“U marit poveridd mang la mighier u pot vdé”. Torna in scena Nicola Pignataro

di Marilena Rodi

Un Nicola Pignataro redivivo quello andato in scena nello scorso week end al Teatro Purgatorio, riaperto proprio sabato 1 ottobre dopo 3 anni di stop. Il dottor Babbisce (guarisce e non capisce), il titolo della commedia in vernacolo barese portata sul palcoscenico, dal sapore realistico post moderno. Un realismo, quello di Pignataro, certamente uno specchio del quotidiano popolare, di un quartiere – quello di Madonnella di Bari – intriso di personaggi surreali seppur esistenti, così come di vicende che viaggiano sull’equivoco seppur proiettate, paradossalmente, verso la soluzione materiale dei problemi della gente.

I personaggi. Una coppia per nulla abbiente (‘U marit poveridd mang la mighier u pot vdé‘, infatti è la sintesi prosastica dell’intera commedia): lei, casalinga, fa lavoretti per arrotondare i non-stipendi del marito; lui, il marito, un lava-portoni a giornata, che per caso si ritrova a indossare i panni di un dottore (il dottor Babbisce) e a curare – per equivoco – Veneranda, la figlia del boss di quartiere, innamorata di un musicista da 4 soldi, nonché sindacalista, inviso al padre di lei. La giovane si finge muta sperando di impietosire il padre e per cercare di ottenere la benedizione al matrimonio col ‘zompafosso’ (come lo chiama il boss). In tutto ciò, tra spontanee reazioni dei coinvolti nell’equivoco e la necessità di cucirsi addosso la realtà che conviene, il lava-portoni diventa il medico, sua moglie l’infermiera, il boss un uomo dal cuore nobile e il malamente guardia del corpo-tuttofare del boss un garante della giustizia coniugale. Ma soprattutto, fa sorridere la figura del giovane musicista-sindacalista che contravvenendo alle sue regole morali, acconsente a partecipare a un imbroglio pur di sposare la sua amata, figlia del boss del quartiere.

Gli attori (vedi il video). Nicola Pignataro è il dottor Babbisce, Annalena Cardenio sua moglie, Nicola Traversa il guardaspalle, Ileana Pepe la figlia del boss, Brando Rossi il boss, e Giuliano Ciliberti il giovane sindacalista.

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