di Marilena Rodi

Tira aria di tempesta nel Partito democratico casamassimese. Dopo il fallimento dell’amministrazione Cessa – decantata durante la campagna elettorale come ‘la differenza’ rispetto al passato – conclusasi con la sonora bocciatura in consiglio comunale venerdì scorso, 28 luglio, ora è tempo di riflessioni politiche nel partito. Soprattutto è tempo per il gruppo dirigente di tirare le somme e prendere decisioni strategiche per il futuro. La divisione interna al Pd, tuttavia, ormai nota da tempo – e resasi eclatante con il licenziamento (senza giusta causa, peraltro) degli assessori piddini Andrea Palmieri, Antonietta Spinelli e Rocco Bagalà – pare stia sortendo i suoi effetti.

“I panni sporchi si lavano in casa”, si dice, e il Pd – che ha sostenuto Cessa fino all’ultimo con un rocambolesco appoggio esterno – ora dovrà fare i conti con l’emorragia dei vecchi militanti storici, che mai avevano accettato di buon grado la rottamazione e la sua filosofia, e che ora starebbero per fare le valigie. Pinuccio Castellano, Giacinto Rella (che già a conclusione della campagna elettorale aveva storto il naso per le modalità di propaganda espresse), Andrea Azzone: sarebbero questi i primi nomi ad abbandonare il Pd e che starebbero per approdare in Articolo 1, Movimento democratico e progressista fondato da Massimo D’Alema.

A questi potrebbero aggiungersi Chelluccia Acito e Antonietta Spinelli, già palesemente contrarie alla gestione-Bizzoco nella crisi di fine anno e alla successiva defenestrazione degli assessori Pd. Andrea Palmieri, enfant prodige e vicino anch’egli alla vecchia guardia, al momento non avrebbe ancora espresso una scelta. Così come potrebbero restare nel Pd Rocco Bagalà e Fabio Nanna (da sempre l’alternativa giovane nel partito).

Sul futuro politico di Cessa si nutrono forti dubbi. Mentre, chi è rimasto al di fuori del giochi politici attivi, ma che dalle quinte ha sempre seguito la storia locale – riabilitando la propria figura amministrativa – e talvolta contribuendo al dibattito politico e pubblico, sarebbero Vito De Tommaso e Alessio Nitti, ex sindaco ed ex vicesindaco. Due figure assai vicine a LiberaCasamassima, la compagine civica che ha determinato tempi e modi del crollo del primo cittadino eletto al ballottaggio il 14 giugno 2015.

Insomma, il segretario politico Adriano Bizzoco ne esce con le ossa rotte.

vito de tommaso“È la seconda volta che Vito De Tommaso viene associato ad Alessio Nitti”. A parlare è propio l’ex sindaco a proposito di quanto da noi riportato. “Personalmente – aggiunge – non sono stato mai vicino a LiberaCasamassima pur non rinnegando il passato amministrativo con Alessio e la personale amicizia con lo stesso. Anzi dal primo momento, ho sempre sostenuto che LiberaCasamassima non era una lista in appoggio al Pd e che avrebbe procurato seri fastidi al partito. Infatti, la richiesta di azzerare gli assessori del partito è stata la trappola in cui è caduto, un pò ingenuamente, il sindaco. Perché secondo me un partito ben strutturato non può nè deve accettare ricatti politici da liste civiche che durano il tempo che trovano. Sono e resto un libero cittadino che credo ancora nel Pd”.

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2 pensieri riguardo “Casamassima, si fa presto a dire Pd. Scissione in vista?

  1. Quando il gatto non c’è i topi BALLANO, XCHE SONO SOLO TOPI DI *, TRADITORI . Vedremo in futuro cosa dovrete fare, vi ricordo che ANTONIO non c’è più

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