chelluccia-acitodi Marilena Rodi

Domenica Acito, detta Chelluccia, militante storica del Partito democratico, ha preso una “decisione sofferta”: uscire dal partito che per molti anni l’ha vista impegnata in prima persona sia nelle attività politiche del partito stesso, sia in quelle istituzionali nell’amministrazione cittadina ai tempi di Vito De Tommaso sindaco. “Ho riflettuto molto – riferisce ai nostri microfoni – e mi sono presa del tempo per cercare un motivo, una logica, qualcosa che mi facesse comprendere l’atteggiamento del mio partito. Ma non li ho trovati. Per questo ho già consegnato la mia tessera al segretario. Ritengo – dice rammaricata – sia accaduta una cosa grave, gravissima. Sono stati decapitati gli organi istituzionali del partito e dell’amministrazione e quel che è peggio è che il partito è silente”.

È un fiume in piena, Chelluccia Acito, donna di sinistra da moltissimi anni al servizio del partito e della comunità. “Io non posso stare – sottolinea – in un partito dove ci sono delle logiche non logiche, confuse e nebulose. Io voglio chiarezza, e per questo auspico che il Pd di Casamassima venga commissariato. Spero che l’organo provinciale intervenga facendo chiarezza su tante cose”.

“Ho letto le dichiarazioni che il sindaco ha rilasciato in occasione della conferenza stampa – ha proseguito – in cui presentava la nuova giunta. Non una parola sull’operato degli assessori uscenti? E soprattutto, che significa che il lavoro era rallentato? Non ho capito. A cosa si riferiva?”. “Se c’è un problema – ha detto poi – si discute nel partito come risolverlo. Chi lo ha preceduto – e mi riferisco ai due sindaci eletti con il Pd, Vito De Tommaso e Paola Susca – ha affrontato la situazione sempre insieme al coordinamento del partito, non da solo. Non un confronto stavolta. Non so quali fossero i problemi, non so quali fossero le criticità. Se il lavoro era rallentato a quali deleghe si riferiva? Perché il partito non ha effettuato una verifica politica alla presenza di sindaco, assessori e coordinamento? Io non ho visto nulla di tutto questo. Io sono una persona lineare e logica, mi sono sforzata di trovare una linea politica e una logica in questa scelta, ma non le ho trovate”.

Se il sindaco – sarebbe il ragionamento – ha un problema politico non azzera la giunta, ma si dimette. Fermo restando, che la verifica politica sarebbe dovuta essere su tutte le deleghe (quindi anche le sue), e non solo su quelle degli assessori che hanno concorso alla sua elezione e poi sono stati defenestrati ‘senza giusta causa’. Hanno lavorato male? Non hanno rispettato il mandato elettorale? “Doveva – ha spiegato – essere valutato l’operato di tutti. Per quanto riguarda le deleghe del sindaco: c’è stato un lavoro svolto? Si sono raggiunti degli obiettivi? È stato prodotto qualcosa? Se sì, sono grata per il lavoro svolto; se no, dal mio punto di vista, anche lui dovrebbe essere azzerato”.

Da che mondo e mondo politico – diciamo – si fanno fuori i maggiori suffragati? “Il voto – è la riflessione – esprime consenso e il consenso esprime fiducia. Agli eletti (defenestrati, ndr) non è stata data la possibilità di fare qualcosa per la comunità che li ha eletti”.

Le regole nel gioco si stabiliscono all’inizio e qui, evidentemente, qualcosa non quadra.

“Quello che mi ha ferita – ha puntualizzato – come militante del Partito democratico – è proprio questo. Che sono stati tagliati fuori gli organi istituzionali del Pd e il Pd è come se avesse accettato questo fatto e basta. Addirittura all’interno del Pd si è deciso di continuare a stare al tavolo della maggioranza: per me è un fatto grave. Ho chiesto che il Partito democratico prenda le distanze dal sindaco e dalle sue scelte”. “Io forse sono la voce stonata – ma ringrazio quanti hanno fatto sentire altre voci stonate nel Pd – e ho sempre sollevato critiche esponendo il mio punto di vista logico e lineare. Questa confusione, questa nebulosità mi hanno portata a questa decisione, di uscire dal partito di Casamassima”. “C’erano altre candidature – ha voluto ricordare – che sostenevo, ma la linea del partito è stata quella di scegliere Cessa e io, educata ad allinearmi, ho fatto propaganda elettorale con onestà intellettuale, con gioia e passione. Ci ho messo la faccia. Adesso incontro le persone per strada che mi chiedono cosa stia accadendo nel partito e io non so rispondere: sono confusa”.

“Mi guarderò intorno”, ha aggiunto Chelluccia Acito. Come dire, questione di rispetto. “Questo è il momento dei movimenti, delle persone che costituiscono dei gruppi.. Se io dovessi trovare un gruppo di persone chiare, lineari come me, io supporterò queste persone. Nonostante l’età sono ancora con piene facoltà mentali; non ho velleità di poltrone, ma mi piace vedere la passione e la voglia di prendere un impegno per la comunità e portarlo avanti”.

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Un pensiero riguardo “Casamassima, Chelluccia Acito: “Esco da Pd. Situazione nebulosa, intervenga il provinciale”

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