Casamassima, adulti e bambini in corteo di protesta per l’emergenza scuole dell’obbligo. Piazza gremita

di Marilena Rodi

Erano in molti, tra adulti e bambini, questa mattina a Casamassima, a sfilare in corteo per protestare contro la situazione di emergenza in cui versano alcune scuole cittadine. In particolar modo, a essere colpita, sarebbe la popolazione scolastica delle scuole Rodari e Collodi, rispettivamente elementare e dell’infanzia. Una protesta – avevano fatto sapere gli organizzatori – per sottolineare il disagio in cui bambini, docenti, personale e famiglie si troverebbero dall’inizio dell’anno a causa dei lavori – avviati, poi sospesi – che interessano le due scuole e che costringerebbero ai turni alcune classi. Gli ambienti – che dovevano essere pronti all’avvio del percorso didattico – sarebbero, invece, in una situazione di cantiere. I lavori che interessano le due scuole sarebbero di adeguamento e/o miglioria degli edifici.

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Attualmente la Collodi di via Salvo D’Acquisto non sarebbe interamente disponibile (e quindi sarebbe parzialmente utilizzata costringendo ai turni i bambini), mentre la Rodari sarebbe costretta alla riorganizzazione degli spazi e avrebbe visto la palestra sacrificata a deposito. Per ovviare il disagio, l’amministrazione aveva stimato di trasferire gli alunni delle classi della Collodi presso gli spazi della scuola superiore Majorana, ma quest’ultima necessitava di adeguamento ambientale, e questo adeguamento non sarebbe ancora partito. “L’iter per trasferire le classi della scuola dell’infanzia Carlo Collodi all’interno dell’istituto Ettore Majorana sta andando avanti. Giovedì scorso, infatti, è arrivata la firma sul progetto di adeguamento di alcuni spazi del Majorana da parte della Città metropolitana, proprietaria dell’immobile, e adesso il percorso procede. E sarà ultimato nel più breve tempo possibile, considerato il fatto che quando gli enti in campo sono diversi la tempistica non dipende solo dal Comune”. A fare chiarezza sulla questione è il sindaco Vito Cessa, a margine della manifestazione di piazza di questa mattina. “Il procedimento per la consegna di alcuni spazi del Majorana alle classi della Collodi – ha aggiunto – non si ferma, e noi siamo attentissimi affinché tutto possa essere ultimato nel più breve tempo possibile. Ma per poter completare il percorso amministrativo in atto – considerato anche il fatto che il Comune non è proprietario del Majorana – sono necessari dei passaggi burocratici, necessari, che portano via del tempo”.

“Come ho già avuto modo di precisare – ha proseguito Cessa – abbiamo cominciato a pensare alla Collodi e al Majorana dallo scorso anno, quando abbiamo saputo che sarebbero arrivati i finanziamenti ministeriali per dar vita ai lavori. Poi però, di fatto, i fondi sono stati erogati a maggio 2016, a distanza di un anno. Nel frattempo la soluzione iniziale alla quale avevamo pensato, quella di spostare le classi della Collodi al primo piano del Majorana non è stata più percorribile, perché alla superiore sono arrivate nuove iscrizioni. Quindi si è dovuto rimettere mano al progetto iniziale, adattandolo al fatto che le classi della Collodi sarebbero state collocate a piano terra e non più al primo piano”.

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La protesta dei genitori a inizio anno scolastico in aula consiliare

La protesta va avanti da settembre, e già in diverse occasioni le famiglie avevano incontrato l’amministrazione chiedendo tempi certi (si è svolto anche un consiglio comunale monotematico sull’argomento). Il rischio, secondo alcuni, e neanche così remoto, è che nemmeno per l’inizio dell’anno scolastico prossimo la situazione di emergenza possa rientrare. Il cantiere Collodi potrebbe comportare una costrizione nell’acquisizione di nuove iscrizioni (a inizio 2017); stessa cosa dicasi per la scuola Rodari e per il Majorana, che nei primi mesi dell’anno solare solitamente raccolgono le pre-iscrizioni.

Da segnalare, infine, che la protesta di piazza di stamani ha riscosso l’interesse dei media regionali e che il sindaco non sarebbe risultato gradito ai manifestanti nel momento in cui Cessa si sarebbe accodato al corteo, “contestando se stesso”, secondo qualche consigliere comunale di opposizione.

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