Casamassima, Cessa ancora sulla corda. Bilancio (ancora) in sospeso

di Marilena Rodi

Il sindaco di Casamassima Vito Cessa va in ferie con la spada di Damocle dell’incognita bilancio. La votazione dell’assestamento previsto per oggi 2 agosto in consiglio comunale finisce con un nuovo nulla di fatto: si dovrà tornare in aula il 30 agosto, salvo anticipo disposto dal Prefetto. Oggi, infatti, dopo due sospensioni, il consiglio comunale è stato disposto in nuova assise per fine mese a causa di un parere dei revisori non pervenuto.

Ma andiamo per ordine. Durante l’ultimo consiglio del 26 luglio, la votazione sull’assestamento finì pari 6-6: ne seguì una sospensione che produsse lo scioglimento della seduta, motivo per cui fu disposta la riconvocazione. All’ordine del giorno c’erano proprio l’assestamento di bilancio e alcuni debiti fuori bilancio (che per essere considerati tali occorre che ci sia una condanna a pagare, quindi disposto dal tribunale). I dubbi sollevati da alcuni consiglieri circa la situazione dei debiti fuori bilancio funsero da volano per una piccola insurrezione interna alla maggioranza. Dubbi che nelle ultime ore (stamani) pareva fossero rientrati. Cosa che invece, non si è verificata e oggi pomeriggio, in aula, si è assistito a una doppia sospensione e a un nuovo aggiornamento, pena diffida del Prefetto. Il motivo del rinvio sta tutto in un parere espresso dai revisori dei conti (che secondo molti consiglieri non aveva alcuna parvenza di parere), inviato da cellulare, che, sottoposto al vaglio del segretario comunale, è stato ritenuto non soddisfacente. Tutto da rifare quindi, per questa maggioranza, che conferma i problemi politici interni e forse anche qualcuno di gestione amministrativa (Raffaele Bellomo era nuovamente assente). Il debito proposto come fuori bilancio poteva non essere fuori bilancio, per esempio. Ma ora la parola spetta al Prefetto, anche se il sindaco dovrebbe prendere atto che esiste un problema politico e dovrebbe rimettere il mandato nelle mani delle forze che lo sostengono.

Il giallo del parere dei revisori e dell’emendamento

L’asssestamento di bilancio necessita del parere dei revisori. La maggioranza per il consiglio di oggi aveva deciso di portare in consiglio un emendamento che sarebbe servito a far quadrare le volontà politiche. Per questa modifica oggi stesso era stato chiesto il parere ai revisori che alle 15 circa (poco prima dell’inizio della seduta, quindi) aveva mandato a dire che la modifica in questione non riguardava i revisori. “Gentile sindaco – era scritto nella nota poi sottoposta al vaglio del segretario e che ha prodotto l’aggiornamento della seduta – non ci compete esprimere un parere rispetto a una scelta politica di amministrazione”.

“In apertura di seduta – ha tuonato Rino Carelli, consigliere di opposizione di Nuovi orizzonti – ho sollevato la questione pregiudiziale circa la tempistica di deposito dell’emendamento, che da regolamento di contabilità, dovrebbe essere almeno di 5 giorni precedenti alla discussione e in subordine dell’assenza di parere dei revisori dei conti poiché ritenevo – ha conluso – queste due righe prive di qualsiasi valore”.

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