Casamassima, le chiese rurali rivivono nel volume di Angelo Campanella

di Valentina Lacaputo

Sperdute tra gli ulivi secolari ed il bianco dei muretti a secco, immerse nella quiete agreste, le chiese rurali di casamassima, patrimonio perduto ridotto a frammenti di storia, rivivono oggi tra le pagine del volume “Le Chiese rurali di Casamassima” di Angelo Campanella presentato sabato 26 novembre presso l’Auditorium dell’Addolorata di Palazzo Monacelle alla presenza di un nutrito pubblico.

Chiese e cappelle rurali rappresentano una importante testimonianza della profonda religiosità e della devozione popolare contadina dei secoli passati, dettaglio che non è sfuggito ai tanti che si sono dati appuntamento tra le mura dell’Addolorata per essere condotti, mano nella mano, tra piccoli frammenti di pietra e intonaco custodi di una memoria documentaria ricca di storia. Piccoli e semplici edifici di culto, talvolta impreziositi da elementi decorativi, eretti in età medioevale e in epoche più recenti nei pressi delle masserie e dei casali di campagna, consentivano la partecipazione al rito religioso ai braccianti agricoli e alle loro famiglie. Diverse chiese sono ormai andate distrutte, altre versano in stato di ruderi fatiscenti, altre ancora si conservano perché utilizzate come depositi, pochissime, ben conservate, vengono aperte al pubblico almeno una volta l’anno per la celebrazione della Santa Messa in onore del santo.

“Riscoprire, valorizzare e recuperare il patrimonio artistico del territorio di Casamassima – ha chiarito Elena Maria Valentino, docente di lettere – per affidarlo a quanti desiderano apprenderlo è l’obiettivo palese dell’autore. Il libro, ben strutturato e di facile lettura, ripercorre in apertura le origini di questa Università, per poi spostarsi nelle campagne. Ogni capitolo è dedicato all’analisi di una chiesa rurale che viene contestualizzata e descritta, sempre con rigore scientifico, nell’impianto architettonico e pittorico. Nulla sfugge all’occhio vigile di Angelo Campanella che ne rileva i dettagli, rivelando uno studio scrupoloso e l’empatia con questi luoghi, empatia che riesce a trasmettere nella narrazione”.

La serata moderata da Giuseppe Emilio Carelli, insegnante e ricercatore, scandita dagli interventi di Bersanofio Chiedi, delegato regionale Archeoclub, e Nicola Partipilo, medico e poeta, si è conclusa con i saluti di Vito Cessa, sindaco di Casamassima.

“Le numerose richieste dei concittadini e le nuove acquisizioni di carattere storico e documentario riguardanti alcune chiesette, le più antiche, mi hanno indotto – ha spiegato l’autore – a dare alle stampe questa seconda edizione delle “Chiese rurali di Casamassima”. La prima edizione, pubblicata nel 1983, era il frutto di uno studio finalizzato alla stesura della tesi di laurea conseguita da Angelo Campanella presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari. “Tutto quello che troverete di inedito in questa seconda ristampa – ha concluso l’autore – è frutto di altri 25 anni di ricerche e studi approfonditi. La salvaguardia del patrimonio artistico della propria città è un dovere di ogni cittadino, il quale è anche chiamato a contribuire alla sua tutela e salvaguardia. Invito i giovani a continuare lo studio per fornire nuovi elementi sulla nostra storia e sulla conoscenza del nostro patrimonio culturale”.

Angelo Campanella, ispettore onorario per i Beni ambientali, architettonici, artistici e storici del Comune di Casamassima dal 1998 al 2004, è stato uno dei fondatori del Centro di arte e cultura “il Faro” e della sede locale dell’Archeoclub d’Italia della quale ricopre da vent’anni il ruolo di presidente. Il 2016 che ha celebrato vent’anni di instancabile attività, incontri, manifestazioni, laboratori, pubblicazioni e battaglie condotte dall’Archeoclub e dai suoi paladini e finalizzate al recupero dei riti e delle tradizioni casamassimesi, si avvia alla conclusione con l’inaugurazione, nel mese di dicembre, di una mostra di antiche campane in vetro allestita presso Porta Orologio e visitabile nel periodo natalizio.

Da oggi, sabato 3 dicembre, infine, e fino al 18 dicembre, resterà aperta al pubblico la mostra ‘La fede sotto vetro. Le campane votive’, in piazza Moro 15, dalle 17 alle 20.30 tutti i giorni.

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