di Marilena Rodi

Il II circolo didattico Rodari di Casamassima non trova pace. Oltre ai numerosi problemi legati dapprima all’invivibilità degli ambienti scolastici, e poi all’inagibilità degli edifici, ora arriva la scure del dimensionamento. Cioè la metamorfosi in istituto comprensivo.Che il comprensivo sia un’opportunità ne possiamo discutere, ma il problema visibile a occhio nudo è che questo dimensionamento – così come è stato pensato – ci pare un flop. Sociale prima di tutto e didattico poi. E adesso vi spieghiamo perché.

Secondo la delibera di giunta comunale del 30 novembre scorso, a Casamassima dovrebbero sorgere 2 istituti comprensivi dalla ‘fusione’ di 3 scuole, i 2 circoli Marconi e Rodari e la media Alighieri. La giunta comunale, cioè, avrebbe deciso che Casamassima avrà 2 istituti comprensivi così composti: il primo comprenderà la scuola elementare Marconi, le scuole dell’infanzia Don Milani e Madre Teresa di Calcutta, e la sede centrale della scuola media. Totale studenti: 1189

Il secondo comprenderà la scuola elementare Rodari, le scuole dell’infanzia Collodi e Ciari, e la sede succursale della media. Totale studenti: 856

I dettagli nelle tabelle che alleghiamo.

Stando alle linee guida della Regione Puglia, i Comuni – per deliberare un dimensionamento – dovrebbero tenere conto di questi criteri:

  • considerare la consistenza della popolazione scolastica nell’ambito territoriale di riferimento e dei flussi di mobilità volontari o indotti, rapportata alla disponibilità edilizia esistente, a garanzia della capacità ricettiva degli edifici scolastici sia congrua con il numero delle iscrizioni possibili;
  • verificare la consistenza del patrimonio edilizio e dei laboratori, a garanzia dei livelli di sicurezza;
  • considerare le caratteristiche demografiche, orografiche, economiche e socio-culturali del bacino di utenza;
  • conseguire una più razionale ed efficace distribuzione della rete scolastica sul territorio;
  • verificare l’efficacia della configurazione assunta dal servizio scolastico e dei servizi connessi;
  • considerare la possibilità di incentivare la creazione di reti di scuole;
  • maggiore attenzione alle criticità emergenti, quali dispersione scolastica, alunni con disabilità e con disturbi specifici di apprendimento etc.

Le linee guida regionali, tuttavia, specificano che “si dovrà perseguire l’obiettivo di costruire una rete di istituzioni, evitando di creare sia scuole iperdimensionate, sia scuole sottodimensionate”.

Alle Province/Città metropolitane, invece, è demandato di verificare le caratteristiche fisiche dei territori, con particolare riferimento alle situazioni di disagio in relazione all’orografia del territorio, alla viabilità, al sistema dei trasporti, ai tempi di percorrenza, alla disponibilità di altri servizi socio-educativi e culturali, alla necessità di contribuire a contenere (e non ad aggravare) lo spopolamento in atto.

Bingo. Lo spopolamento. Soffermiamoci per un momento su questo punto ponendoci qualche semplice domanda:

Casamassima sta ‘subendo’ uno spopolamento?

[risposta: pare di dì, visto che gli iscritti – non i residenti – sono calati]

A cosa può essere dovuto lo spopolamento scolastico, visto che Casamassima è un comune con trend residenziale in crescita?

[all’offerta formativa o all’edilizia scolastica non soddisfacente? È possibile che l’emergenza plessi abbia allarmato i cittadini? È possibile che la dispersione sia cresciuta?]

Domande lecite.

“È auspicabile – dicono ancora le linee guida regionali – che il dimensionamento della rete scolastica sia, in linea di principio, ispirato a una prospettiva di medio-lungo termine, che tenga conto del flusso delle iscrizioni e delle previsioni sull’andamento demografico, per non rimettere in discussione di frequente l’assetto delle scuole e per assicurare alle stesse una certa stabilità nel tempo, anche al fine di elaborare e attuare i propri piani dell’offerta formativa”.

Ora ci chiediamo:

chi prepara l’offerta formativa?

La scuola autonoma.

Quante scuole autonome aveva Casamassima fino a un paio di anni fa?

Tre.

E oggi? Cioè anno scolastico 2016-2017?

Due.

E quante potrebbe averne nel prossimo futuro, date le varie emergenze in corso?

Non facciamo stime, stiamo ragionando ad alta voce.

È possibile che il secondo istituto comprensivo varato con la delibera di giunta Cessa del 30 novembre 2016 – quello degli 856 alunni, il Rodari – nel tempo (quanto?) scenda sotto i 600 (soglia media per l’autonomia), motivo per cui si possa rendere eccezionalmente necessario portare a 1 scuola autonoma la gestione scolastica casamassimese?

Fantastichiamo, ovviamente.

 Se le scuole autonome scendono, scendono anche i fondi statali-regionali-comunali?

Chiediamo.

A questo punto facciamo un altro ragionamento, magari ci convinciamo che i comprensivi siano la scelta giusta, e valutiamo la scelta dell’amministrazione e dei circoli (visto che anche i circoli avrebbero espresso un parere a favore del dimensionamento).

La scuola media – spacchettata – è stata così suddivisa: la centrale (con 330 studenti) è stata annessa alla Marconi (che di per sé ha 652 studenti); la succursale (con 219 studenti) è stata annessa alla Rodari (che di studenti ne ha ‘soli’ 352).

Domanda: ma perché non fare il contrario? Forse si potrebbe dare equilibrio agli istituti e soprattutto dare continuità territoriale. Quante famiglie – infastidite per la dispersione geografica – decideranno di portare fuori Casamassima i loro bambini?

Una nuova emorragia?

Le famiglie attraverso la scuola tendono a responsabilizzare i bambini (i piccoli studenti cominciano a orientarsi da soli, scoprire il territorio, gestire la loro piccola autonomia.. ma se la scuola è troppo distante quale genitore si avventurerà?).

Infine un aspetto che di questi tempi non va affatto trascurato. I posti di lavoro.

La scuola può definirsi autonoma se contiene 600 studenti. E in quanto tale ha diritto a un dirigente scolastico e un direttore amministrativo (più insegnanti, ausiliari etc).

Se la popolazione scolastica dovesse assottigliarsi – quindi ridursi – cosa potrebbe accadere ai lavoratori e alle lavoratrici?

No comment.

Come si saranno espressi i sindacati in merito a questo dimensionamento?

La ratio che guida la scelta regionale, in questo senso, è la norma statale (che regola la spesa pubblica inerente il personale), motivo per cui potrebbe prendere a riferimento il Dpr 233/1998, e in particolare l’art. 2 comma 2: “per acquisire o mantenere la personalità giuridica – recita – gli istituti di istruzione devono avere, di norma, una popolazione, consolidata e prevedibilmente stabile almeno per un quinquennio, compresa tra 500 e 900 alunni; tali indici sono assunti come termini di riferimento per assicurare l’ottimale impiego delle risorse professionali e strumentali”.

L’auspicio, a questo punto, è che se il Comune non dovesse fare retromarcia ritirando il provvedimento, la Regione possa intervenire super-partes così come è già accaduto in passato (ai tempi della giunta Birardi).

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3 pensieri riguardo “Casamassima, scuole: Comune e circoli votano per il dimensionamento. Flop annunciato?

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