Casamassima, Rodari. I guai non finiscono: interdire altre 2 aule e liberare il plesso

di Marilena Rodi

“Si raccomanda all’amministrazione intera e alla dirigenza dell’intero plesso scolastico di procedere a liberare l’immobile dalla presenza degli occupanti, all’atto dell’esecuzione degli interventi strutturali di miglioramento sismico”. Il plesso di via Bari del II circolo didattico Rodari, oggetto di monitoraggio strutturale in questi ultimi giorni, viene confermato inagibile in alcune aree dell’edificio. L’interdizione degli ambienti, notificata dai Vigili del fuoco martedì 8 novembre, viene quindi confermata e aggravata dalla relazione tecnica redatta dall’ingegnere strutturista Domenico Colapietro (che avrebbe svolto l’incarico professionale a titolo gratuito, in profondo rispetto per la propria comunità e per le criticità che la stessa ha subito nel corso degli ultimi tempi). “Si conferma – sarebbe riportato nell’atto – l’assoluta inagibilità delle suddette aule in perfetto allineamento a quanto sancito nella relata di notifica nr.11451 del 08/11/2016 a seguito di sopralluogo del comando provinciale dei vigili del fuoco”. “Si prescrive – continua – un intervento di messa in sicurezza mediante opere di presidio (puntellatura…) degli impalcati delle suddette aule fino alla messa in atto di opportuni interventi di consolidamento dei solai”.

A quanto pare i materiali oggetto di studio (armatura, getto di completamento dei solai etc) manifesterebbero un evidente stato di obsolescenza, tanto da non indurre a fare affidamento sulla resistenza meccanica descritte nel progetto originale. Piuttosto sarebbe opportuno che gli stessi fossero soggetti a valutazione analitica approfondita.

Questo significa che il progetto di “Recupero e riqualificazione della scuola Rodari” – firmato dall’architetto Michele Sgobba – in attesa di autorizzazione presso gli uffici provinciali per l’edilizia sismica, debba essere integrato degli opportuni interventi di recupero. In aggiunta a quanto da lui previsto.

Alle aule già interdette, inoltre, se ne sarebbero aggiunte altre 2. Visto che le aule 4°B e 1°B insisterebbero sul medesimo solaio oggetto di danneggiamento, anche se non sono state interdette dai Vigili del fuoco (non sarebbero visibili fessure o danni evidenti), per scopi precauzionali sarebbe preferibile impedire l’accesso a tali aule, in virtù del comportamento globale del manufatto. In buona sostanza Sgobba dovrebbe riscrivere i calcoli matematici e fisici globali dell’edificio scolastico aggiornando la documentazione dello stato pre e post consolidamento. Quest’ultima considerazione deriva anche dal fatto che Colapietro, durante il monitoraggio, abbia riscontrato valori superiori alla media in termini di vibrazioni. “Con molta probabilità – sarebbe lo studio – la demolizione dell’intercapedine esterna per una rifunzionalizzazione degli spazi al piano interrato da adibirsi ad aule, come sancito nel progetto di “Recupero e riqualificazione della scuola Rodari”, congiunta a una rimodulazione dimensionale delle tamponature, abbia modificato l’equilibrio dell’organismo edilizio, consolidato per circa 36 anni, inducendo sul pilastro ubicato oltremodo in un incrocio della suddetta intercapedine, a un movimento dinamico atto a ritrovare una nuova configurazione strutturale di riequilibro. A incrementare tale condizione fessurativa ha certamente contribuito in maniera determinante la presenza di vibrazioni di natura antropica registrate sull’organismo edilizio data la presenza contestuale di bambini e operazioni edilizi in corso”.

La domanda del secolo è: cosa avrebbe prodotto le fessurazioni? Qual è la causa che avrebbe determinato, dunque, la deformazione dello stato dei luoghi producendo tali danni, forse a prescindere gli interventi in corso? L’edificio, tutto sommato è giovane (solo 36 anni).

La situazione, a questo punto, si complicherebbe. I tempi dovrebbero prevedere lo sgombero degli spazi, i lavori di messa in sicurezza, il riaggiornamento della pratica con relativa autorizzazione e i lavori stessi di adeguamento e miglioramento. A essere compromesso sarebbe il nuovo anno scolastico, con buona probabilità, visto che tra gennaio e febbraio vengono registrate le preiscrizioni e se l’edificio non dovesse essere pronto per allora, salterebbero gli open day, la presentazione dell’offerta formativa, e la possibilità di programmare il nuovo anno scolastico. Non proprio il meglio per la popolazione studentesca casamassimese, per le famiglie e per la scuola stessa.

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