[m.r.]

Si terrà il 24 novembre prossimo il conferimento dell’incarico per i due tecnici della Procura di Bari che si occuperanno dell’accertamento tecnico non ripetibile sul Palazzo ducale, a seguito dell’esposto che avrebbe coinvolto il sindaco di Casamassima Vito Cessa, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Giuseppe Sangirardi e il segretario comunale Pietro Lorè. Sarebbero 3 dunque gli avvisi di garanzia emessi dal Pm della Procura di Bari Baldo Pisani, che avrebbe disposto le “verifiche sul Palazzo ducale di Casamassima – come riportato nell’atto – avuto riguardo al pericolo di crollo ed altresì agli interventi realizzati” e “quant’altro utile”.

L’ipotesi di reato oggetto dell’avviso di garanzia sarebbe ‘Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina’, ovvero l’art. 677 c. I e c. III. Nel procedimento risulterebbe parte offesa anche la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Bari.

“Mi è stata notificata una informazione di garanzia – scriveva questa mattina alle 7.15 il vito cessasindaco sulla sua pagina facebook – relativamente ad un procedimento penale che riguarda il palazzo ducale (il “castello”), immobile di cui il Comune possiede una piccolissima quota percentuale.
Il Pubblico Ministero ha inviato l’informazione di garanzia come atto dovuto, perché doveva procedere all’accertamento tecnico irripetibile, volto ad accertare se l’immobile in questione sia pericolante e, seconda condizione altrettanto necessaria, se ne derivi un pericolo per le persone, perchè il reato astrattamente ipotizzato, il 677, richiede la necessaria coesistenza sia dell’elemento materiale dello stato di rovina dell’immobile, ma anche e soprattutto il pericolo da tale stato di rovina per le persone. Devono sussistere entrambi, poiché uno solo mancante fa venir meno la sussistenza del reato. La notifica dell’informazione di garanzia era, quindi, un atto dovuto e necessario al fine di poter procedere a quel tipo di accertamento che richiede l’instaurarsi di un procedimento penale, che poi potrà essere anche archiviato.
E il pubblico ministero ha ritenuto di individuare, tra altri soggetti, anche l’attuale sindaco; ma è ovvio che, anche in caso di positivo accertamento delle due condizioni richieste, è altrettanto possibile, se non probabile, che la responsabilità possa ricadere su precedenti amministratori (o proprietari dello stabile), perché uno stato di rovina non si materializza nell’arco di uno o due anni, ma richiede l’inerzia per vari decenni”.

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