[m.r.]

Si chiama ‘Harry Potter e il cappello parlante‘ il nuovo progetto del Comune di Cellamare inerente il Servizio civile. Attraverso un’apposita progettazione, infatti, il Comune ha presentato alla Regione Puglia un progetto per la comunità, prevedendo l’impiego di 4 operatori volontari di Servizio civile nazionale e numerosi beneficiari.“In questi giorni l’ufficio competente ha concentrato le proprie attività sulla stesura del progetto – ha riferito ai nostri taccuini Gianluca Vurchio, assessore alle Politiche sociali del Comune di Cellamare – per far sì che si potesse raggiungere un obiettivo che, oramai, complice anche la riduzione dei trasferimento dello stato su un servizio così importante come quello del Servizio civile, diventa sempre più difficile raggiungere vista l’esiguità delle risorse economiche che non consente una completa finanziabilità delle progettazioni proposte e dunque presentate all’ufficio regionale”.

“Era importante – aggiunge – così come lo è ancora, nonostante le poche risorse disponibili, tenere sempre i fari vigili su questo tema, e anche quest’anno il nostro Comune ha deciso di presentare una proposta progettuale, che possa risultare un’opportunità per l’intera comunità, per i nostri giovani (la partecipazione alle selezioni è consentita dai 18 ai 29 anni) e soprattutto per le fasce più deboli. La progettazione denominata quindi “Harry Potter e il cappello parlante” vuole intervenire sulla fascia d’età scolare, e precisamente dai 6 ai 16 anni, che per antonomasia rappresenta l’età evolutiva maggiormente “debole” in quanto più esposta alle influenze esterne. Gli obiettivi principali sono quelli di creare una rete di interventi a favore della famiglia, della genitorialità, dei minori in difficoltà, attraverso attività mirate a costruire una rete sociale di appoggio che permetta l’empowerment delle famiglie e il miglioramento della loro autonomia, cosi come migliorare le opportunità di formazione per la “popolazione scolastica” in difficoltà, offrendo contesti di apprendimento guidato e un contesto di rete progettuale partecipato ed attuare azioni di promozione e prevenzione in grado di limitare percorsi di disagio, prevenire forme di povertà culturale e sociale, valorizzare le risorse e capacità del singolo e dei gruppi costituiti. La progettazione – conclude Vurchio – intende raggiungere diversi bimbi e ragazzi, rientranti in determinate casistiche, e saranno di supporto all’intero sistema dei servizi sociali. Come comune, abbiamo sicuramente redatto una progettazione che mostra un intervento verso una vasta platea di soggetti e famiglie, offrendo, inoltre, ai giovani di poter svolgere un servizio dal “forte” senso civico ed una grande opportunità. Noi ci crediamo”.

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