. La sezione locale di Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale, ieri ha svolto il 1° congresso cittadino del partito guidato da giorgia meloni. assente il movimento di Massimo cassano.

di Marilena Rodi

Il circolo Fratelli d’Italia di Casamassima, nuovo di zecca, ha inaugurato ieri con il 1° congresso cittadino (cui hanno preso parte anche Filippo Melchiorre e Marcello Gemmato), il nuovo ciclo che guarda alla destra storica di Almirante e che a livello nazionale è guidato da Giorgia Meloni. Sono state queste due, infatti, le figure di riferimento per l’apertura del congresso – proposte in un video che ha ripercorso le tappe della storia politica della destra nazionale – che muove i primi passi a Casamassima sulla spinta (altrettanto storica) di Franco Pignataro, consigliere comunale di lungo corso, da 3 anni a riposo amministrativo, e che non sarà candidato alla prossima tornata elettorale.

E’ stata sua l’iniziativa di ricostruire il braccio destrorso cittadino ed è altrettanto sua l’ambizione di voler riunire il centrodestra casamassimese aggregando le altre forze che si muovono nella stessa area ideologica. “Dobbiamo essere la forza che aggrega non quelli che vengono aggregati”. Pignataro nel suo discorso, si è focalizzato prevalentemente su 3 punti: gli alleati, i funzionari comunali e i vecchi militanti. “Noi – ha sottolineato poi nel suo discorso – non possiamo vincere da soli. Fratelli d’Italia sarà alleata delle forze politiche tradizionali che compongono il centrodestra”, ma sulla vicinanza alle liste civiche – in particolare ad Autonomia cittadina, unica lista civica presente al congresso – Pignataro non ha lasciato intendere: “e con altre forze eventualmente civiche che anche stasera hanno manifestato la loro vicinanza pregressa, e l’auspicio che ci possa essere ancora questa vicinanza di idee”. Alleati, sì, “ma a una condizione: che ci siano persone presentabili. Perché con gli impresentabili abbiamo fatto i conti in passato, non siamo stati contentissimi di stare con gli impresentabili e io credo, non abbiamo nessuna voglia di tornare a stare in compagnia degli impresentabili” (il riferimento, seppur non esplicito, potrebbe andare a chi ieri sera era assente o non invitato).

Sul Comune di Casamassima ha precisato che “è un Comune che va – non riformato – ma azzerato e ricostruito. La burocrazia di quel Comune va completamente cambiata. In quel Comune c’è una burocrazia che ai massimi vertici – non i poveri impiegati, poveri cristi che sono anche vittime – un gruppo di funzionari che è inadeguato per questo paese, perché non è all’altezza della situazione, né in termini di competenze, né in termini di volontà, né in termini di capacità espressa”. “La sfida – ha continuato – sarà che il prossimo sindaco, quando arriverà su quel Comune, dovrà cominciare ad assumere atteggiamenti anche molto autoritari perché sennò quella burocrazia che c’è continuerà a fare il bello e il cattivo tempo come ha sempre fatto. E quel bello e cattivo tempo è soprattutto cattivo”.

“E’ necessario – ha concluso facendo riferimento soprattutto a Nicola Valenzano e Agostino Mirizio – che adesso questo gruppo di Fratelli d’Italia si completi con chi manca, in maniera attiva. Noi abbiamo alle nostre spalle una storia gloriosa della destra a Casamassima. Casamassima ha avuto nel Movimento sociale dei padri fondatori che ci hanno insegnato a vivere, prima ancora che insegnarci a camminare. Noi siamo stati bravi, capaci, esaltanti.. non siamo stati fortunati con gli alleati”.

Gli invitati

Tre le forze politiche invitate al congresso: Forza Italia di Rino Carelli, Direzione Italia di Gino Petroni, e Autonomia cittadina di Pinuccio Fortunato.

“Casamassima deve ripartire – ha subito detto Rino Carelli. L’alveo naturale ci ha sempre visti insieme. Io al fianco di Franco (Pignataro, ndr). Sono felice di essere qui. Perché Casamassima è assolutamente di centrodestra. Io – ha concluso Carelli – starò con chi vorrà ridisegnare la pianta organica del Comune di Casamassima”.

“Casamassima – è intervenuto Gino Petroni – è in agonia. Due anni di amministrazione inesistente. La scuola superiore è merito dell’amministrazione di centrodestra. Modestamente, del professor Schittulli e di Salvio Nacarlo e mio”.

“Casamassima non può più attendere”. Ha esordito così Piero Savino di Autonomia cittadina, delegato dal segretario Fortunato. “Il nostro intento – ha aggiunto è quello di trovare consensi su contenuti e programmi per la nostra città”.

Poi è stato il turno dei simpatizzanti e degli iscritti. “Casamassima – ha rimarcato Nicolino Acito – sta veramente regredendo. Qualcuno diceva dormitorio.. Se riusciremo a unire il centrodestra penso a un presidio dopo le 20 dei vigili, per esempio..”.

“È la prima volta – ha esordito Vito Tanzella – che vesto questi panni. Mi sento un po’ Giona, profeta a Ninive in missione per convertire il popolo”.

“La passione politica – sono state le parole di Agostino Mirizio, nel 2015 candidato alle regionali nel partito di Raffaele Fitto – non si dimentica. La destra ha un valore di cui altri si stanno impossessando, l’onestà. Intellettualmente e nella sostanza. Noi abbiamo bisogno di politici onesti e capaci. Il futuro? Per prima cosa: non vincere le elezioni, ma cercare di amministrare questo paese”.

“Casamassima – ha detto Nicola Valenzano, ex militante di An – non spicca su niente, ormai. Gli altri paesi ci hanno superato. Voglio esserci con chi ha un progetto.

“Non mi sono mai pentito – è Gerardo Spinelli a parlare – di aver aderito al Movimento sociale italiano. Mentre non ho mai avuto fiducia in Fini. Mi fa piacere che si ricostruisca la destra a Casamassima”.

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Un pensiero su “Casamassima, congresso Fratelli d’Italia: ritorno di fiamma per 21 tesserati. Assente illustre Cassano

  1. Franco Pignataro ha detto:

    Gentilissima Direttrice,
    desidero ringraziarla personalmente per l’attenzione che ha riposto nell’evento che ci ha riguardato, nonostante non avessimo avanzato un invito formale alla testata che dirige. Se lo vorrà, in futuro saremo ben lieti di informarla di altre iniziative, in un’ottica di reciproco rispetto e per il diritto/dovere di informazione di cui questo nostro paese natio ha tanto bisogno.

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