Palazzo Monacelle ospiterà un museo, pronti 320mila euro per gli allestimenti

di Marilena Rodi

La città metropolitana ci mette i soldi (del governo Renzi), il Comune ci ha messo l’iter amministrativo e la Fondazione Mons. Sante Montanaro ci mette patrimonio e start up nella progettazione. Un obiettivo condiviso, finalmente. E così, 320mila euro saranno destinati all’allestimento museale di uno dei piani di Palazzo Monacelle, sede del patrimonio che don Sante lasciò alla comunità casamassimese.

Francesca Barone

Francesca Barone

“L’allestimento – fa sapere Francesca Barone, assessora al centro storico – è stato pensato come una struttura in cui all’esposizione tradizionale di documentazione storica, testi e tele si integra con un ruolo fondamentale un allestimento multimediale costituito da ipertesti, proiezioni e/o visioni tridimensionali e percorsi didattici multimediali polisensoriali, tali da garantire l’accessibilità ad un’utenza molto vasta. La fruizione dei materiali audiovisivi e ipermediali sarà l’elemento dell’integrazione tra le collezioni esposte e un sistema informativo digitalizzato finalizzato al coordinamento e alla valorizzazione massima del patrimonio museale”. “Nello specifico – continua – le opere e gli scritti consultabili rappresenteranno un assaggio di quanto rivelato in un percorso di ascensione culturale, dal primo al terzo piano di Palazzo Monacelle: mostre temporanee garantite dalla stipula e la gestione di patti di gemellaggio con musei nazionali e internazionali e dal coinvolgimento delle associazioni culturali locali aderenti alla Fondazione Mons. Sante Montanaro; mostra permanente del prezioso patrimonio lasciato dall’illustre concittadino Don Sante Montanaro a Casamassima; valorizzazione di opere d’arte e libri dal valore inestimabile sono solo alcune delle ipotesi culturali che questo contenitore urbano potrebbe accogliere in un percorso che conduce i visitatori anche in un luogo adibito all’organizzazione di corsi di recupero del materiale librario, catalogazione e sensibilizzazione al patrimonio artistico culturale, rivolti ai bambini delle scuole, ragazzi ed adulti”.

“Il finanziamento – commenta Andrea Palmieri, assessore alle Opere pubbliche – è un atto consequenziale della delibera Cipe con cui la città metropolitana raccoglieva le istanze del territorio. Casamassima ha ottenuto a oggi 715mila euro (per Palazzo Monacelle, per la ztl nel centro storico e per la dotazione di 50 telecamere di videosorveglianza), ma altri 300mila euro circa di fondi pubblici sono in attesa di essere sbloccati”.

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Il tuor di Palazzo Monacelle durante la giornata di studio

Ma torniamo a Monacelle. Come nasce l’idea del museo?

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Nica Ferri

“Nasce il 23 aprile scorso – racconta Nica Ferri, presidente della Fondazione Mons. Sante Montanaro – durante una giornata di studio organizzata dalla fondazione, titolata ‘Talenti in bottega’, e che ha visto coinvolti i giovani talenti casamassimesi. L’idea è stata quella di favorire il confronto tra giovani risorse per immaginare una fruizione della location storica rinnovata e/o riprogettata. Il primo step, quindi, è stato il confronto sulle idee e sulla vita della fondazione in questa storica location. Architetti, ingegneri, geometri, economisti, agronomi, esperti di allestimento museale, letterati e filosofi, archeologi, critici d’arte, archivisti ed esperti in restauro hanno prima preso visione dell’intero Palazzo Monacelle e poi si sono confrontati sul futuro di questo bene storico. I giovani professionisti – continua – sono stati suddivisi in 3 gruppi multidisciplinari e hanno prodotto 3 soluzioni, tutte molto interessanti. Quella che più si avvicinava alla vocazione storica del bene è stata quella che vede il recupero del conservatorio con la possibilità di allestire un piano per una scuola di musica (visto che non manca l’auditorium), un piano per la pinacoteca e il museo dedicati a don Sante, e il piano terra

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Vito Labarile

per l’interazione con il territorio (per esempio spazi per l’agricoltura e i prodotti tipici locali, eventi e caffè letterari). In questo lavoro di visione, fondamentale è stata la guida di Vito Labarile, esperto project manager, già manager della cultura per il Comune di Bari ai tempi di Emiliano, e attuale componente del collegio degli esperti per la Regione Puglia in ambito Cultura”. “Il lavoro non è finito – conclude – e a breve prevediamo di organizzare una nuova giornata di studio. Il secondo step ci vedrà coinvolti nella progettazione del soggetto di gestione”.

“L’esigenza di un rinnovamento/progettazione dell’allestimento esistente – conclude l’assessora Barone – risponde all’esigenza di migliorare la leggibilità del complesso edilizio da parte del pubblico attraverso una ridefinizione del percorso museale e dell’esposizione che aiuti a creare degli insiemi omogenei facilmente percepibili dai visitatori e attraverso un adeguato supporto espositivo-multimediale, adeguato agli standard museali contemporanei”.

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