Casamassima, la minoranza si autosospende e non si presenta in consiglio

di Marilena Rodi

Denunciamo la lesione di legalità e di trasparenza, i conflitti di interesse e i provvedimenti imbarazzanti e contrari all’interesse generale di Casamassima. Questa la sintesi del ragionamento – e di un atto formale – che i consiglieri di minoranza hanno esternato prima del consiglio comunale di ieri e autosospendendosi simbolicamente dall’aula. “Atto intimidatorio e diffamatorio”, ha replicato il sindaco Vito Cessa che ha portato avanti i lavori consiliari nonostante la protesta. Il consiglio comunale del 23 giugno 2016 resterà nella storia per aver sdoganato una forma innovativa di presidio politico in assise cittadina. Ma ricominciamo dalla fine.

In aula, al termine del consiglio comunale, erano presenti solo i consiglieri di maggioranza (fatta eccezione per la presidente del consiglio, assente dall’inizio) che in una seduta flash – durata poco più di un’ora – hanno approvato in perfetta solitudine i punti all’ordine del giorno. A dirigere i lavori consiliari è stata chiamata Stefania Verna, consigliera anziana e membro del gruppo misto. “In qualità di consigliere eletto del Movimento 5 stelle – aveva riferito, infatti, Antonello Caravella dallo scranno presidenziale – avrei voluto discutere di tematiche riguardanti i cittadini di Casamassima, ma oggi ricopro il ruolo di presidente del consiglio. E oggi c’è anche un’importante comunicazione da fare a tutti i consiglieri comunali da parte dell’intera minoranza. Quindi per coerenza e condivisione del contenuto politico e morale del documento protocollato dall’intera minoranza sono rimandate al prossimo consiglio comunale le interpellanze delle forze di minoranza e le mozioni del Movimento 5 stelle. Chiedo, dunque – aveva concluso Caravella – di essere sostituito, così come previsto dal regolamento, dalla consigliera anziana Stefania Verna”.

Ma cosa contiene questo documento protocollato e citato dal consigliere pentastellato? “I sottoscritti consiglieri comunali di Casamassima – è scritto nell’atto – con la presente intendono denunciare la sistematica lesione della legalità, della trasparenza, anche sotto forma di pervasivi conflitti di interesse, nonché dei loro diritti e prerogative da parte del sindaco e della sua maggioranza mediante l’adozione di provvedimenti inaccettabili, imbarazzanti e contrari all’interesse generale della collettività di Casamassima”. Nel documento viene citata la vicenda dell’incompatibilità della consigliera Pasqua Borracci, che nel corso del consiglio comunale in cui si discuteva la sua incompatibilità aveva votato se stessa a favore della non espulsione dal consiglio, “in palese violazione – scrivono – de La Carta di avviso pubblico sul conflitto di interessi”. Altra citazione spetta alla presidente Nica Ferri: “Atteggiamento incoerente e autoreferenziale – elencano – rispetto a una sua doverosa condotta lineare, trasparente e garante dell’integrità e della effettiva agibilità delle funzioni dei consiglieri comunali. Ella – aggiungono – spesso orienta i suoi poteri e le sue decisioni, ritardando e accelerando le convocazioni, in maniera funzionalmente utili alle necessità del sindaco e della sua maggioranza senza mai motivare tali sue scelte”. Altra citazione è riservata agli atti assunti a fine 2015, con i quali – secondo i consiglieri di minoranza – sarebbero stati affidati appalti in forma diretta “in violazione di molteplici principi di buongoverno”. Ancora: l’affidamento a titolo oneroso della consulenza da parte di Ancrel all’ufficio contabilità relativo alla redazione del bilancio preventivo, e approvato dalla giunta. “Associazione – scrive l’opposizione – cui partecipa il presidente del Collegio rei revisori dei conti determinando commistione tra controllori e controllati”. Infine la delibera relativa a ‘Estate sport’, “con cui – scrivono ancora – l’amministrazione affida a titolo oneroso servizi pubblici ad associazioni debitrici del Comune, ovvero ad associazioni che fanno capo, direttamente o indirettamente, ad esponenti della stessa maggioranza, il tutto – concludono – in palese violazione dei principi contenuti ne La Carta di avviso pubblico”.

“Preso atto di ciò – mandano a dire infine – i sottoscritti consiglieri comunali hanno deciso come primo gesto di autosospendersi – simbolicamente e temporaneamente – dalle loro funzioni al fine di lanciare un messaggio forte alla maggioranza e alla cittadinanza affinché si torni a governare nel pieno rispetto, formale e sostanziale, della legalità costituzionale”.

“Ennesimo tentativo di ostacolare l’attività amministrativa”, ha replicato Vito Cessa a nome della sua maggioranza. “Un atto irresponsabile nei confronti della cittadinanza e prendiamo le distanze da questo documento. Questa minoranza si erge a ruolo di giudice e noi di riserviamo di intraprendere le dovute iniziative a tutela dei singoli e dell’intera amministrazione”.

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