Casamassima, scuole inagibili. Esplode la rabbia dei genitori che raccolgono firme e scrivono a Prefetto e Regione

[m.r.]

I genitori dei bambini frequentanti la scuola Rodari, in questi mesi colpita dai disagi, prendono carta e penna e scrivono al sindaco (ma stavolta la protesta viene amplificata alle altre istituzioni scolastiche e governative) una lettera formale trasmessa tramite posta certificata, per chiedere di rivedere la scelta di sistemare nelle ore pomeridiane, gli alunni della Rodari presso la Marconi. “Ci rivolgiamo a Lei – scrivono – in rappresentanza di un gruppo di oltre 160 genitori del II circolo didattico “Rodari” di Casamassima, per chiederle di valutare un’alternativa alla soluzione prospettata per le lezioni dei nostri figli. Come ben sa, dopo la chiusura dell’istituto, il consiglio di circolo della “Marconi”, l’altra scuola primaria cittadina, ha deliberato di accogliere i bambini rimasti senza aule presso la propria struttura a partire da mercoledì 23 novembre p.v., secondo un calendario che prevede solo lezioni pomeridiane fino a fine gennaio 2017”.
“Ciò premesso – continuano – e fermo restando che il provvedimento d’urgenza solo in parte risponde all’esigenza di garantire un regolare svolgimento delle attività didattiche, ribadiamo le nostre perplessità sulla soluzione adottata. L’orario pomeridiano delle lezioni, infatti, peraltro non omogeneo nell’arco della settimana (dal lunedì al giovedì si entra alle ore 13.45 e si esce alle ore 18.45, mentre tutti i venerdì i bambini dovranno essere a scuola alle ore 13.15, per poi recuperare altre ore in due sabati di gennaio) non può essere considerato compatibile con l’età degli alunni”.
“Ne consegue – sottolineano – che la mattina i nostri figli dovranno trascorrere la giornata a casa, da parenti, in strutture private o con baby sitter, mentre il pomeriggio, con l’inverno alle porte e dopo un frugale pasto consumato alle ore 12.30 al massimo, dovranno raggiungere la scuola. Senza voler accennare a valutazioni circa la compatibilità degli orari con il rendimento scolastico, la soluzione adottata, inoltre, cancella definitivamente qualsiasi possibilità che i nostri figli possano seguire attività normalmente svolte nelle ore pomeridiane (danza, calcio, basket, canto, catechismo, ecc.) in molti casi persino già pagate in anticipo. Tutto questo, senza considerare il disagio delle famiglie, non solo dei bambini direttamente coinvolti, che dovranno letteralmente rivoluzionare abitudini e stili di vita. Molti dei piccoli infatti, dovranno diventare loro malgrado pendolari insieme ai loro genitori che lavorano prevalentemente a Bari e comunque fuori città. Bambini come “pacchi postali”, insomma, costretti a levatacce, lasciati da una nonna, da una zia, da un’amica (ammesso che se ne abbia la possibilità) che ogni giorno, tutti i santi giorni, dovranno accudire, far studiare e far pranzare i bambini i quali, a tempo di record, dovranno raggiungere poco dopo la scuola per l’inizio delle lezioni”.
“Una situazione letteralmente inaccettabile – incalzano infastiditi – che fa a pugni con i diritti e il benessere psicofisico dei nostri bambini, con le loro legittime aspettative e i loro desideri negati, e che getta nel panico tantissime famiglie che non sanno ancora come riorganizzare la loro vita. Un costo sociale alto, suscettibile di eventuale futura quantificazione, e non sempre sostenibile da parte di tutti, senza considerare distanze, orari di lavoro dei genitori e altre esigenze. Si aggiungano, inoltre, i legittimi dubbi che assalgono tutti noi sulla opportunità di fare lezione per molte ore in aule illuminate solo con luce artificiale, in condizioni di stress e senza alcuna attività fisico-motoria curricolare anche in ossequio alle normative vigenti. Per non parlare della questione igienico-sanitaria, atteso che le stesse aule della scuola Marconi, utilizzate la mattina, saranno messe a disposizione dei piccoli della Rodari dopo un breve lasso di tempo tra l’uscita dei primi e l’ingresso dei secondi. Un aspetto, questo, che ci fa fortemente dubitare anche sulla salubrità e pulizia degli ambienti in cui i piccoli faranno lezione”.
“Tutto ciò premesso – vanno al dunque – le chiediamo pertanto di riconsiderare questa scelta e di rivalutare soluzioni che, forse per il carattere d’urgenza dei provvedimenti da adottare, sono stati accantonati troppo frettolosamente. Ci riferiamo, in particolare, alle alternative circolate in questi giorni, non solo tra i genitori, quali ad esempio la riconversione del Centro Sim di via Lecce, la disponibilità di aule presso la Lum, spazi utilizzabili all’interno del parco commerciale Il Baricentro e, da ultimo, ma solo in ordine cronologico, il noleggio e l’installazione di moduli abitativi prefabbricati, in spazi comunali idonei a tale scopo”.
“Restando sin d’ora disponibili a un incontro – concludono – indispensabile quanto urgente, e fiduciosi che vorrà tenere in considerazione le nostre istanze, legate sia alla preoccupazione per il futuro dei nostri figli, sia all’incertezza sui tempi effettivi di riconsegna della scuola Rodari, la salutiamo cordialmente”.

La lettera è stata inviata anche al Prefetto di Bari, al presidente della Regione Puglia, all’assessore regionale all’istruzione, al garante dei diritti dell’infanzia, al sindaco metropolitano, all’Ufficio scolastico regionale, alla dirigente della Marconi, all’assessore comunale all’istruzione, e al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Casamassima.

Intanto per oggi è prevista la manifestazione nazionale per i diritti dei minori.

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