Cellamare, arriva don Domenico. Laporta: “Abbiamo l’obbligo di guardare avanti”

“Certamente ogni avvicendamento alla guida di una Parrocchia può generare tra i fedeli sentimenti di tristezza e di rammarico. Ma il ministero e la vita sacerdotale prevedono doveri quali la missionarietà ovvero l’annunciare a tutti il Vangelo di Dio e l’obbedienza al proprio Vescovo perché rappresenta qui sul luogo tutta quanta la Chiesa universale”. michele laportaMichele Laporta, ex sindaco del Comune di Cellamare commenta l’avvicendamento parrocchiale. “Le ragioni -dice – sono strettamente connesse al ministero della vita sacerdotale. Infatti la rotazione dei parroci disposta dal Vescovo, espressamente prevista sia dal Codice di diritto canonico che dalla Cei, è ritenuta dalla Chiesa utile a favorire il rinnovamento della pastorale nelle comunità e a sostenere la fecondità del ministero sacerdotale”. “La comunità civile e religiosa di Cellamare – aggiunge – non può dunque che esprimere immensa gratitudine a Don Valentino per i 9 anni trascorsi alla guida della nostra Parrocchia. Abbiamo condiviso insieme numerosi anni delle nostre vite con tutti i suoi momenti e questo certamente non può essere dimenticato. Ma ora abbiamo l’obbligo di guardare avanti. La nostra è una comunità viva nella fede che deve continuare ad essere una famiglia unita, solidale, aperta, disponibile al dialogo ed attenta ai bisogni dei più deboli. Esprimiamo dunque a Don Domenico il più cordiale benvenuto in mezzo a noi, consapevoli di iniziare da oggi, una nuova pagina della nostra storia. Una comunità che, grazie agli insegnamenti di Don Valentino, oggi è più fiduciosa di stabilire rapporti di reciproca attenzione, cooperazione e collaborazione, pur nella distinzione della specificità dei ruoli di ciascuno, ma sempre orientata a creare un sereno clima di convivenza civile e democratica, coinvolgendo in questo percorso quelle istituzioni educative e formative irrinunciabili quali la famiglia e la scuola. La nostra comunità deve avvertire il bisogno di continuare, seguendo quanto ci ha insegnato Don Valentino, a vivere la propria storia umana, religiosa, civile e sociale all’impronta della semplicità, dell’umiltà, dello spirito di sacrificio, della disponibilità, dell’amicizia, dell’attenzione verso i più deboli e i più bisognosi e concorrere tutti insieme a costruire una società in cui la concordia, la pace, il rispetto reciproco possano essere i fondamentali valori del vivere comune. Citando – conclude – il titolo del libro dedicato a Cellamare, Cella Amoris Terra d’Amare, vorrei dire a Don Domenico che questa terra, questa comunità, se amata, è in grado di ricambiare con altrettanto grande amore. Perciò, Don Domenico, benvenuto nella nostra comunità”.

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