Casamassima, scuola Marconi: “atti vandalici causa di infiltrazioni”

Un atto vandalico. Sarebbe questa la causa dell’infiltrazione riscontrata al soffitto in una classe del piano rialzato e del corridoio, della scuola elementare Marconi di Casamassima. A farlo sapere, in una nota stampa, il Comune di Casamassima, proprietario dell’immobile. “Nei giorni scorsi – è riportato nella nota – durante la chiusura dell’istituto, ignoti si sarebbero introdotti al primo piano della struttura, rompendo la plastica di protezione di un idrante e aprendo il rubinetto. Con la conseguenza che l’acqua, circa 2000 litri, si è riversata sul pavimento, allagando il corridoio e infiltrandosi fino al soffitto del piano di sotto”. scuola-marconi

“Non risultano – continua – come constatato dal personale dell’ufficio tecnico comunale arrivato sul posto già il 10 gennaio scorso, danni all’impianto elettrico: tutti gli impianti – come verificato sempre dal servizio tecnico comunale – sono perfettamente funzionanti e in sicurezza. Quanto all’atto vandalico, il Comune sta procedendo a presentare denuncia ai Carabinieri”.

“In merito a lievi infiltrazioni dal tetto – agginge – queste ultime causate invece dalla neve, la situazione – come constatato sempre dall’ufficio tecnico – è sotto controllo e non desta preoccupazione. In ogni caso, per risolvere questo inconveniente, già all’attenzione dell’ufficio preposto, sono stati previsti interventi per 50mila euro complessivi”.

Nella zona a breve – secondo quanto riferisce la nota – saranno istallate telecamere di sorveglianza con i finanziamenti ottenuti dalla Città metropolitana di Bari.

Fin qui la cronaca secondo quanto comunicato ufficialmente dal Comune. Qualche dubbio sulla vicenda, tuttavia, non mancherebbe. E adesso vi spieghiamo perché. Nella foto (allegata alla nota stampa e pubblicata dal sindaco Vito Cessa sulla sua bacheca di facebook) sembrerebbe l’idrante del piano terra (notare il particolare della porta accanto, anche se risulta difficile capire quale sia vedendo solo la foto), per cui ci pare strano (difficile?) che l’acqua versata sul pavimento del piano terra sia salita fino al soffitto del piano di sopra (a proposito, ma ieri nessuno si è accorto dell’idrante fuori posto?). Altra cosa: oggi è 13, il sopralluogo sarebbe avvenuto il 10 e i tecnici avevano già riscontrato l’infiltrazione. Motivo questo, che ci farebbe pensare che l’atto vandalico non fosse ancora avvenuto. L’ultima perplessità riguarderebbe i 2mila litri: come li avranno misurati?

Insomma, il dubbio è che si tratti di un doppio danno: l’infiltrazione al soffitto del piano di sopra a prescindere dall’atto vandalico (quest’ultimo da condannare in ogni caso). Cosa sarà accaduto?

(ore 19.50) Precisiamo. Abbiamo avuto modo di sapere che la porta è quella del primo piano e non del piano rialzato (la scelta dei termini ci ha tratto in inganno, così come “il tetto”). In ogni caso ci sfugge il  perché la comunicazione dell’episodio (sopralluogo-atto vandalico-denuncia) del 10 gennaio sia stato reso noto alla stampa solo oggi. A questo punto sarebbe utile eseguire una perlustrazione di tutti gli ambienti scolastici, potrebbero esserci altre infiltrazioni.

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