Casamassima, il Pd nel ciclone. Il capogruppo Manzari potrebbe dimettersi

di Marilena Rodi

Sarebbe convocato per oggi pomeriggio il consiglio comunale con all’ordine del giorno un paio di patate bollenti per il sindaco e per i consiglieri. Oltre a ratificare le dimissioni della consigliera di Rivoltiamo Casamassima Mariagrazia Palmieri e dunque l’ingresso in assise cittadina del primo dei non eletti della stessa lista, tra i punti da discutere ci sarebbero anche la costituzione della Commissione speciale e della Commissione d’inchiesta. La prima per far luce sulle dichiarazioni circolate su presunte illegittimità (dell’ente? del consiglio? del sindaco? della giunta?), la seconda per indagare alcuni aspetti collegati alla gestione del servizio di igiene urbana sul territorio.

Ma mentre questi argomenti sarebbero di interesse per la minoranza consiliare – che ha chiesto formalmente questo consiglio il 16 gennaio scorso – quelli dibattutti nelle sedi delle forze politiche di maggioranza, in particolare il Pd, sarebbero altri in questo momento.

Tanto per cominciare ci sarebbe la crisi politica che ha portato alle dimissioni del sindaco e poi al cambio-giunta ancora in piedi. La ferita aperta della lacerazione interna al Partito democratico brucia ancora e gli ex assessori defenestrati non restano a guardare. Il loro bottino di voti ha permesso a Vito Cessa di diventare sindaco di Casamassima e – stando a quanto raccolto in questi giorni – l’accordo di nominare assessori i più suffragati del partito esisteva prima dell’elezione. Come si può gettare a mare un consenso così ampio? Facendo a meno di tutti quei voti verrebbe meno il consenso al sindaco. Se n’è reso conto Cessa?

Vi sarebbe poi la questione verifica-politica. L’operato della giunta è stato vagliato? Da chi? Cosa sarebbe emerso? Chi avrebbe rallentato l’amministrazione? Non si sono fatti nomi e cognomi ufficialmente, ma il sindaco dimissionando gli assessori è come se quei nomi e cognomi li avesse fatti. E loro, gli ex, non ci stanno. Da più versanti (provinciale, regionale, parlamentare) arrivano strali sulla decisione di estromettere quegli ex dall’azione amministrativa. A chi oggi si interroga del motivo per il quale i Ginefra, Losacco e Antonicelli stiano intervenendo sulle questioni locali, possiamo rispondere questo: il consenso degli ex assessori è anche il consenso a livello superiore. Funziona così la politica nei partiti. E se i livelli superiori si rendessero conto che un sindaco ha fucilato circa 1000 voti (come fu di Birardi, sostanzialmente), il partito fa ammenda sulla scelta del sindaco e prende provvedimenti.

Che provvedimenti saranno adottati sul Pd casamassimese? Le lotte intestine al partito potrebbero provocare una spaccatura anche nella delegazione consiliare? Antonio Manzari, capogruppo del Pd in consiglio, potrebbe essere in imbarazzo circa eventuali decisioni drastiche che il partito vorrà adottare nei confronti del sindaco Cessa (suo cugino). Allora l’ipotesi politica di scaricare la patata bollente al primo dei non eletti – che sarebbe, guarda caso, il segretario del Pd locale, Adriano Bizzoco – non sarebbe così remota.

Intanto per oggi si attende di sapere se il consiglio comunale si svolgerà regolarmente.

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