di Marilena Rodi

Quattro mesi, 3 incontri collettivi e 23 di gruppo, 36 idee generate, 4 gruppi di lavoro per 4 proposte finali, per un totale di 39 persone coinvolte in 50 ore di lavoro. Totale budget a disposizione 20mila euro. Sono i numeri complessivi della sperimentazione sul bilancio partecipato effettuata del Comune di Casamassima (20mila abitanti) per la prima volta del sindaco Vito Cessa.

Le 4 proposte finali, ciascuna sostenuta dai referenti per l’amministrazione, ha coinvolto i cittadini nella realizzazione di un piano di fattibilità che con i fondi messi a disposizione in bilancio per quest’anno, realizzasse un progetto di ‘Politeia’ di aristoteliana memoria, ovvero – secondo quanto sosteneva il filosofo in ‘Politica’ – “il cittadino in senso assoluto non è definito da altro che dalla partecipazione alle funzioni di governo e alle cariche pubbliche”. Il bilancio partecipato sperimentato dall’amministrazione, infatti, ha disposto in bilancio comunale un capitolo di spesa a totale responsabilità dei cittadini, che attraverso un percorso di condivisione di idee e di formazione, giungesse a un piano di fattibilità per realizzare un intervento pubblico.

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Così, ieri sera, nell’auditorium dell’Addolorata, sono state presentate le 4 proposte, di cui solo una troverà realizzazione concreta. La scelta arriverà con suffragio cittadino e potranno votare tutti i residenti di Casamassima sopra i 16 anni compiuti. All’incontro ha partecipato anche il consigliere metropolitano delegato al Bilancio, Michele Laporta: michele-laporta“Credo – ha detto – che il bilancio partecipativo, sperimentato fino ad oggi in pochissimi comuni della città metropolitana, possa ben presto diventare una buona prassi in tutti i comuni. Si tratta infatti di una importante occasione per affidare direttamente ai cittadini la possibilità di decidere come destinare una parte delle risorse del bilancio attraverso un percorso partecipato in cui i cittadini singoli, i gruppi, le associazioni, possano proporre idee progettuali da tradurre poi in progetti concreti per le comunità”.

Nel dettaglio, le proposte – che sono maturate nel corso degli incontri moderati da Pino Gadaleta e Nello De Padova – sono:

  • ‘Paese azzurro’, proposto dal gruppo di lavoro Paese azzurro;
  • ‘Piazziamoci’, proposto dal gruppo di lavoro Ragazziamoci;
  • ‘Il giardino dei ciliegi’, proposto dal gruppo di lavoro Casamassima: promozione e sviluppo;
  • ‘All in Maxima’, proposto dal gruppo di lavoro Il gioco delle arti.

Per ciascun gruppo esistono referenti dei cittadini e referenti dell’amministrazione:

  • Paese azzurro: Vincenzo Rizzi e Stefano Evangelista per i cittadini e Andrea Palmieri e Francesca Barone per l’amministrazione;
  • Ragazziamoci: Anna Paternosto per i cittadini e Giuseppe Cristantielli e Antonietta Spinelli per l’amministrazione;
  • Casamassima: promozione e sviluppo: Marisa Mola e Vincenzo Tartaro per i cittadini e Rocco Bagalà per l’amministrazione;
  • Il gioco delle arti: Eleonora Montrone, Francesca Valentino e Vita Calabretto per i cittadini, Vito Cessa e Andrea Palmieri per l’amministrazione.

Gli obiettivi.

Il progetto ‘Paese azzurro’ punta a recuperare l’architettura e il colore del centro storico, soprattutto illuminarlo a led (per risparmiare sul consumo energetico) e riqualificare il borgo con interventi artistici.

Il progetto ‘Piazziamoci’ pone al centro la vita di piazza Aldo Moro puntando al coinvolgimento di adulti e bambini attraverso i colori, le attività e le iniziative pubbliche (non tralasciando la cura del verde e dell’arredo urbano).

Il progetto ‘Il giardino dei ciliegi’ recupera le inclinazioni storiche del territorio e le valorizza: agricoltura, oro rosso (le ciliegie), artigianato e tradizioni. Tutti asset che potrebbero rilanciare le locali attività produttive e pubblicizzarle nella filiera.

Il progetto ‘All in maxima’, infine, è l’organizzazione di un festival (da realizzarsi a puntate da marzo ad agosto) che coinvolge tutte le arti (lettura, fotografia, danza, musica, pittura e wrighting) e tutti i luoghi di cultura (palazzi storici, piazze etc.), possibilmente di tutti i quartieri.

Si voterà presso le sale del piano terra di Palazzo Monacelle in via Roma da oggi, sabato 8 ottobre, fino a venerdì 14, tutti i giorni dalle 16.30 alle 20 e occorrerà arrivare al seggio muniti di carta di identità.

Cos’è un bilancio partecipato.

In un Bilancio partecipato, di regola la partecipazione si realizza innanzitutto su base territoriale: la città è suddivisa in circoscrizioni o quartieri. Nel corso di incontri pubblici (che possono avere forma fisica o virtuale, e tutta una gamma di diversi gradi di inclusività e rappresentatività, dall’assemblea alla giuria di cittadini estratti a sorte) la popolazione di ciascuna circoscrizione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorità in vari campi o settori (governo del territorio, ambiente, educazione, salute…). A questo si aggiunge talvolta una partecipazione complementare organizzata su base tematica attraverso il coinvolgimento di categorie professionali o lavorative (sindacati, imprenditori, studenti..), ciò che permette di avere una visione più completa della città, attraverso il coinvolgimento dei suoi attori economici. L’Ente locale di riferimento – Municipalità o Comune, ma anche un Ente di livello territoriale superiore come le Province o le Regioni – è presente a tutte le riunioni circoscrizionali e a quelle tematiche attraverso un proprio rappresentante, che ha il compito di fornire le informazioni tecniche, legali e finanziarie necessarie alla formalizzazione delle decisioni e di avviare una fase di negoziazione con le proposte emerse, attento, però, a non influenzare o prevaricare le decisioni dei partecipanti.

Alla fine ogni gruppo territoriale o tematico presenta le sue priorità all’Ufficio competente, il quale stila un progetto di bilancio che tenga conto delle priorità indicate dai gruppi territoriali o tematici. In caso positivo, il Bilancio viene infine approvato dal Consiglio dell’Ente.

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