Regionali, arresti per voto di scambio. Le reazioni del mondo politico. Armando Giove già responsabile provinciale di Realtà Italia

“Gratitudine e apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura – commenta Erio Congedo, consigliere regionale espressione di Cor, Conservatori e riformisti – che con l’odierna operazione antimafia dimostrano da un lato la loro capacità di contrasto al fenomeno malavitoso, ma dall’altro che tale fenomeno non è ancora completamente sconfitto. Questo dovrebbe servire a noi tutti, politica compresa, che non si deve abbassare la guardia, come confermano tristemente i recenti fatti di sangue e chiariscono, al di là di ogni dubbio, che occorre il contributo, la passione e il coraggio di tutti, famiglie, scuola, istituzioni pubbliche, imprese private e politica. La lotta alla Sacra corona unita sarà efficace solo se contro di essa ci sarà un’alleanza sociale”. Gli fa eco il collega di Cor, Ignazio Zullo: “Non possiamo – fa sapere – non unirci alle congratulazioni alle forze dell’ordine e alla magistratura, espressa dal presidente della Regione, per l’operazione che ha permesso di far venire alla luce contaminazioni di voto di scambio nelle scorse regionali. Quello che invece non condividiamo e dal quale prendiamo le distanze è la lezione di morale che Emiliano vuole impartire. Intanto perché il centrosinistra in quella particolare competizione elettorale si caratterizzò proprio per comportamenti di altri candidati consiglieri regionali, non solo quello coinvolto in questa operazione, che ebbero comportamenti non proprio trasparenti e morigerati. Emiliano non può fare lezioncine a posteriori e non essersi accorto di niente mentre questi illeciti avvenivano. Inoltre è bene chiarire che i voti, anche di coloro che non sono eletti, servono a stabilire le consistenze della maggioranza e della minoranza e quindi influenzano la spartizione dei seggi all’interno del Consiglio regionale fra i vari partiti. Emiliano quindi la smetta di fare “Alice nel Paese delle meraviglie” che in quella campagna elettorale di “meraviglie” ne abbiamo viste davvero tante”.

“Non si contano più – recita una nota del gruppo consiliare alla Regione dei 5 stelle – i casi di presunto o meno “voto di scambio” ad opera di candidati inseriti nelle liste a supporto del presidente Michele Emiliano e che di fatto, hanno contribuito all’elezione dell’attuale governatore. Ricordiamo lo scandalo che aveva coinvolto il candidato Filomeno, le indagini sulla candidata di centrosinistra Anita Maurodinoia “lady preferenze” e oggi arrivano le manette per Armando Giove, di 47 anni, factotum del politico Natale Mariella, che si presentò alle elezioni regionali del 2015 in Puglia con la lista «Popolari» a sostegno di Michele Emiliano. Tutti candidati che per fortuna non sono stati eletti, tuttavia non possiamo non segnalare come nonostante le prese di distanza del governatore, quasi tutti questi soggetti (o parenti) hanno trovato una collocazione proprio per mano di Michele Emiliano: Alessandro Cataldo, il cugino del marito di Anita Maurodinoia è stato nominato a capo dell’Adisu e lo stesso Natale Mariella è stato nominato nel consiglio di amministrazione della Camera di Commercio di Bari. Negli stessi banchi della maggioranza di Emiliano siedono consiglieri condannati o rinviati a giudizio che hanno portato altri voti al governatore e chissà forse per questo non abbiamo mai sentito dire una sola parola contro queste persone, dall’ex magistrato antimafia Emiliano”.

Armando Giove, già responsabile provinciale di Realtà Italia, era tra i sostenitori dell’attuale amministrazione di Casamassima. Alle nostre telecamere – lo ricordiamo solo per la cronaca – aveva sostenuto come referente della lista civica il confronto post-primarie.

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