Casamassima, la maggioranza rischia di andare a casa. Mancano i voti per approvare il bilancio. Cessa si dimetterà?

di Marilena Rodi

Non è stato un pomeriggio di passeggiate politiche per il sindaco di Casamassima, Vito Cessa, quello di martedì scorso 26 luglio 2016. Il consiglio comunale, convocato per discutere interpellanze, mozioni e provvedimenti più o meno d’urgenza e importanti, ha rasentato la debacle. La maggioranza politica di Cessa, infatti, per un’assenza (della minoranza) dovuta a indisposizione, ha sfiorato il Ko tecnico e ha rischiato di andare a casa. Al momento di approvare l’assestamento di bilancio – provvedimento necessario per il prosieguo dell’attività amministrativa – sono mancati i voti, o meglio quel voto in più necessario per l’ok, oppure quel voto in più necessario per la bocciatura. Ma spieghiamo ai cittadini.

Il bilancio, atto essenziale dell’attività amministrativa, necessita dell’approvazione in consiglio comunale per permettere alla maggioranza politica eletta di proseguire il suo mandato; mancando quest’approvazione, quella maggioranza torna a casa e si va a nuove elezioni. Così è per il bilancio e per tutti i provvedimenti che lo riguardano, siano essi gli assestamenti o i riequilibri. Martedì pomeriggio in aula la votazione è finita pari: 6 voti della maggioranza contro i 6 voti dell’opposizione. A votare a favore Antonio Manzari, Giacinto Rella, Arianna Zizzo, Pasqua Borracci e Maria Giovanna Nero, e naturalmente il sindaco. A votare contro Anna Maria Latrofa, Pietro Savino, Rino Carelli, Gino Petroni, Antonello Caravella e Giuseppe Nitti. Astenuti la presidente del consiglio Nica Ferri, Stefania Verna, Donato Fortunato e Raffaele Bellomo. L’assenza di Mariagrazia Palmieri è stata ‘provvvidenziale’ per la maggioranza che – non avendo i numeri per approvare l’assestamento – prima ha chiesto la sospensione della seduta, e poi si è ritirata per consentire la riconvocazione dell’assise.

Le astensioni. Nica Ferri e Raffaele Bellomo non avendo approvato il bilancio hanno mantenuto la loro posizione di astensione; la novità è arrivata con la decisione di Verna e Fortunato che hanno dichiarato di aver riscontrato difficoltà nel reperire informazioni e documenti utili per esprimere il proprio voto. Una dichiarazione, questa, che non passa inosservata o indifferente, ma che apre la strada a una serie di riflessioni.

Il sindaco, a questo punto, si dimetterà per richiamare all’ordine la sua maggioranza?

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