di Marilena Rodi

Sembra la parodia di un canovaccio semiserio eppure è accaduto davvero. Il II circolo didattico di Casamassima, rappresentato in questa iniziativa dalla scuola elementare Rodari, ieri ha offerto un’immagine straordinaria di educazione alla partecipazione. La marcia dei diritti dei minori, calendarizzata a inizio anno scolastico nel programma di educazione alla legalità nazionale, ha visto la partecipazione di centinaia di persone tra adulti e bambini, forse – e soprattutto – per la sensibilità alimentata dai fatti contingenti proprio sui diritti dei minori, tra cui quello alla scolarizzzazione. Che oltre a essere un diritto, lo ricordiamo, è anche un dovere.

L’obiettivo del progetto, infatti, era quello di costruire un percorso educativo che investisse tutta l’istituzione scolastica e in particolare i docenti di tutte le aree disciplinari, impegnati a ricercare e valorizzare i contenuti, le metodologie e le forme di relazione e valutazione degli apprendimenti.

Il 20 novembre, dunque, in concomitanza con la Giornata nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza (e del 27esimo anniversario della Convenzione Onu sui diritti dei bambini), la Rodari ha organizzato ieri la Marcia per i diritti delle bambine e dei bambini. Il serpentone composto da bambini e bambine di tutte le scuole del territorio ha percorso le  vie di Casamassima e ha coinvolto le realtà locali che operano e s’impegnano a difesa dei bambini e collaborano alla loro crescita morale, fisica e culturale.

La marcia, partita alle 9.30 da piazzetta Padre Pio è arrivata in piazza Moro promuovendo la cultura sociale e collettiva rispettosa dei diritti. Nel pomeriggio l’iniziativa ha visto partecipe come ospite e relatore di una fase di aggiornamento degli insegnanti, Edoardo Martinelli, allievo del Priore di Sant’Andrea a Barbiana (la ‘Scuola della sobrietà’), cioè allievo di don Milani.

Martinelli – che aveva accettato l’invito per promuovere a Casamassima la cultura della democraticità – è stato coinvolto, suo malgrado, nella polemica sulla gestione discutibile della Rodari-Collodi. Prova imbarazzante di incapacità di discernere il tempo della discussione politica dal tempo di accrescimento culturale.

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