Altura, Centro studi de Romita e Lipu avevano trasmesso lo scorso 30 agosto una specifica sollecitazione al governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e al suo assessore all’Agricoltura Di Gioia sul Calendario venatorio 2017-2018 approvato dalla Giunta (Dgr1304 del 2.8.17).
Sulla scia delle istanze ambientaliste nazionali, anche in Puglia le associazioni hanno chiesto la cancellazione della stagione di Caccia, alla luce delle pesanti condizioni ambientali cui la fauna selvatica ha dovuto far fronte su vasta scala territoriale con ridotte possibilità di sopravvivenza: ripetute ondate di caldo rovente, incendi (la Puglia tra le regioni più colpite), siccità estrema.
“Invece – fanno sapere le associazioni in un comunicato congiunto – la stagione di caccia, ufficialmente apertasi il 17 settembre è stata favorita con la consueta deroga e la “PRE apertura” lo scorso 2 settembre! Le istanze invocate alle massime cariche regionali sono ancora lettera morta. Eppure, in subordine alla quanto mai opportuna sospensione della stagione venatoria, Altura, Centro Studi de Romita e Lipu avevano anche chiesto almeno misure minime di modifica al Calendario venatorio:  annullare la pre-apertura (ormai superata), ritardare l’inizio della stagione al 15 ottobre e soprattutto disporre giornate di caccia fisse e non a scelta del cacciatore”.
“Misure – dicono – di buon senso! A maggior ragione se si pensa che l’Ispra, massimo e autorevole organo scientifico in materia, si era pubblicamente espresso in questa direzione con una nota indirizzata alle Regioni, affermando proprio che la situazione meteorologica 2017, aggravata da una drammatica espansione sia del numero degli incendi sia della superficie percorsa dal fuoco ….., comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna in ampi settori del territorio nazionale e rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie. Nella nota ISPRA si legge ancora: … si ritiene che…. in occasione della prossima apertura della stagione venatoria, vadano assunti provvedimenti cautelativi atti a evitare che popolazioni in condizioni di particolare vulnerabilità possano subire danni, in particolare nei territori interessati da incendi e condizioni climatiche estreme nel corso dall’attuale stagione estiva”. Come se non bastasse, la Puglia naviga a vista con un Piano Faunistico Venatorio vecchio e inadeguato ma  prorogato per l’ennesima volta mentre la revisione di questo strumento di programmazione è ancora in cantiere.
Dulcis in fundo, è approdata in Consiglio Regionale (convocazione per il 20 settembre) la proposta di legge in materia (a firma Pentassuglia e Gatta) che, con la necessità di dover adeguare la norma regionale al recepimento delle Direttive Comunitarie di fatto si muove in direzione opposta e peggiorativa!
Altura, Centro Studi de Romita e LIPU chiedono quindi al governatore Emiliano di dimostrare con i fatti quale sia la sensibilità del Governo regionale pugliese in materia di protezione della fauna selvatica, almeno alla luce di una situazione ambientale senza precedenti”.
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