La Regione Puglia istituirà il fondo regionale a sostegno dell’editoria. E’ quanto previsto da una proposta di legge presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Napoleone Cera (Popolari) Peppino Longo (vicepresidente del Consiglio regionale), Michele Mazzarano (PD), Sabino Zinni (Emiliano sindaco di Puglia, Alfonso Pisicchio (La Puglia con Emiliano) e l’assessore al lavoro Sebastiano Leo.

“La Regione Puglia – ha spiegato il vicepresidente del Consiglio Longo – in conformità ai principi costituzionali ed a propri principi statutari, promuove e sostiene il pluralismo dell’informazione e della comunicazione locale come bisogno individuale e di valore collettivo, al fine  di garantire e favorire la crescita sociale e culturale de propri cittadini e la loro effettiva partecipazione all’organizzazione politica  economica e sociale della Regione”. “Abbiamo voluto – ha aggiunto – dare una risposta alla grande preoccupazione che esiste non solo per l’irrinunciabile ruolo dell’informazione quale presidio di pluralismo e democrazia, ma anche per i livelli occupazionali messi a rischio, soprattutto per i giovani che vi lavorano, in molti casi già in condizioni di precarietà. A fronte di questa difficile situazione  vogliamo iniziare un serio percorso per entrare concretamente  nel merito delle principali problematiche”, ringraziando per il lavoro svolto e l’impegno profuso in proposito il capogruppo dei Popolari, Napoleone Cera. “La proposta – ha detto proprio quest’ultimo – punta su due aspetti: la qualità del prodotto, che la legge incentiva (anche nella sua forma online), e la qualità del rapporto di lavoro, che la legge tutela, tanto da diventare requisito fondamentale per accedere alle risorse che la Regione metterà a disposizione”.

“La crisi che attanaglia il settore preoccupa – ha invece sottolineato Mazzarano – perché il pluralismo è democrazia è dialettica democratica. Siamo appassionati del rispetto delle regole  e questa legge è sicuramente uno strumento che va in quella direzione”. “Una democrazia – ha commentato Alfonso Pisicchio – deve necessariamente passare attraverso l’esistenza di una informazione plurale”.

L’assessore Leo ha manifestato la disponibilità del Governo a sostegno dell’iniziativa legislativa anche perché “la Giunta regionale entro novanta giorni dalla entrata in vigore della legge di bilancio acquisito il parere del Corecom e sentita la competente commissione consiliare dovrà definire il programma annuale degli interventi da finanziare nei limiti dello stanziamenti annuali previsti” .

Le risorse che concorreranno alla realizzazione di quanto previsto dalla proposta di legge saranno in parte da fonti europee, altre nazionali  ed anche da bilancio antonomo.

Questa proposta di legge ha quindi come obiettivi il sostegno alle imprese e agli altri soggetti operanti nel settore dell’informazione e della comunicazione nell’ambito della nostra regione, al fine di promuovere sul proprio territorio la molteplicità di operatori; incentivare l’occupazione nelle imprese e negli altri soggetti operanti nel settore dell’informazione, promuovere  la tutela del lavoro della sua qualità e  professionalità, nel rispetto della disciplina contrattuale del settore e della normativa dettata in materia di equa redistribuzione del lavoro giornalistico; sostenere il processo di innovazione tecnologica del sistema delle  telecomunicazioni e radiotelevisivo e del sistema di produzione e distribuzione e vendita dei prodotti editoriali anche favorendo la definizione di adeguati interventi formativi e di aggiornamento; riconoscere la comunicazione istituzionale parte integrante  dell’azione della pubblica amministrativa ed operare per promuovere a livello regionale e locale una informazione trasparente ed esaurente sull’operato della pubblica amministrazione, al fine d concorrere a rendere effettivo il diritto del cittadino ad essere informato su attività e funzionamento delle istituzioni.

I destinatari di questa disciplina saranno tutte le emittenti radiofoniche e televisive, le web tv e web radio, I quotidiani di stampa ed I periodici oltre alle iniziative attivate dalla Regione e dagli enti locali.

Tutto questo però a condizione che si rispettino le regole che disciplinano il settore soprattutto la  corretta applicazione del contratto di categoria in tutte le sue articolazioni e la regolarità dei contributi previdenziali .

Il presidente della Associazione della stampa, Bepi Martellotta, che ha partecipato alla stesura della legge, ha  auspicato “la maggiore convergenza possibile per questa proposta che incide su un settore profondamente in crisi”.

La proposta di legge.

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