di Marilena Rodi

Non tira buona aria politica a Cellamare nell’ultimo periodo. O almeno questo è quello che sembra. Il sindaco della città, Michele De Santis, ritira le deleghe a un assessore di Iniziativa democratica (l’ex sindaco Michele Laporta, in particolare) e per solidarietà politica si dimette anche un assessore del Pd (il segretario del partito locale Gianluca Vurchio, nel dettaglio); e una consigliera (la capogruppo di Iniziativa democratica Eliana Zammataro) rimette le proprie deleghe nelle mani del primo cittadino.

La causa dello tsunami politico potrebbe essere un malinteso su un provvedimento amministrativo, ma quello che formalmente è accaduto pare invece correre sul filo del ‘rispetto istituzionale’. Andiamo per ordine e riavvolgiamo il nastro.

“Dopo l’azzeramento della giunta, la revoca del vicesindaco, le revoche degli assessori per turnazione, questa volta la revoca è toccata a me”, commenta Laporta. “Per decreto del sindaco – dice l’ex sindaco – sono stato estromesso dalla giunta comunale. Un gesto di grave irresponsabilità e di mancanza di rispetto nei confronti di tutti quei cittadini che hanno espresso fiducia nella mia persona e che si sentivano da me rappresentati nell’attuale governo cittadino. Non sono affatto deluso – continua Laporta – della mia esclusione dalla giunta, anzi mi sento liberato da una gestione ‘padronale’ del nostro Comune che non condivido assolutamente. Se penso a quanto impegno ho profuso nelle ultime elezioni comunali per portare la lista civica ‘Uniti per Cellamare’ alla terza vittoria consecutiva proponendomi anche da garante per altri, allora certo la delusione ci sta. Continuerò comunque a servire il nostro paese da semplice consigliere comunale, così come l’ho servito per 10 anni da sindaco. Considerata la gravità sul piano politico di quanto accaduto – conclude – in accordo con i livelli provinciali e regionali, il gruppo consiliare Iniziativa democratica (Laporta, Zammataro), nel prosieguo della consiliatura assumerà decisioni e scelte autonome rispetto all’attuale maggioranza”.

“Caro Michele – sarebbe invece la posizione della consigliera Eliana Zammataro, capogruppo di Iniziativa democratica in consiglio comunale – nel ringraziarti per l’opportunità e la fiducia accordatami, non posso tuttavia esimermi dal rilevare come il clima politico instauratosi negli ultimi giorni sia divenuto insostenibile e per me non condivisibile soprattutto laddove esso si estrinsechi attraverso l’assunzione di determinate scelte politiche e la conseguente adozione di provvedimenti amministrativi dai quali dissento. Certa della comprensione del mio agire – conclude – rimetto nelle tue mani le deleghe a Cultura e Pari opportunità continuando a svolgere il mio ruolo di consigliera comunale”.

“Ultimamente – è il commento di Gianluca Vurchio, segretario del Partito democratico di Cellamare e assessore dimissionario – sono venute a crearsi condizioni particolari che mi hanno impedito di poter lavorare in assessorato con tranquillità e serenità. Mi sono dimesso per senso di responsabilità politica e per coerenza. La politica è cosa seria ed è servizio. Abbiamo il dovere di pensare ai problemi della gente, a quelli della nostra comunità, non ad altro. Al momento, non vi sono le condizioni affinché la mia persona possa continuare a far parte della giunta comunale. Questo – conclude – non vuol mostrare assolutamente un senso di sfiducia, anzi. Continuerò nell’impegno con maggiore scrupolosità e attenzione a solo beneficio della comunità cui appartengo e a cui sono profondamente legato”.

Tutto sarebbe cominciato – stando a quanto riferito dal sindaco – a fine dicembre, quando l’assessore Michele Laporta in una pec a lui indirizzata, avrebbe fatto presente che “a seguito della nomina a componente della III commissione della città metropolitana di Bari (viabilità, edilizia scolastica, ambiente, pubblica istruzione, sport, politiche giovanili, protezione civile) e ricoprendo già da tempo la funzione di consigliere delegato al Bilancio e alla programmazione economica, in qualità di assessore comunale intende rimettere la delega ai contratti e agli appalti”. “Ciò – scriverebbe Laporta – mi potrà consentire di seguire con maggior dedizione le deleghe ai Lavori pubblici e alle attività produttive”. “Preso atto della richiesta dell’assessore Laporta – spiega ai nostri microfoni De Santis – ho ritenuto procedere alla revoca dell’assessore per metterlo nelle condizioni più favorevoli e serene per svolger al meglio e senza ulteriori impegni le funzioni di consigliere della città metropolitana”. “Sulle dimissioni di Gianluca Vurchio – fa sapere invece il sindaco – posso dire che le ho già respinte”.

Fin qui le formalità e le solidarietà politiche. Sullo sfondo, tuttavia, come inizialmente accennato, ci sarebbe una richiesta di revoca in autotutela (richiesta da Laporta) che avrebbe dovuto espletare l’ente su un provvedimento riguardante l’acquisto degli arredi della nuova sala consiliare allocata presso il Castello Caracciolo, ammontante a circa 18mila euro, ma non ancora effettuata.

Le scintille, intanto stanno producendo prime fiamme. Per lunedì prossimo, 6 febbraio, infatti, il sindaco De Santis è stato convocato dal Partito democratico di Cellamare per discutere la questione politica. Lunedì mattina, invece, il coordinatore di Iniziativa democratica Alfonso Pisicchio invierà un documento alla segreteria provinciale del Pd per sottolineare l’accaduto.

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Un pensiero riguardo “Cellamare, terremoto politico: sindaco revoca assessore. Insorgono i partiti

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