di Marilena Rodi

“Il sindaco e l’assessore non hanno mai detto che la Rodari sarebbe stata riaperta il 31 gennaio. E la stampa non deve fare disinformazione”. Vito Cessa, sindaco di Casamassima, 15 dicembre 2016, aula consiliare.

Già, ci risiamo..

Allora (per far parlare gli atti e non le opinioni personali) siamo andati – con l’aiuto dei genitori che ricordano tutto – a rileggere quello che il sindaco scriveva sulla sua pagina pubblica di facebook il 12 novembre: “La fine dei lavori è prevista per la fine del mese di gennaio”. Poi lo confermava il 15 novembre, sempre sulla sua pagina pubblica: “L’ordinanza – scriveva riferendosi alla chiusura della scuola – si è resa necessaria affinché i lavori alla Rodari terminino entro gennaio 2017, come da contratto, perché gli interventi già in corso alla Rodari comunque già stavano causando all’utenza interferenze correlate a polveri, rumori e disagi ambientali, e anche in virtù del fatto che la realizzazione delle opere progettate e autorizzate debba avvenire a struttura ‘scarica’, quindi in assenza di utenze scolastiche”.

Approfittiamo per chiedere, dunque:

1. I lavori che hanno interessato l’abbattimento dell’intercapedine (la quale rimozione avrebbe poi dato luogo alle crepe) sono di natura strutturale?

2. Se sì, perché i lavori che hanno interessato l’abbattimento dell’intercapedine sarebbero stati svolti a struttura ‘carica’?

3. Quei lavori erano autorizzati?

Domanda del secolo:

Le scuole possono definirsi ‘Edifici di interesse strategico e opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile’, nonché ‘Edifici e opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso’?

In base a questo capiremmo tante cose. Ce ne bastano, un paio, per ora.

Per esempio che se la scuola ricadesse nella suddetta identificazione, ci resterebbe da capire quali norme regolerebbero il trattamento di tali manufatti.

Cominciamo a esaminare: Casamassima quale classificazione sismica ha ottenuto? Secondo l’archivio nazionale risulterebbe 3 (le classi sarebbero 4: 1 e 2 alta e media sismicità; 3 e 4 bassa sismicità).

Cosa prevedrebbe la norma nazionale rispetto all’iter da seguire per i lavori riguardanti i manufatti della descrizione succitata nella domanda del secolo? Risposta: la norma prevedrebbe l’esame preventivo dei contenuti tecnici delle progettazioni strutturali, verificando che gli stessi siano conformi alle Ntc vigenti.

Poi, e ci fermiamo qui, dall’1 gennaio 2011 l’acquisizione dell’atto autorizzativo da parte dell’amministrazione comunale, è propedeutica al rilascio del Permesso di costruire, o all’inizio dei lavori. Questa procedura, prevista di default per le zone 1 e 2, sarebbe stata adottata dalla Regione Puglia nel 2010 anche per le zone 3 e 4, relativamente a quei manufatti descritti nella domanda del secolo.

Ora chiediamo: le scuole ricadrebbero in quella descrizione?

Il Comune avrebbe adempiuto a quanto in capo ad esso?

Le domande che ci poniamo e che condividiamo in pubblico hanno il solo scopo di aiutarci a capire, visto che domandare è lecito (e che i tempi per la riconsegna della scuola Rodari si stanno dilatando).

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